BUONI COMPAGNI ED ALLEATI: SEMPRE- “Amalia, se Voi foste uomo…” di Marina Rota- Recensione di Lucia Guidorizzi

amalia guglielminetti e guido gozzano sulla- riviera ligure-agosto 1914

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Ci sono libri la cui lettura è un balsamo per la delicata intelligenza del sentire e per l’acutezza di sguardo che fa rivivere con splendente nitore personaggi della letteratura che abbiamo amato moltissimo e che ci sono stati compagni di viaggio.
Il libro di Marina Rota “Amalia, se voi foste uomo…” (Edizioni Golem 2016) è uno di questi regali che la vita ci fa.
Si tratta di un libro prezioso, densissimo di spunti e di riferimenti, una vera delizia per lo spirito, che ricorda quei dolci raffinati e squisiti delle pasticcerie torinesi tanto amate da Gozzano, in quanto si offre come una prelibatezza ai palati sottili.
Chi ama Guido Gozzano e la ricchezza del suo immaginario poetico, resta conquistato dalla lettura di queste pagine che raccontano il rapporto complesso, conflittuale e complice, che il poeta ebbe con Amalia Guglielminetti e non può uscire da questa lettura che grato, commosso e riconoscente.
Marina Rota, che è una profonda conoscitrice dell’opera e della vita di questi due personaggi, compie una meravigliosa operazione magica, direi quasi medianica, ridando voce, attraverso la sua poesia, ad alcuni tra i momenti più intensi e significativi della loro storia.
Con versi sapienti e misurati, rievoca lo stile crepuscolare, facendo cozzare l’aulico col prosaico e condisce il tutto con la leggerezza elegante di una malinconica ironia.
Il rapporto tra Guido Gozzano e Amalia Guglieminetti fu complesso e controverso, caratterizzato da una profonda complicità intellettuale, ma minato fin dall’inizio dal timore di Guido di vivere questa passione fino in fondo. Forse il suo sottrarsi fu anche dettato dal desiderio di risparmiare ad Amalia lo strazio di accompagnarlo nelle tappe discendenti della malattia polmonare che lo porterà a morire a soli trentadue anni. Di fatto però Amalia rimase sempre legata a lui e per lui scelse di vivere sola, nonostante la sua bellezza ed il suo fascino.  Non poteva dimenticare colui con il quale aveva sperimentato una profonda sintonia e complicità, scandagliando tutte le capacità ludiche del linguaggio. Che cos’è la Parola se non quella forza creativa che permette a due anime d’incontrarsi e d’intendersi completamente, diventando scambievolmente l’una l’interlocutrice privilegiata dell’altra?
Marina Rota sa indagare con sottigliezza ed acume anche nelle anse del non detto e del non vissuto.
In alcuni passaggi emergono echi dannunziane, anche se con risvolti  meno melodrammatici, come quello dell’appuntamento mancato, quando Amalia attende a lungo ed invano Guido che non verrà. La vicenda ricorda un tempestoso episodio della storia d’amore tra Gabriele D’Annunzio e Giuseppina Mancini e che il Sommo Vate rievoca in “Solus ad solam”, quando egli giunge tardi ad un appuntamento con l’amata,che, immersa in un profondo sconforto si perde per la città, precipitando nella follia.
Ma qui, nessuna follia attende i due protagonisti della vicenda, in quanto Guido riesce sempre a smorzare i toni troppo ricchi di pathos che a volte serpeggiavano in Amalia, anche se per lei queste ripulse erano dolorose

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amalia guglielminetti

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Marina in merito a questa vicenda con grande sensibilità fa parlare Amalia:

Da Rendez-vous

Quella che va sola

 

“L’accidia di rinunzia dolorosa
che fa di me soltanto “un caro amico”,
un’illusione, una non colta rosa
che tu potresti coglier, maledico. (…)

“Nel mio salotto so d’essere attesa
da amici e vanità. Non mi consola.
Io t’amo, Guido. E mai sarò compresa:
sarò per sempre “quella che va sola”.”

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guido gozzano

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Lui la vuole compagna, complice, solidale, ma senza implicazioni amorose, un compare di avventure con cui camminare a braccetto per il mondo spettegolando con levità delle umane insensatezze.

Da “Amalia, se Voi foste uomo..”

 

“V’avrei dato all’istante del tu.
Eleganti e un po’ sussiegosi
Andremmo a spasso a braccetto.
Brinderemmo alla dea Gioventù
Con versi meravigliosi
E maschio, ridente diletto.”

 

In questo libro intenso, semplice e complesso al tempo stesso Marina Rota ci offre passaggi profondamente significativi della vicenda umana e poetica di un uomo ed una donna immersi nella ricchezza del loro mondo interiore.
E’ prodigiosa la capacità che le ha permesso di vibrare, entrando in profonda consonanza con loro e le loro emozioni.
La ricchezza che ci offre è quella della poesia autenticamente vissuta che fa sempre da tramite tra presente e passato, diventando avventura dello spirito.
E di questa storia non vissuta, di questa rosa non colta, Marina Rota, nell’ultima poesia, ci lascia questi bellissimi versi che sintetizzano mirabilmente il concludersi della vicenda terrena di Guido Gozzano nelle ultime parole che rivolge ad Amalia

 

Da “Dietro la porta chiusa”

 

Dalla banalità sentimentale
Che ci voleva fidanzati e amanti
Ad un’intesa più alta e spirituale
Dovevano elevarci i nostri canti!(..)

Dietro la porta chiusa Voi piangete,
con un singhiozzo forte, da fanciulla.
Io sono il vostro pianto…l’oblio…il Lete…
Un ultimo sussulto. E poi…il Nulla.

 

E noi restiamo imprigionati nel Miracolo di questa scrittura.

Lucia Guidorizzi

 

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Marina Rota , Amalia, se Voi foste uomo… Silloge gozzaniana– Edizioni Golem 2016

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