RIVISTE- Anna Maria Farabbi: Settepagine, Quaderni di Arenaria, L’area di Broca

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settepagineN.1. Dentro e Fuori.   www.settepiani.com

quaderni di arenarian.16 https://www.quadernidiarenaria.it/

L’area di Brocan.106/107 Anno XLV  www.emt.it/broca

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L’associazione Sette piani crea il primo passo editoriale con un’opera semestrale antologica dentro cui s’intrecciano il filo della narrativa, della poesia, dell’illustrazione. Dalla breve introduzione della redazione, composta da Costanza Lindi e Elena Zuccaccia, cito il fulcro del libro: Non è tanto ciò che sta dentro o ciò che sta fuori a interessarci, ma ciò che sta al centro: l’occhio. Camera fissa o camera a mano, è l’occhio a determinare l’ampiezza del campo d’azione che genera la storia e a decidere come raccontarla, cosa lasciare fuori, per spostare dalla sua posizione più comoda e generare un’ottica nuova.

Questa attestazione dichiarata si compie sia nelle opere scelte, da un punto di visto stilistico e tematico.

Le voci degli artisti proposti sono giovani, fresche, il cui ritratto bibliografico viene esposto in chiusura. Molto curata l’impostazione tipografica, nella misura quadrata e compatta del libro, tascabile e agevole nella fruizione, pur in un’eleganza originale attenta ai dettagli, anche nella qualità della carta e della risoluzione cromatica.

Ogni uscita editoriale avrà un proprio percorso a tema.

Va apprezzata la coniugazione tra illustrazione e tessitura scrittoria, con rilievo particolare alle illustrazioni stesse, originali, ironiche, intense.

La rivista omaggia i lettori donando una di queste, estraibile come poster, a firma di Seif Eddine Nochi, noto fumettista tunisino che da anni lavora nella pubblicità come art director. Lo splendido titolo della sua opera merita attenzione: Il cinguettìo è il risultato di un’attività interna.
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gagik hovhannisyan

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Segnalo un’altra rivista che si affaccia al pubblico nello stesso mese di marzo: Quaderni di Arenaria.

Quaderni di Arenaria, monografici e collettivi di letteratura moderna e contemporanea, nella sua nuova serie, ormai è al suo sedicesimo volume, a cura di Lucio Zinna, pubblicata in cartaceo a Bagheria ma anche on line http://www.quadernidiarenaria.it.

Oltre a un costante e colto occhio nel territorio, cito dello stesso Lucio Zinna l’articolo Emigranti a Palermo di Calogero Messina accanto a Il folklore di Villabate nella ricerca di Giuseppina Giangreco firmato da Stefano Rovinetti Brazzi,  si dispone una successione di saggi, articolati da citazioni e supporti bibliografici.  In questo numero, leggiamo un confronto mirato tra Buzzati e Kafka, nella prospettiva simbolica delle tre figure il duomo, il castello, la fortezza; si riapre luce su un poeta pensatore come Michelstaedter, a me carissimo per molti motivi, sorgente tra le più vive di un altro maestro del ‘900,  Aldo Capitini, Michelstaedter, narrato e approfondito qui da Carmen De Stasio ne la differenziazione per ambienti;  Ambra Simeone entra in Bukowski  nella tematica della desacralizzazione dell’io poetico; un ricordo di Luzi su il poeta e il flusso enigmatico della storia. Questi solo alcuni degli articoli, accanto a varie proposte di lettura.

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gagik hovhannisyan

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La terza rivista che segnalo è L’area di Broca. Semestrale di letteratura e conoscenza, che prosegue la precedente Salvo Imprevisti, diretta da Mariella Bettarini nella nutrita squadra redazionale di Acciai Baggiani, Silvia Batisti, Maria Grazia Cabras, Maria Paola Canozzi, Graziani Dei, Alessandro Franci, Alessandro Ghignoli, Rossella Lisi, Maria Pia Moschini, Roberto Mosi, Paolo Pettinari, Antonella Pierangeli, Aldo Roda, Luciano Valentini. Il numero che indico mi è appena arrivato sulla scrivania e vale la pena portarlo in questa pagina perché isoprattutto ruotante su alcuni cardini interrogativi: che funzione ha la poesia? A cosa serve?; Come è cambiata la poesia negli ultimi 50 anni? Come si identifica oggi il linguaggio della poesia? Oralità, scrittura. virtualità; Qual è lo stato del poeta? Perché oggi uno spacciatore o un pornografo sono più accettati socialmente di un poeta?  A cui risponde un coro di autori e autrici noti.

Queste segnalazioni sollecitano una seria riflessione sul panorama delle riviste oggi, confrontandolo con la fioritura significativa apparsa negli anni 60/80, vero e proprio laboratorio espressivo di ricerca artistica e politica.

In questi ultimi anni, piccole e medie case editrici hanno creato nuove riviste cartacee, utilizzandole come opportunità per esporre autori e opere del proprio catalogo ma anche per selezionare artisti emergenti, verificandone poi il possibile inserimento nelle proprie fila con un’opera intera. Personalmente, trovo di maggior rilievo un lavoro redazionale che solleciti approfondimenti documentati, cunei di luce su autori e autrici, opere, non casualmente sommerse, proposte di pensiero, tutto ciò in un’identità di frontiera esposta, di officina e  che abbia in sé linee di forza e apertura. Recuperando, cioè, quelle dinamiche straordinarie delle riviste storiche, determinanti per la nostra letteratura e, più ampiamente, per la nostra cultura.

Anna Maria Farabbi

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