LA MODERNITA’ DI BOLDINI ovvero ”Il fuggitivo e l’eterno”- Adriana Ferrarini

.

SCRITTORI DI MODA

La modernità è il transitorio, il fuggitivo, il contingente, la metà dell’altro la cui altra metà è l’eterno e l’immobile”, Charles Baudelaire (sala 1/3).
So che ogni parte di me è nei vestiti che scelgo e indosso”, Henry James (sale 4/5).
E’ lo spettatore, non la vita, che l’arte in realtà rispecchia”, Oscar Wilde (sale 6/8).
La frivolezza di un’epoca quando le sono passati sopra dieci secoli, è degna della più grande considerazione”, Marcel Proust (sale 9/10).

I più grandi scrittori della fin du siècle commentano, dall’alto delle pareti su cui corrono le loro parole, le belle donne e gli uomini eleganti ritratti da Boldini, consacrando il ruolo del pittore, ferrarese di nascita, parigino d’azione, a sacerdote del nuovo culto e delle sue vestali. Moda Moda Moda, la nuova Dea. E Parigi il suo luogo di culto.
Alle pareti donne esangui filiformi, visi da bambola di porcellana, alteri e sfrontati, seducenti e pallidi, boccucce rosse, nasi appuntiti, mani lunghissime, piedini calzati in deliziose calzature affusolate, corpi flessuosi infilati in abiti fruscianti di raso e di pizzi da cui sbocciano spalle bianchissime, colli di cigno, braccia sottili (mi devo trattenere dal dire sottilissime, perché qui il nostro superlativo, che allunga a dismisura le parole, viene spontaneo). Le donne si assomigliano tutte, come le modelle in passerella: quello che conta comunque non è lo sguardo, l’introspezione psicologica, la piega del labbro, l’inesorabile passare del tempo, il lampo della giovinezza. Qui conta solo lo sfarfallio dei tessuti, la fragranza delle stoffe, la silhouette degli abiti, l’eleganza aristocratica del portamento.
.

parigi, museo d’orsay- madame charles max (part.) 1896

.

COLORI DI MODA

In un raffinato virtuosismo il bianco e il nero si danno il cambio, di sala in sala, come in una partita a scacchi: al bianco declinato nelle tonalità ghiaccio e rosato e color  tortora e grigio perla della prima piccola sala, succedono i neri delle due sale successive: i neri lucenti alla Velasquez dei rasi, quelli profondi e vellutati di piume e pellicce, il nero opaco e severo di matrice luterana delle finanziere e infine il nero brillante e paillettato delle mise da soirée. E così via. Bianchi e neri che d’improvviso si accendono in piccoli dettagli dai colori brillanti: che so, una cintura verde smeraldo, uno strascico rosa salmone, un ritratto in rosa thea, un cappello di un blu elettrico indimenticabile, una fusciacca viola su un severo abito nero. Ricordo che il viola, colore riservato a pochissimi, quasi solo le famiglie regali, inizia a diffondersi a metà 800 grazie al chimico Perkin.

.

particolari e dettagli della mostra di ferrara- boldini e la moda

.

PERSONAGGI DI MODA

Aggirarsi per le sale della mostra è un po’ come leggere certi articoli di D’Annunzio sulla “Cronaca bizantina” o tuffare il naso nel gossip dell’alta società di “fin du siècle”, ma anche – e io direi, soprattutto – insufflare vita nelle pagine di quegli scrittori che hanno segnato il Novecento, in primis Proust, che nella sua Recherche ha immortalato l’abbacinante vacuità – o voluttà? O entrambe? – di quel mondo estenuato.
Nobildonne, socialite, dandy, scrittori, artisti e personaggi che con le loro stravaganze, il fascino, la ricchezza, hanno segnato le cronache e la letteratura di fine 800 qui si mettono in mostra.
In un piccolo ritratto, con la sua posa avvitata, il viso di profilo e l’abito che sembra in procinto di scivolarle giù dalla spalle nude, ci seduce Gladys Deacon, americana di cui Proust scrisse: “Non ho mai visto una donna di tale bellezza, di tanta magnifica intelligenza, e bontà e charm”. Così bella da far perdere la testa a un granduca inglese, il IX duca di Marlborough, che fece dipingere nei soffitti e sulle pareti del suo castello avito quegli straordinari occhi azzurri. In anticipo sui tempi Gladys si fece iniettare paraffina nel viso e di fronte al disastro (il silicone le era scivolato nel mento), ordinò che tutti gli specchi venissero levati dal castello. Finì la sua vita reclusa circondata da centinaia di gatti finché per l’insopportabile odore venne a forza ricoverata in una casa di cura per malattie mentali. [1]
.

portico nord del palazzo dei churchill, blenheim palace con l’occhio di gladys deacon

.

Nella sala precedente in una grande tela sorride mesta Consuelo Vanderbilt, la prima moglie del duca. Figlia di un magnate delle ferrovie, venne “venduta “ al futuro marito per qualcosa come 70 milioni di dollari (attuali) con cui il duca, che oltre al titolo aveva ereditato montagne di debiti, poté rimettere a nuovo il castello di famiglia per poi dipingerci gli occhi magnetici dell’amante. Consuelo ci guadagnò il titolo di duchessa – strenuamente voluto dalla madre – un matrimonio infelice, un divorzio e questo dipinto di Boldini che la raffigura, con il figlio maggiore, seduta su un divanetto sul punto di deflagrare o disfarsi, insomma perdere ogni materialità tra il parquet e le pareti dello stesso colore.
All’ingresso Jeanne Max, una delle bellezze parigine che intratteneva con il canto l’élite parigina, seducente nella sua acconciatura scomposta, in un vestito di sete leggerissime color grigio perla sorretto da una spallina dorata, che le scivolerebbe ai piedi, se solo lei non lo trattenesse stringendone la sottana con una manina esangue. Di fronte a lei in una teca di vetro in cui si riflette il viso di Madame Max, una creazione dello stilista John Galliano chiaramente ispirato al quadro di Boldini. Poi Alice Regnault, giovane attrice raffigurata a cavallo in una veste nera da amazzone simile a un abito talare e Virginie Avegno, americano/creola sposata al ricco banchiere Pierre Gautreau, il cui ritratto, opera del giovane Sargent, gettò scompiglio in tutto il bel mondo parigino. La suocera davanti a quella scandalosa scollatura, pretese che il ritratto venisse ritirato dalla mostra. Sargent semplicemente gli cambiò nome e poi cambiò paese. Il dipinto divenne così il ritratto di un’enigmatica “Madame X” e lui si stabilì in Inghilterra.

.

cecilia de madrazo fortuny 1882- bordeaux, musée des beaux-arts

 

.

Elegantissimo il Conte Robert de Montesquiou-Fézensac, “il sovrano delle cose transitorie”, come lui stesso si definì in un verso, nella sua finanziera con panciotto e pantaloni color tortora, i guanti di una pelle così morbida da fasciare le mani come una carezza. La cravatta lievemente sciolta, da vero dandy, il bastone con l’impugnatura turchese come il bottoncino del polsino. Viso, naso, baffi, tutti puntuti come quelli di un Don Chisciotte, lisciato e impomatato. Il conte, discendente da d’Artagnan, scrittore e critico, era omosessuale – con discrezione – e perciò ferocemente denigrato dai benpensanti. “Professore di bellezza per una generazione intera” lo definì Proust che si ispirò a lui per il suo personaggio, il marchese di Saint-Loup.
E infine Lina Cavalieri, la più bella donna del mondo, come scrivevano i cartelli pubblicitari all’epoca, giovane dalla povertà sconsolante che grazie alla voce divenne una celebrità planetaria nei primi anni Venti e fu corteggiata da principi e milionari. Senza volerlo rese famoso il nostro Campari sul mercato americano, dal momento che un giovane rampollo della celebre famiglia del liquore, follemente innamorato di lei, per seguirla si inventò contatti esteri dove smerciare il prodotto. Di lui Lina non volle sapere, ma il Campari fece fortuna negli USA. Di Lina, aggiungo, è il viso raffigurato dal celebre design Fornasetti nelle sue iconiche serigrafie. Probabilmente ispirato a lei è anche il dramma di Pirandello “Lumie di Sicilia”.

.

boldini- ritatto di lina cavalieri.

Lina Cavalieri

piero fornasetti -serigrafia del viso di lina cavalieri 

Lina Cavalieri

.

ABITI E ACCESSORI DI MODA

Corsetti, tournure (cioè, il rigonfiamento della gonna sul lato posteriore, detta anche sellino), abiti da vedovanza, da ballo, da sera, da giorno, da cavallerizza, da uomo.

Ventagli di struzzo e poi cappelli cappelli cappelli: un intero salone dedicato a enormi fantasmagorici copricapi, creature alate, fioriti di rose, piume, bordure, tulle, voile, che sorretti da un filo di ferro si succedono a decine e decine, racchiusi in una lunga e bassa vetrina, un’enorme urna, attorno alla quale si assiepano i visitatori, cliccando cellulari e le reflex, per catturare e portarsi a casa un po’ di questa festa degli occhi.

In una piccola teca, invece, una piccola chicca: la prima edizione del primo tomo della “Ricerca del tempo perduto” (“Du coté de chez Swann”) e lì accanto un paio di scarpine che sembrano uscite da una fiaba: di una lucida pelle fucsia hanno un vistoso fiocco in velluto nero. Calzarono il piede aristocratico della contessa Greffulhe, la nobildonna francese che con la sua bellezza ed eleganza, ispirò il personaggio della duchessa de Guermantes nella Recherche.

Magnificamente esposti, gli oggetti di un lusso, prezioso ed effimero, all’interno delle teche, si riflettono negli specchi retrostanti nei quali si riflettono a loro volta i ritratti appesi alle pareti in un gioco illusorio di riflessi che sembra esprimere al meglio l’infinità del desiderio, vera sostanza della moda. D’altro canto, la corrispondenza degli abiti e degli accessori in mostra rispetto a quelli indossati nei ritratti di Boldini, a volte identici, o comunque così simili tanto da dare l’impressione che dai dipinti siano scesi a prendere consistenza e volume, voglio dire che dal dipinto si siano materializzati, accresce la sensazione di irrealtà o di realtà aumentata che accompagna il visitatore di sala in sala.

.

scarpe Hellstern & Sons (c. 1900-10) collezione Palais Galliera-  appartenute alla contessa greffulhe 

.

TESSUTI DI MODA

Rasi lucenti, pizzi preziosi, impalpabili sete, fruscianti taffetà, pelli pregiate, velluti, damaschi, pellicce, tulle, bisso e il satin plissettato dei Delphos, il celebre capo creato da Mariano Fortuny, qui in mostra uno splendido esemplare carminio. Insomma la sagra dell’impalpabile, di tutto ciò che è aereo, inconsistente.

CORPI DI MODA

Racchiusi come imbozzolati in abiti fragranti di pizzi, profumi, ricami, svolazzanti di veli e di strascichi, lucidi di rasi, i corpi di donne effigiate si sottomettevano a diete feroci per avere il privilegio di essere effigiate dall’artista. Colli così flessuosi, così lunghi che neanche Modigliani, visi da bambola con sopracciglia da fare invidia alla modella Clara Delevigne, decolleté di una irresistibile sensualità. Le braccia sempre esposte, le gambe invisibili. Solo Gladys mostra un po’ di polpaccio. Ma Gladys era chiaramente un’outsider, una fuori come un balcone. Per il resto dall’orlo si mostra solo la punta in raso di una scarpina da Cenerentola.

Ma le mani, la mani soprattutto, attirano lo sguardo: inguantate o nude, ingioiellate, afferrano, ghermiscono, si contorcono prensili e sfuggenti, tentacolari. Loro sì, animate da una vita indipendente., aggrappate a un ventaglio a un pugno di chiffon, a un ombrellino, a un pugno di stoffa.
.

La marchesa Luisa Casati (part.), 1911-13, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

.

PITTURA DI MODA

La pittura di Boldini sa essere minuta e precisa, capace di cogliere sottigliezze psicologiche come anche vibrazioni di luce, rendere luminosi paesaggi come dettagli di un interno sontuoso, ma con il suo progressivo affermarsi quale pittore dell’alta società parigina, la pennellata diventa lunga e veloce, quasi frenetica, spesso stesa nelle due diagonali, a restituire il senso dell’effimero, il fascino evanescente di un mondo in corsa, di un’epoca in fuga. “Un lampo… poi la notte!”, dice Baudelaire nel sonetto “A una passante” [2], Così, come la passante del poeta francese, esili e alte le donne di Boldini ci passano davanti “facendo ondeggiare con mano fastosa lo smerlo e l’orlo della veste”. Passerelle, sfilate, défilé. La moda in mostra. Il pittore la insegue, la crea, la immortala, distillando “dalla  moda ciò che essa può contenere di poetico nella trama del quotidiano, di estrarre l’eterno dall’effimero”. Eh, sì, ancora Baudelaire! E chi altro, se no?[3]

.

boldini- ritratto henry gauthier-villars 1905

Adriana Ferrarini

.

NOTE AL TESTO

[1] Per maggiori informazioni su di lei consiglio il sito:
https://www.quora.com/Why-did-the-stunningly-beautiful-supermodel-of-the-early-1900s-Gladys-Marie-Deacon-Duchess-of-Marlborough-become-a-recluse-and-die-in-an-insane-asylum.
Ricordo inoltre che martedì 10 aprile in Sala estense h. 17.30 ci sarà una conferenza  di Hugo Vickers, scrittore e biografo su questa donna dalla vita estrema.

[2] Riporto il sonetto nella traduzione di A. Preti e in originale

La strada era assordante, urlava tutt’intorno.
Esile ed alta, in lutto, regina dolorosa
una donna passò, con la mano fastosa

sollevando il vestito, di trine e balze adorno.

Leggera, nelle gambe una scultorea grazia.
Negli occhi suoi, cielo ove s’annuncia l’uragano,
bevevo, come quello che è fatto ossesso e strano,
la dolcezza che incanta, il piacere che strazia.

Un lampo… poi la notte! Bellezza fuggitiva,
che con un solo sguardo la vita m’hai ridato,
non ti rivedrò più dunque che nell’eterna riva?

Altrove, in lontananza, e tardi, o forse mai!
Non so dove tu fuggi, tu non sai dove vado,
io t’avrei certo amato, e tu certo lo sai!

À une passante

La rue assourdissante autour de moi hurlait.
Longue, mince, en grand deuil, douleur majestueuse,
Une femme passa, d’une main fastueuse
Soulevant, balançant le feston et l’ourlet;

Agile et noble, avec sa jambe de statue.
Moi, je buvais, crispé comme un extravagant,
Dans son oeil, ciel livide où germe l’ouragan,
La douceur qui fascine et le plaisir qui tue.

Un éclair… puis la nuit! — Fugitive beauté
Dont le regard m’a fait soudainement renaître,
Ne te verrai-je plus que dans l’éternité?

Ailleurs, bien loin d’ici! trop tard! jamais peut-être!
Car j’ignore où tu fuis, tu ne sais où je vais,
Ô toi que j’eusse aimée, ô toi qui le savais!

[3] Charles Baudelaire, Il pittore della vita moderna, “Le Figaro”, 1863, C. Baudelaire,Scritti sull’arte, Einaudi, Torino 1981

.

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.