DONNE IN DIALOGO – Presentazione dell’antologia a cura di Vittoria Ravagli

aykut aydoğdu

.

Le poete del Gruppo ’98 Poesia sono: Silvia Albertazzi, Paola Elia Cimatti, Zara Finzi, Serenella Gatti Linares, Loredana Magazzeni, Alessandra Vignoli, Vanna Virgili, Anna Zoli. Il ’98…Gli anni sono passati velocemente. Allora c’ era davvero un altro mondo,  in particolare per noi, le donne; un mondo più vivibile.
C’erano stati anni che sembravano portare enormi speranze, grandi cambiamenti, una vita più libera, un progetto possibile, un’idea appassionante  per figli e figlie. Poi anni bui, difficili.
Eppure avevamo in noi  ancora una grande speranza, un’apertura, una condivisione di principi,  tra tanti e tante, che ci sembravano incrollabili.
Erano passati  i nostri grembiuloni lunghi, gli zoccoli, quella moda che ci raccontava così bene. Avevamo imparato a lottare, a scegliere…o almeno così credevamo.

Quando Anna Zoli , a nome del gruppo, mi  propose di scrivere la prefazione alla loro antologia In dialogo“, che ricordava ” venti anni di poesia 1998 – 2018″ cominciai ad andare a ritroso nel tempo, a ripensare ai tanti incontri, ai cambiamenti avvenuti nel  loro gruppo ’98 di Poesia ed all’interno del circolo che avevo fondato, l’Arci Luna. Ai mutamenti della società e a quelli dei nostri micromondi.
Mi ci sono persa in quegli anni perché ora la mente appiattisce i fatti, non li sa più collegare nel tempo ma li accavalla, mette prima le cose belle ed allontana le brutte.

Scrissi di getto:

“Venti anni sono tanti anche per un gruppo di donne: difficile la convivenza tra persone diverse tra loro per carattere, aspirazioni, progetti, storia, educazione, vita.

Il gruppo 98 poggia su profonde radici materne: penso a Serena Pulga, la grande Madre,  alla sua forte e ricca personalità; lei  ha trasmesso tanto di sé ed ha lasciato una traccia forte.. (a lei è stata dedicata l’antologia).  Il collante che ha reso possibile questa lunga vita del gruppo, é certo l’amore comune per la poesia, il femminismo, l’interesse per i problemi  sociali ed umani.

Del gruppo alcune non hanno continuato il cammino comune, altre sono entrate negli anni e questo ricambio è forse stato uno stimolo per non cedere alla stanchezza, che prima o poi prende ogni convivenza. Tra di loro alcune amiche ed una, un riferimento molto importante anche come donna, se n’é andata per sempre: Paola Tosi con la sua saggia, dolce leggerezza,  profonda e coinvolgente. A lei il mio affettuoso e riconoscente pensiero .

Delle donne del gruppo ho ammirato in particolare il metodo, la costanza, che le ha portate ad un serio lavoro  di laboratorio comune, con incontri programmati, in cui lo studio, il confronto, la critica costruttiva, hanno dato  buoni frutti.

Forte l’attenzione non solo al proprio interno,  ma alle voci nuove di donne, rare, da fare conoscere, da fare apprezzare.

Significativa l’abitudine del gruppo, nelle occasioni più importanti, di autoprodurre libretti con le proprie poesie e/o quelle di altre. Perché sono davvero brave queste poete e il loro lavoro è apprezzato in particolare nel mondo delle donne. Un mondo a volte difficile, ma spesso fantasioso e ricco di energie, contagioso, colorato.  Il resto del mondo letterario spesso isola, ignora, tiene in poco conto – in maniera preconcetta – la scrittura delle donne e in questo non c’è niente di nuovo, è una conferma di quanto avviene da sempre in ogni campo, artistico e non solo.

Tra di loro – le  poete – ci sono critiche letterarie, attrici, organizzatrici di eventi e tutte insieme fanno letture pubbliche a Bologna e in giro per l’Italia. Le ricordo in ogni iniziativa fatta o a cui ho partecipato.  Il loro livello poetico esce fuori forte nelle poesie stampate in questo libro; le ho lette più volte, belle nella forma e nella sostanza, profonde, vere, a volte ironiche,spesso nostalgiche. Scritti di donne mature che guardano con occhi disincantati la realtà, il presente e il passato, il tempo  che le ha segnate, i sogni di quando erano ragazze , con la sensazione di poter cambiare il mondo. Si viveva in prima linea.

Oggi siamo defilate,  gli anni della speranza sono lontani. Eppure molte cose sono cambiate, poche rispetto ai nostri sogni;  dobbiamo via via passare il testimone alle amiche più giovani, soddisfatte delle nostre vite, arricchite da esperienze oggi  irripetibili…” (dalla mia prefazione)

.

aykut aydoğdu

.

Di seguito una poesia scelta tra le cinque che ciascuna ha pubblicato:

Per te che non mi leggi di Silvia Albertazzi

Nella tua stanza c’è il sole
la mattina
Cade la luce sulla tazza
………..del caffè
Qualche notizia e poi spengo
………..la radio
Scrivo a matita e ascolto
……….Robyn Hitchcock.
Lo vedi, scrivo ancora
……….“la tua stanza”
Anche se di tuo non c’è rimasto
……….quasi niente
Qualche foto sul muro
………in bianco e nero
E la tua faccia di quando
………eri bambino.
Scrivo di te per te che non
……….mi leggi

Scrivo soltanto per te che
……..non mi leggi.
La tua stanza è in penombra
……..il pomeriggio
E’ quasi buio sulla tazza
…….del caffè
Sto in piedi alla finestra
…….guardo un muro
Siedo alla scrivania
…….Guardo il tuo viso
In qualche foto di tanti
…….anni fa
Lo vedi, per me è sempre
……la tua stanza
Non è il mio studio com’è
……ormai per tutti
Anche se è qui che scrivo
……e scrivo e scrivo
E scrivo ancora per te
……che non mi leggi
Scrivo soltanto perché
tu non mi leggi.

.

Su amore e violenza quartine sospese di Paola Elia Cimatti

Una nuova cultura dell’amore
volevamo, incontri fra persone
libere, corpo e mente in relazione.
Non ruoli, non famiglia.

Non avevamo messo in conto, figlia
la dose quotidiana di disprezzo
minestra troppo cotta grassa e sciatta
E chi disprezza, compera al ribasso.

Le madri ci hanno spesa mezza vita
(se buon investimento, chi può dire)
abbiamo vinto e perso la partita
non credere finita la fatica.

E ancora adesso devo dirti: attenta
cogli i primi segnali di violenza
i primi segni in te di dipendenza

perdita di speranza, anima spenta.

Questa violenza in più oggi mi è imposta
vorrei parlare leggere pensare
degli ultimi decenni le conquiste.
E non nomi di donne in tristi liste.

Dunque ti dico: non credere sia facile
consumo, che si lascia e si prende
o diritto acquisito, come il voto.
L’amore, il sesso confina con l’ignoto

e tocca le radici più profonde.

Solo a pensarci, il cuore si confonde.

.

 Zara Finzi

non andartene oceano
dal mio ventre, e voi non
rovistate il mio segreto, non

raschiate per cancellare il
ricordo, non
tirate lo zaffo che si trascina il cuore.

fuori dalla finestra
si muovono le gru con
tutto il loro niente

.

Serenella Gatti Linares

forse mentre rolli una cartina
pensi a come la vita arrota
cerchi una pausa nella corrosione
nello scrivere sulla pelle
ogni avvenimento con tatuaggi
incidi tagli segni
come la vita ci taglia e corrode
e io che ti ho fatto una pelle rosa
ma proprio rosa-rosa
mi infilo alla distanza
fra un tatuaggio e l’altro
nelle pause e intervalli
una corrente magnetica corre fra noi
un segreto suono-silenzio primordiale
quando la vita non arrota
ma accoglie…. riprende fiato

.

aykut aydoğdu

.

Lettere a tu di Loredana Magazzeni

Come una lenza nella corrente avevi gettato le parole
le avevi sorseggiate nella bocca, alzando poi gli occhi dal libro.
Era un mattino luminoso, autunnale. Con la maestà di chi è vivo
avanzavi nel tepore del sole, guardinga, sapiente
incontrando sui suoi passi foglie, ciottoli duri
parole disossate e residuali. Così eravamo una volta
pensavi, stolte e liberamente gioiose nel gesto che ci apriva
destini. Nessun futuro sapevamo che quella gioia di stare assieme
festeggiata dal nostro libero avanzare nell’aria.
Donne come una viva fiumana di colori e di gonne e di capelli
camminano compatte dietro striscioni che dicono
un perentorio essere noi, così, a volere capire, contare.
Quei passi si sono fatti discreti, i capelli meno
pomposamente rigogliosi, la strada un reticolo di viali che
forse non percorriamo più assieme,
la somiglianza a qualcosa che come un liquido denso e puro
trasmigra in chi oggi è come noi eravamo allora,
quel giorno, in quel momento, nella voglia
di appartenere, di ritrovare parole che allora furono,
e non solo allora, di uguali.

.

Alessandra Vignoli

Come grappoli d’uva
i tuoi capelli
sul tuo viso pallido
e la gonna una ruota di fiori
Corri anche se perdi uva e fiori
il tuo orizzonte non è lontano
Non dimenticare la tua ricchezza invisibile
e il vento dalle grandi ali
ti solleverà
Non sei una fanciulla comune
Conquista il tuo destino
ancora intatto

.

Mater misericordiosa di Vannia Virgili

Esce ancora un po’ d’aria da queste
spugne secche un po’ di tepore l’ultimo e
poi ghiaccio doloroso nel petto.
Ombre piangenti attorno senza viso
solo voci giungono ancora
voci senza nome mi stringono la
mano sento gocce calde e lamenti e
pianti.

Ancora un abbraccio ma
sono già in viaggio con c’è più
freddo non c’è più dolore.

Sono

tornata da un sonno che
non ha ore mi sento già meglio.

Aspettami mamma tieni acceso
il lume tuo figlio sta arrivando.

.

Anna Zoli

Che tu abbia riso o pianto
poco importa

dentro ci hai messo la disperazione
…………….non per i casi tuoi
…………….che ne avresti ragione
la delusione per quello che succede
per la piega del mondo
a dispetto di noi
sopravvissuti a guerre
stragi bombe paure
ad amori perduti

abbiamo creduto al sogno
di un mondo nuovo
certo migliore

lo so perché tu piangi
è solo un caso se
non ridi ancora

.

La casa editrice, per questo libro piacevole e pieno di belle poesie, è la Qudulibri di Bologna.

Così scrive l’amica e poeta Patrizia Dughero, che insieme al marito conduce la Qudulibri:

Innanzitutto un grande ringraziamento a Vittoria, autrice della bella prefazione, ma soprattutto stupenda agitatrice di eventi che hanno preceduto e accompagnato le pubblicazioni del Guppo ’98 Poesia per qudulibri; come di consueto con forza gentile e spinta sapiente, ci coinvolge tutte, autrici ed editrici. L’antologia In dialogo del Gruppo ’98 Poesia è infatti il secondo volume che le poete, a distanza di due anni l’uno dall’altro, hanno pubblicato per qudulibri. Si tratta di due libri molto differenti, al di là del fatto che alcune delle autrici presenti nel primo volume non lo sono nel secondo e viceversa, a conferma di un naturale fluire ed evolversi del lavoro delle donne, passando da un’antologia molto densa sul tema della creatività femminile (Della propria voce, a cura di Leila Falà, 2016) a un testo più agile che vuole rammentare 20 anni di “scrittura insieme”, partendo “dalla stanza tutta per sé” (Virginia Woolf), per giungere direttamente a quanto affermato da Alessandra Pigliaru nella sua splendida postfazione, “… soprattutto è un modo di reclamare un “noi” che non può fare a meno di passare per un “tu”…”

Affermazione che illustra perfettamente l’intento editoriale e la collocazione nella Collana Noi, neanche a farlo apposta, secondo quella “necessità vitale della nostra esistenza”, ricorrendo alla ben citata Audre Lorde. Perché accade che un piccolo, piccolissimo editore, per la precisione editrice, in questo caso, nella scelta delle pubblicazioni desideri assolvere ancora ad un ruolo culturale, userei anche le parole “intellettuale” e “politico”. Accade anche che l’editrice sia appassionata di poesia, per aggiungere un tassello nella carta degli affetti, e che si riconosca pienamente in quel “lavoro laboratoriale di corpi” che non smettono di sentire la necessità della scrittura. La Collana Noi inoltre non si rivolge specificamente alla scrittura poetica, piuttosto a quella collettiva, sia essa di genere o no, politica, letteraria o ancor meglio mista. Sembra un piccolo tassello, ma è grandissimo se unito ad altre esplorazioni, come quella dell’antologia di poesie politiche degli aborigeni australiani, uomini e donne insieme (Inside Black Australia, a cura di Pericle Camuffo e Nicoletta Buttignon, 2015), o di quello che è stato un buon movimento nella Bologna dell’ormai lontano 2012, 100Mila Poeti per il Cambiamento, 2013.

E proprio alla città di Bologna che ci rivolgiamo con questo festeggiamento ventennale, per compiere, come il libro fa, un passaggio da un interno (la nostra città-stanza) a un fuori (pubblicare per espandere, raggiungere i più) ed esportare un esempio straordinario di lavoro collettivo, che è “non per un astratto diritto di prelazione né per singolare eccellenza di genere, bensì per qualcosa di molto più semplice: la capacità di restare ancorate alla realtà, di averne presa, di tenere in palmo di mano il basso e l’alto nella coscienza della propria differenza sessuale, punto quest’ultimo che, assunto, diventa pre-condizione per tutto il resto” (è ancora Alessandra Pigliaru a scrivere).

Perché c’è d’aggiungere, per concludere, che non è poi così scontato il superamento dell’interdizione della voce femminile. Troppo spesso la nostra voce risulta ancora roca e appesantita da tanto silenzio, o troppo acuta e strillata, ancora da modulare. Dal piccolo e laborioso osservatorio editoriale, è chiaro quanto ci sia ancora da fare (‘agire’ in questo caso non solo con un atto di resilienza) per il superamento di quell’idea di potere, uno scettro che il maschile imperscrutabilmente detiene sul genere poesia. Uno scettro che è rimasto loro malgrado, forse, come se qualcuno si fosse dimenticato di toglierlo e toglierselo (mancanza d’ironia e di gioia?), un orientamento che non agisce ancora nell’unione. Mentre noi, duo qudulibri, siamo consapevoli che occorra lasciar traccia di tutte le sperimentazioni vicine e lontane, per questo lavoriamo, per questo abbiamo deciso di pubblicare un testo che del dialogo ha fatto esperienza, titolo e… “tesoro”. Il nostro tesoretto poi, per una genealogia di donne poete, mai come di questi tempi, è rimanere impressi sulla carta per le donne e gli uomini che verranno.
Patrizia Dughero  

 

Riporto una bella ed attualissima poesia di Paola Tosi; lei mi è spesso vicino , è uno di quegli spiriti guida che mi accompagnano nella vecchiaia.

oggi di Paola Tosi

 

se oggi t’incontrassi per strada non avrei
Padre Costituente
il coraggio di guardarti in faccia
per come abbiamo lasciato
stravolgere
distruggere
le conquiste della tua generazione
strappate a volte a costo della vita
sempre a costo del dolore

per questa nostra dissennatezza
oggi
per questa paralisi civile collettiva
oggi
per questa strada sdrucciolevole intrapresa
oggi

come posso chiedere attenuanti
se l’apatia non mi si scrolla di dosso
oggi
se lo schiaffo rimane a fior di pelle
e non lascia solchi sulla guancia?

24 marzo 2005

 

Cito dalla posfazione molto bella  di Alessandra Pigliaru, quanto riportato nella quarta di copertina:

“Ecco cosa hanno fatto le donne del Gruppo ’98 Poesia – da venti anni a questa parte – e cosa fanno anche oggi con questo nuovo quaderno. Danno fisionomia a quella forma laboratoriale composta da inesausti corpi al lavoro, i propri anzitutto, capaci di costruire una silloge plurale dove l’impuntura delle singole voci si distingue per poi combaciare, ancora, con un più grande progetto collettivo. È una carta degli affetti che tuttavia, diversamente da quanto amava riportare Madeleine de Scudéry, non prevede dislocazione sentimentale bensì esatta tassonomia passionale. Cominciando questo breve viaggio, l’avvio è dapprima quello di una ricerca relazionale profonda con sé stesse e poi con il circostante. Di una sinfonia che possa dirsi attenta alla gratitudine verso le altre donne, arrivate prima, in cui intravvedere una genealogia critica di scritture e consonanze. A essere festeggiata allora, lungo questi venti anni, è una cadenza di felicità che risulta corpo a corpo di un continuum. Ce lo insegnano, seppure con registri diversi, Silvia Albertazzi, Paola Elia Cimatti, Zara Finzi, Serenella Gatti Linares, Loredana Magazzeni, Alessandra Vignoli, Vannia Virgili e Anna Zoli.”

 

E quella che più di ogni altra cosa auguro alle donne del Gruppo ’98 Poesia  è di stringersi in una sorellanza fatta di sintonie, di ideali comuni, di condivisione;  donne per le quali il passare degli anni sia una ricchezza, di cui godere insieme.

Quando per ciascuna arriverà quel tempo in cui essere sul palco non sarà  più un desiderio, quando conterà la tenerezza.

Vittoria Ravagli

.

 

IN DIALOGO – Vent’anni di poesia 1998 – 2018 – Gruppo ’98 Poesia – Qudulibri

Le poete del Gruppo ’98 Poesia sono: Silvia Albertazzi, Paola Elia Cimatti, Zara Finzi, Serenella Gatti Linares, Loredana Magazzeni, Alessandra Vignoli, Vanna Virgili, Anna Zoli.

2 Comments

  1. Il gran cuore di Vittoria trasmette l’importante esperienza del Gruppo ’98, con cui mi complimento per la continuità e tenacia del lavoro di e in poesia, in tempi non facili. Augurandovi ancora tanta forza e dolcezza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.