PASSAGGI CON FIGURE: Elianda Cazzorla- Intervista a Dorothy Parker – II parte.

dorothy parker-ritratti

.

Ricordate? La volta scorsa non era stato facile rintracciarla. Le indicazioni della redazione erano state vaghe. Cercala e scrivi. Adesso, la donna di New York, intelligente, ironica e autoironica, è di nuovo davanti a me. Riprendo l’intervista alla scrittrice Dorothy Parker. Se volete riallacciare il filo con la prima parte, troverete tutte le indicazioni in calce.

 

D.PLe donne sbagliano tutto. Credono che in amore vadano subito offerti tutti i segreti. Molte lo fanno. Dicono sono stata dal dottore, sono scultrice di nascosto, ero lesbica, ho dei lati oscuri, ero avventuriera e così via. L’uomo le guarda con occhio da pesce e dice poco, capisce ancora meno e forse scriverà che un giorno ha viaggiato con sua zia.

E.C.Ecco proprio così Lei, Miss Parker, usa la sferza anche con gli uomini, forse è un po’ più delicata, ma pensi a Tommy Clegg, il giovane scrittore che le è stato vicino! Tommy lei lo considera ridicolo nell’essere uno dei soci fondatori della Nuova Generazione S.p.A., edificata su vecchi e triti luoghi comuni: la gioventù non dura una vita, la primavera è una delle stagioni più piacevoli e, in molti casi, l’amore non resiste oltre i primi quarant’anni.

.

dorothy parker- ritratti

.

D.P. – La prego signora, cos’è, una giornalista lei? La prego, le lasci dire a me le mie parole. Tommy è un autore leggero che dà il meglio di sé quando racconta di ribelli ad alto tasso alcolico. Gli altri suoi personaggi hanno l’occhio limpido il cui bagliore non è mai offuscato dalla nebbia del sentimento o delle convenzioni.

E.C. – Lei è la principessa del sarcasmo! Che meraviglia! – Felice di averla incoronata, accenno ad un sorriso, sperando che sia meno dura con me.

D.P. – Non m’interrompa. Usi per altre le seduzioni linguistiche. Ritorniamo a Tommy, lui oltre non sa andare, non conosce il dubbio e il forse. Lui sa. E non s’accorge d’essere banale, ovvio e vuoto e per giunta difende le sue idee con arroganza e presunzione.

E.C. – Un cinico arrampicatore! Giusto?

D.P. – Lei stia attenta. Non sforni giudizi da giornalista in corsa. Tommy non è l’unico. In Uomini che non ho sposato c’è un campionario ricco, in cui sfilano modelli maschili curiosi e anche interessanti.

E.C. – Li ha presi in giro… la sua penna, miss Doroty! Fantastica come uno scoiattolo corre sui rami.

D.P. – Prima topi, ora scoiattoli. Lasci da parte i roditori. E non continui a vedermi in immagini che tolgono charme alla mia figura.

E.C. – Lei invece ha avuto un incontro fortunato con la tartaruga.

D.P. – E lo sa che deve scriverla con la T grande? Tartaruga.

E.C. – Si! Molto fortunato. Ilaria Pittoni ha tradotto tutti i racconti e gli articoli e li ha pubblicati con la casa editrice Tartaruga.

D.P. – Ma Signora giornalista, li conosce gli altri miei incontri: nel 1983 con Tanto vale vivere e già nel 1941 Eugenio Montale aveva tradotto ventiquattro miei racconti, pubblicati dalla casa editrice Bompiani in Il mio mondo è qui.

E.C. – Poco, molto poco! – E mi aspetto una cascata di improperi.

D.P. – Ha ragione!

(Non ci posso credere è la prima volta che la sento vicina)

.

dorothy parker-libri

 

.

D.P. – Ha ragione, l’obiettivo della mia vita non è stato solo quello di essere una giornalista ironica, fustigatrice dei costumi.  La mia amica aveva trascritto, dopo la mia morte, le mie parole. Voglio essere presa sul serio come scrittrice di racconti e per Dio, spero di farcela!

E.C. – I suoi racconti li trovo molto particolari, dotati di leggerezza e  nello stesso tempo attenti al dolore della condizione umana, al lancinante desiderio di illusione che c’è in ognuno di noi. Per questo ci dica: Quanto ha messo di se stessa nei suoi racconti?

D.P. – Eccola poteva mancare? La solita domanda stupida. Tutto e niente. Con l’ironia riesco a cavarmela, a prendere le distanze, a essere scientifica. Non si può essere dei dilettanti, bisogna conoscere a fondo la vittima da distruggere ed io ho scavato nei presuntuosi, negli ignoranti, negli ottusi. E poi ero smart; ed essere smart negli Anni Venti significava essere: spiritosi, furbi, vistosi, aggressivi, maligni, crudeli, avere brio e malizia. Sin da bambina avevo imparato a schiaffeggiare con le parole; un giorno, a scuola, la suora mi chiese: “Cos’è l’Immacolata Concezione?” Io ci avevo pensato un po’ e le risposi: “Un caso di combustione spontanea”. E poi quando da adolescente ho scoperto che mia sorella era più bella di me… ho pianto, nella mia stanza, ma subito dopo, con le porte chiuse, ho steso la lista delle cose su cui contare tutta la vita: 1) la capacità di ridere; 2) la speranza; 3) un pugno in un occhio. Anche se non ero bella potevo riuscire ad essere una donna speciale, solenne. Dopotutto, ho caviglie francesi e un petto italiano.

E.C. – E così, ha accettato, con buon umore, la differenza e confermato la sua identità! Ma non mi ha ancora risposto: quanto c’è di se stessa nei suoi racconti?

D.P. – Vuol dire: quanto c’è della mia nevrosi, del mio delirio? Sa quante volte mi son detta: “Non son altro che un’illusa, un’oca, proprio come tutte quelle altre oche che odio, che covano l’uovo sbagliato, quello di un uccello passeiforme che ha abitudini vagabonde.” Si legga Big Blondee scoprirà quanto c’è di me in quella biondona che piange, beve e pensa al suicidio.

E.C. – Forse c’è qualcosa di più diretto in Sentimento?

D.P. -Ma lei si diverte a rinverdire il mio dolore. Eh! Quel racconto è il monologo di una donna, che a un certo punto dice: “Non posso tirare avanti così. Non posso, non posso. Non posso sopportare questa frenetica angoscia. Se sapessi di poterla superare un giorno o in due mesi o in un anno, allora… Anche se talvolta si facesse più sorda e più acuta, potrei durarcela. Ma è sempre la stessa senza fine.”

E.C. – Cosa le piacerebbe dire alle nuove generazioni?

D.P. – Guardi, quello che c’era da dire ho cercato di farlo, anche se Fernanda Pivano ha scritto che ho sperperato il mio talento come una persona troppo ricca e irresponsabile sperpera un patrimonio; Edmund Bergler mi ha definito una masochista psichica; altri, tanti, rimpiangono che non abbia usato la macchina da scrivere più sovente. Ma da quassù mi pare tutto così piccolo, così misero.  Ah! Ma lei voleva un consiglio per le giovani generazioni. Glielo do con:

RESUMÈ

I rasoi fanno male;
I fiumi sono lunghi
Gli acidi lasciano tracce;
E le pillole danno i crampi.
I fucili non sono legali;
I nodi scorsoi non tengono;
Il gas  ha una puzza orrenda;
Tanto vale vivere.

.

dorothy parker

.

 “RESUMÈ”, Dorothy Parker

Razors pain you;
Rivers are damp;
Acids stain you;
And drugs cause cramp.
Guns aren’t lawful;
Nooses give;
Gas smells awful;
You might as well live.

.

Dorothy Parker, “Resumé” from The Portable Dorothy Parker, edited by Brendan Gill. Copyright 1926, 1928 and renewed 1954, © 1956 by Dorothy Parker. Reprinted with the permission of Viking Penguin, a division of Penguin Group (USA) Inc.

Source: The Portable Dorothy Parker (Penguin Books, 2006)

 

Elianda Cazzorla

***

Sarà apparso evidente che, questa intervista è stata possibile grazie alla voce (in neretto, nell’articolo) di Doroty Parker, (New Jersey 1893 – New York 1967) colta attraverso i suoi libri e le pagine scritte su di lei. In particolare: Il mio mondo è qui (titolo originale Here lies, 1930), traduzione di Eugenio Montale, Bompiani 1941, ora nei “Tascabili Bompiani”, II edizione 1993, con la preziosa introduzione di Fernanda Pivano, da cui molte delle notizie riportate nell’articolo sono state tratte; Tanto vale vivere, raccolta di racconti mai pubblicati in volume con questo titolo, traduzione di Marisa Caramella, La Tartaruga 1983, II edizione 1993; e Uomini che non ho sposato, raccolta di otto sketches, tra racconti e due articoli, raccolti e tradotti da Ileana Pittoni, La Tartaruga 1995.

Un importante strumento di ricerca e, nello stesso tempo, libro accattivante, che non permette di abbandonarne la lettura, é il romanzo di Gaia de Beaumunt, Scusate le ceneri, Marsilio 1993, liberamente ispirato alla vita di Doroty Parker.

.

Riferimenti in cartesensibili:
https://cartesensibili.wordpress.com/2018/11/28/passaggi-con-figure-passaggi-con-figure-intervista-a-dorothy-parker-i-parte/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.