RICORDI IN FORMA DI FIORI- Le “Fioriture capovolte” di Giovanna Rosadini- Recensione di Alex Ragazzini

maggie taylor- it would soon be time

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Quanto sorprende nei versi di Giovanna Rosadini è la semplicità con cui si descrive come la vita sia bastevole a se stessa, e prosegua sé da sé dimenticandosi di noi, facendosi empaticamente tutt’uno con noi, quindi per noi allo stesso tempo sofferente e consolante.
Il volume Fioriture Capovolte è strutturato in quattro sezioni “Il mare fuori stagione”, “Lo spazio bianco”, “Fioriture Capovolte” e “Un ritorno”, introdotte e legate dalla poesia “Considera quel che è stato consumato”, si tratta di testi poetici singolarmente in forma chiusa, ma aperti nel discorso complessivo dell’opera. È importante quanto mai osservare che la poesia introduttiva “Considera quel che è stato consumato” fa saldo uno dei temi che tiene il filo del discorso: il tempo umano percepito e il tempo consumato, con le proprie conferme e le proprie smentite.
Sono testi in cui è descritta la forma della non-sostanza, della cosa non-cosa, ma ugualmente materiale (sensibile, eppure evanescente), per cui «È lo sguardo degli altri a mantenerci in vita/ siamo un’impronta che rimane al cuore/ di chi ci preme, a germogliare sulla ferita/ il tralcio, il fiore oscuro che lega insieme.// ».
Ogni cosa ha quindi limiti non definiti, gli oggetti sono rappresentati in confronto a profili non esatti, in controluce (lessico, parole quali: nebbia, vento, aria, ombra, eco sono spesso richiamate); eppure i profili sono ben afferrati anche nei luoghi nostri consueti, nelle cucine, nelle stanze, nei Lidi.
Questa ambivalenza è tipica caratteristica dei ricordi; in effetti l’Autrice auto-riferisce il libro quale «libro sugli affetti e sulla memoria di amori passati». E se in qualità di esseri sociali esistiamo solo in confronto ed in rapporto agli altri, ciò ci deve rendere necessariamente attenti al mondo così com’è realmente, ci dice l’Autrice con la sua opera.
Questo imprescindibile confronto apre ad un evento dentro ciascuno, e la sezione che dà il titolo al volume “Fioriture Capovolte” ne evoca il segno, il rapporto tra le stagioni umane dell’infanzia, dell’adolescenza e della maturità, il rapporto tra i luoghi familiari e il modo, i luoghi della guerra, i luoghi del ricordo.
Con Fioriture Capovolte Giovanna Rosadini ci consegna un volume di versi che ha la forza dinamica caratterizzante ogni riflessione personale e quotidiana in divenire nel mondo, e con il mondo, in particolare quand’essa si confronti con i principi fondamentali ed essenziali della vita umana.
È una poetica dunque non esclusiva, ma inclusiva, per nulla subalterna alla storia e per questo nella storia. Del resto il raccolto letterario ha forme diverse, e nel caso dei versi e della memoria di Giovanna, ha la forma dei fiori.

Alex Ragazzini

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maggie taylor- un-birthday present

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Da Fioriture Capovolte di Giovanna Rosadini

 

La nascita ci consegna a un nome,
ne custodiamo l’arbitrarietà sino a farlo
nostro. Così arriva a corrisponderci
come l’orma che lasciamo sulla sabbia,
fino a quando l’ingiuria dell’acqua e
la furia del vento non la porteranno via,
riassorbita nell’informe primigenio
e smemorato, come fosse una bugia.

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Nella casa che non è più la mia casa
la notte è custodita dai cipressi
e il sonno è lieve, non ha peso,
si solleva nel sogno come fosse
il compimento del giorno.
L’anima nera delle falene cerca
orientamento nel buio denso
di profumi del giardino,
mentre le lucciole tessono
costellazioni terrene, fra gli alberi
di agrumi ed il pitosforo, fino
a disperdersi tremolanti in una
vaghezza di ombre silenziose e scure.

L’eco del mondo si riverbera sui
profili dei genitori addormentati
nella stanza in fondo al corridoio,
immobili, immemori figure…

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Si scrive sul vuoto e sull’assenza,
assorbiti dal silenzio friabile di ricordi
decomposti che prendono alla gola,
nella frana del tempo che tutto divora
e trasforma, cercando la propria voce
e l’altrui orma nella terra impastata
di buio, dove ogni cosa ormai tace.

Si scrive, ed è una lotta con l’ombra
che sempre sfugge e sempre ci minaccia
presi da un’onda che lascerà una traccia

 

 

Copertina del libro Fioriture capovolte di Giovanna Rosadini

Giovanna Rosadini, Fioriture Capovolte– Einaudi, 2018

 

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