PANDORA: Atto infinito nel teatro dell’umanità-  recensione di Francesca Cannavò

pandora- messa in scena  di officina teatro limite massimo consentito- palermo

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Moltitudini spaventate producono visioni e danza, l’ira degli dei induce sommovimenti dell’animo innescando opere che esplodono eternamente.
E’ guerra spietata fra gli uomini e gli dei, da sempre ; e la contesa è la conoscenza .
Gli uni lo specchio degli altri, una sola misura : la creazione.
Terremoto: la punizione divina viene giù trascinando con sé persone e cose, la musica di Alfredo Giammanco sfonda il buio con l’energia della natura trasmutata in corpo estenuato, l’opera di sounddesign prodotta ed eseguita per Pandora, diviene piattaforma sostanziale di sviluppo di quell’onda dinamica che tutto dirige.
L’abile regia di Enzo Caputo costruisce dall’alto opere di suono visivo, sculture apocalittiche descritte dalla luce sui corpi che ospitano Arte e la rimandano in punta di dita , e la vediamo quell’arte, affluire dalla terra svilupparsi in movimento per fluire in forma di effimero dardo fin dentro i terminamenti neuronali degli spettatori inconsapevolmente soggiogati, pressati, incollati con forza alla platea.
Alla danza la funzione taumaturgica, ai danzatori il compito di ricucire la ferita , mediatori fra l’uomo e il suo dio, giustappongono il ritmo al rituale dell’offerta di ognuno al corpo scenico corale.
Mariagrazia Ales, Diletta Cultrera, Alessia Riccio, Rosaria Tranchida,
Il popolo degli eternauti inscena se stesso.
Nello specchio dell’altro è l’orrore di sé, e si rincorre moltiplicandosi.
L’occhio del dio illumina il giorno e la notte

Rulla la latta rulla il cuore morso
Rulla la latta rulla il cuore morso
La speranza alle porte bussa
È chiaro il giorno E cupa la notte

Presenze immortali proiettano destini senza scampo traghettando la storia.

Non s’inganna un Dio
Non si inganna
Pentiti gli uomini pregheranno il ritorno Al padre

Zeus – Il Padre- Diego Aiello

….
Danzeranno l’inutilità
La perdita
E l’aquila aliterà vendetta

il ritmo forsennato diviene giusta misura nella dannazione alla ricerca della conoscenza
ritmo di pizzica , ritmo popolare , ancestrale e taumaturgico
urlo e lamento dell’umanità dannata dallo sfregio continuo della tortura delle sue viscere per quel che
deve essere : fuoco
fuoco di ragione, di conoscenza e cultura e crescita.
Il fuoco movente dello strappo irreversibile e seme di tutto. La vendetta provvede al riordino . Fatta la
legge, nessuna eccezione.
Il potere sta nella negazione.

Prometeo ( Giuseppe Distefano), lo sa. L’aquila assolve al suo pasto e agli ordini ricevuti da fedele soldato della banale compiacenza del male; con sinuosa pervicacia la splendida Lucia Poma dispensa torture senza speranza.

Hai forse dimenticato la tua piccola
spuma leggera che copre ogni misfatto
….
In quel vaso è riposta la storia
ed io ci devo essere
non puoi ignorare che l’uomo s’ha da salvare
niente uomo niente Dio
….
pulire lo specchio
mandar via i riflessi
io sono dea
tu no
….
Il diniego divino della superba dea Atena (Rosalba Santoro), che non abbisogna di magnifiche vesti per imperare con la sua opera, bisogna accoglierlo, Pandora ( Alma Passarelli Pula) , semplicemente ne prende atto

Ah!

Sa che deve soltanto aspettare, lei sa che la bambina la piccola
spuma leggera che copre ogni misfatto, corre felice nella luce delle sue viscere, e cerca nel vaso il dono prezioso

Ed eccomi qui
In questo tempo che non esiste
Rovisto e cerco
sono certa qualcosa è rimasto
un prezioso sentire
un filo
non lo so

Infine, la Speranza compagna dell’umanità, meraviglia di rinascita , affidamento ultimo al destino, è la bambina che offre la mano, che spinge e accompagna , impalpabile come schiuma, tenace come cristallo, Matilde Fazio, non avrebbe potuto non essere acqua e cristallo; Impeccabile!

….
sono qui
dove nessuno mi vede
battiti filari e uova
energia del vento
ecco che batte la luna nuova
un solo rintocco
niente tempo
ora è tempo d’amore
ora ora ora

Così gli dei ci hanno inchiodati alla nostra schiavitù, il dono di un verde parassita che ci ha resi eterni danzatori di stelle, immobili.
E così si ascolta la vita, così si costruiscono cattedrali di suono visivo.

Francesca Cannavò

Palermo, 11 novembre 2018
Cantieri Culturali della Zisa 1968_2018 RIeVoluzione bis curva minore contemporary sound organizzazione
Lelio Giannetto

PANDORA atto unico
Regia di Enzo Caputo
Testo  Alma Passarelli Pula
Musiche originali: Alfredo Giammanco

Attori
Diego Aiello
Giuseppe Distefano
Matilde Sofia Fazio
Alma Passarelli Pula
Lucia Poma
Rosalba Santoro

Danzatrici
Mariagrazia Ales
Diletta Cultrera
Alessia Riccio
Rosaria Tranchida

 

One thought on “PANDORA: Atto infinito nel teatro dell’umanità-  recensione di Francesca Cannavò

  1. Un testo interessante, pieno di richiami alla realtà attuale oltrechè al mito, che in me ha molte risonanze. Se la compagnia dovesse girovagare fino alla Puglia (in provincia di Bari, di Brindisi o di Lecce) mi piacerebbe saperlo. Immagino che lo spettacolo sia molto suggestivo.

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