TRADUZIONI TRADIZIONI- Daniela Raimondi: “Gacela de la muerte oculta” e altri testi di Garcia Lorca

steem kr.

 

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Gacela de la muerte oculta

Quiero dormir el sueño de las manzanas,
alejarme del tumulto de los cementerios.
Quiero dormir el sueño de aquel niño
que quería cortarse el corazón en alta mar.

No quiero que me repitan
que los muertos no pierden la sangre;
que la boca podrida sigue pidiendo agua.

No quiero enterarme
de los martirios que da la hierba,
ni de la luna con boca de serpiente
que trabaja antes del amanecer.

Quiero dormir un rato,
un rato, un minuto, un siglo;
pero que todos sepan que no he muerto;
que hay un establo de oro en mis labios;
que soy el pequeño amigo del viento Oeste;
que soy la sombra inmensa de mis lágrimas.

Cúbreme por la aurora con un velo,
porque me arrojará puñados de hormigas,
y moja con agua dura mis zapatos
para que resbale la pinza de su alacrán.

Porque quiero dormir el sueño de las manzanas
para aprender un llanto que me limpie de tierra;
porque quiero vivir con aquel niño oscuro
que quería cortarse el corazón en alta mar.

 

Gazzella della morte buia

Voglio dormire il sonno delle mele,
allontanarmi dal tumulto dei cimiteri.
Voglio dormire il sonno di quel bambino
che voleva squartarsi il cuore in alto mare.

Non voglio sentirmi ripetere
che i morti non versano sangue;
che la bocca decomposta continua a chiedere acqua.

Non voglio rendermi conto
del martirio che offre lʼerba
né della luna che con la sua bocca di serpente
lavora prima che sorga lʼalba.

Voglio dormire un poco,
un poco, un minuto, un secolo;
ma che tutti sappiano che non sono morto;
che sulle labbra ho una stalla d’oro;
e sono il piccolo amico del vento dʼOccidente;
sono lʼombra immensa delle mie lacrime.

Allʼalba coprimi con un velo,
perché essa mi lancerà manciate di formiche,
e bagna con acqua dura le mie scarpe
così che possa evitare le tenaglie dello scorpione.

Perché voglio dormire il sonno delle mele
apprendere un pianto che lavi via la terra;
perché voglio vivere con quel bambino tenebroso
che voleva squartarsi il cuore in alto mare.

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sudafrica- riserva  timbavati , parco nazionale kruger

 

 

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Si mis manos pudieran deshojar

Yo pronuncio tu nombre
cuando vienen los astros
a beber en la luna
y duermen los ramajes
de las frondas ocultas.
Y yo me siento hueco
de pasión y de música.

Loco reloj que canta
muertas horas antiguas.
Yo pronuncio tu nombre,
en esta noche oscura,

y tu nombre me suena
más lejano que nunca.
Más lejano que todas las estrellas
y más doliente que la mansa lluvia.

¿Te querrè como entonces
alguna vez? ¿Què culpa
tiene mi corazón?
Si la niebla se esfuma,
¿què otra pasión me espera?
¿Serà tranquila y pura?
¡Si mis dedos pudieran
deshojar a la luna!

 

Potessero le mie mani sfogliare

Pronuncio il tuo nome
nelle notti nere,
quando gli astri vengono
ad abbeverarsi alla luna

e dormono le fronde dalle macchie occulte.
Mentre io mi sento vuoto
di passione e di musica.

Pazzo orologio che canti
antiche ore morte.
Pronuncio il tuo nome
in questa notte nera,

e il tuo nome risuona
più lontano che mai.
Più lontano delle stelle
e con più pena della pioggia sottile.

Ti amerò un giorno
come ti amai allora? Quale colpa
è mai nel mio cuore?
Se la nebbia si alza
quale passione mi attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani sfogliare la luna!

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sudafrica- riserva  timbavati

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