ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: In che luce cadranno i dialoghi con un altro mondo?

zdzisław beksiński

.

Brevissime, istantanee appunto, le connessioni con un mondo altro tradotte in luoghi e parole versatili, che afferrano quanto invece è imprendibile. Perdibile il reale, forse, che in questa relazione con i morti si riforma,  nei versi di Gabriele Galloni, questo l’autore della raccolta In che luce cadranno,  che ci propone appunto incontri inconsueti, anche se quotidiani, forse, con quel mondo attiguo al nostro che spesso non vediamo, o di cui non siamo affatto consapevoli, forse perdendoci, loro e noi, nel prolungato silenzio che comunque occupa questo mondo.
SO(G)NO e  nel segno mi ridesto, mi accomodo in un angolo e di scorcio guardo di soppiatto il mondo, il gesto con cui viverlo attraverso la variabile dotazione di strumentazioni intellettive, oniriche, telepatiche che contestualizzano ciò che poi pedestremente definiamo come reale, come consueto e invece è tutt’altro che questo. In un continuo travaso di acume e acutezza si svolge il gomitolo che arianna forse porse a quel te-se-o, che uccise il genius loci di sé stesso ma senza abbattere le mura del labirinto, una volta uscito da quello non si accorse che altro e ben più arduo era il labirinto che lo accoglieva notte e giorno.
Mos-moris e mors-mortis, un niente le segnala come due mozioni di una comune (s)vestizione: indossare l’abito di un’usanza di vivere qui secondo regole di fatto inventate e inventariate e la perdita  dovuta a qualsiasi scomparsa, piccola o definitiva morte da vivere qui, tra terra e aria, in labirintiche (p)ossessioni che dipingiamo come riti, o reticoli di vie da percorrere, sapienziali e breviari che dovrebbero condurci in terra salva e invece, il più delle volte ci trasformano in piccoli idoli invasati di sé stessi.
Non esiste confine perché è in noi quella traccia, soltanto in noi e non abbiamo luce e occhi che bastino per avvistarla, così lieve , impercettibile, sfugge ogni volta tentiamo di raggiungerla e questo ci può far pensare e credere che allora non esista altro, come limite, che quello spostamento continuo in cui ci mettiamo in navigazione dentro un corpo comune, che comprende vita e morte, un abito abitacolo che è liturgia di sé stesso.

Fernanda Ferraresso

.

zdzisław beksiński

.

Poesie tratte da In che luce cadranno, di

I morti tentano di consolarci
ma il loro tentativo è incomprensibile:
sono i lapsus, gli inciampi, l’indicibile
della conversazione. Sanno amarci
con una mano – e l’altra all’Invisibile.

.

Ho conosciuto un uomo che leggeva
la mano ai morti. Preferiva quelli
sotto i vent’anni; tutte le domeniche
nell’obitorio prediceva loro
le coordinate per un’altra vita.

.

Si parlava dei morti. Sulla tavola
i resti sparsi della cena – quelle
bistecche appena cotte. Il frigorifero
in dialogo amoroso con le stelle

.

morti guardano alla luna come
un errore, uno sgarbo del creato;
pensano infatti che sia cosa messa
lì per illuderli (non percorribile).
L’imitazione di un antico sesso
senza ingresso né uscita né sala
d’attesa.

.

Ecco perché le maschere mortuarie.
I morti recitano spesso i classici
nei pozzi pieni d’acqua o nelle vasche
da bagno. Li stravolgono con varie
amenità: li narrano al contrario
o li chiudono dopo tre battute.

.

zdzisław beksiński

.

I morti continuano a porsi
le stesse domande dei vivi:
rimangono i corsi e i ricorsi
del vivere identici sulle
due rive. In che luce cadranno
tornati alle cellule.

.

Il giardino dei morti è come l’Eden.
Come l’Eden ma non c’è alcun serpente.
Senza serpenti o voci tentatrici
tra le fronde degli alberi –
poiché un albero, lì, è solo radici.
Il giardino dei morti è come l’Eden.
Come l’Eden ma non c’è alcuna regola.
Nessun frutto inviolabile o cancello
di uscita; ogni mattina
vi razzolano il cane con l’agnello

.

zdzisław beksiński

.

Così un giorno, per caso,
i morti costruirono
il primo cimitero sotto il mare.
Se ne dimenticarono
in un tuffo soltanto.

.

Dentro la scatola c’è un flauto d’osso.
Tra pochi giorni ritornerà cenere
e i morti se lo soffieranno addosso
correndo intorno a un lumicino blu

.

La musica dei morti è il contrappunto
dei passi sulla terra.

.

 

 

*

 

 

Gabriele Galloni, In che luce cadranno- RPlibri 2018

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.