TRE IN UNA. NOTA DI LETTURA PER TRE AUTORI – Loredana Magazzeni

caitlin shearer

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A distanza di tempo l’uno dall’altro ricevo in lettura tre libri che, in modo diverso ma complementare, illustrano una presa di coscienza maschile del problema della violenza sulle donne, della perdita della persona amata e, infine, del rifiuto dei modelli di machismo come strascico della tradizione anche letteraria russa.
Si tratta dei libri di Sandro Montaldo, Varianti di stupro, prefazione di Lella Costa, Novi Ligure, Edizioni Joker, 2014, Andrea Di Silvana, Soltanto uno scherzo, prefazione di Giuseppe Bellosi, Cesena, Società Editrice «Il Ponte Vecchio», 2017 e infine Boris Ryžij, …E così via… a cura di Laura Salmon, Rovigo, Il Pontedel Sale, 2018.
Il primo, nella collana di testi teatrali Panopticon della Joker, è costituito da cinque monologhi in cui, come scrive Lella Costa nella prefazione, “fa parlare donne che hanno subìto, anche se con diverse modalità e diverse gradazioni di orrore, l’indicibile violenza dello stupro”. È raro e allo stesso tempo sorprendente vedere affrontata una tematica sensibile come quella dello stupro da una penna maschile. Trovo che siano gli uomini stessi a dover prendere in mano il problema e l’emergenza civile che è ormai il femminicidio, parlando in prima persona da uomini e agli altri uomini di un problema che li riguarda direttamente. Montalto lo fa non senza una vibrante solidarietà con le figure femminili che si esprimono nei coinvolgenti monologhi , fino a portare alla luce, nel linguaggio poetico che contraddistingue il libro, i nodi esistenziali che stanno alla base della violenza maschile e degli uomini violenti. Nodi che hanno a che fare con l’identità, il senso di fallimento, la volontà di potere e di possedere che la società patriarcale ha definito come destino maschile ma che anche la letteratura può contribuire a cambiare, quando si fa strumento di conoscenza e di lotta.

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carla fuentes

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Nel secondo libro, Soltanto uno scherzo, Andrea Di Silvana (pseudonimo di Andrea Bianchi, traduttore e ideatore, assieme alla moglie Silvana Siviero, prematuramente scomparsa nel 2015, della collana di poesia e narrativa Parole dal Galles per le edizioni Mobydick di Faenza, di cui curarono quattordici volumi) dà vita a una realtà fantasmatica, nuova, in cui prendono corpo e agiscono personaggi della letteratura, della storia, del sogno.
In bilico fra romanzo, allegoria, teatro e racconto, il libro si snoda mettendo in campo il protagonista, Lorenzo, come “goffo creatore” di una realtà in cui vivono immerse persone vere e ombre, creazioni dello spirito e reali personaggi giacché, in un continuo pirandelliano capovolgimento, “la vita è piena di infinite assurdità, le quali sfacciatamente non han neppur bisogno di parer verosimili, perché sono vere”.

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sofia bonati

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Come non arrendersi alle assurde pretese di realtà della vita stessa, sembra chiedersi Lorenzo? Con l’infinita forza della letteratura e della passione per la creazione letteraria, che è capace di dare finalmente realtà alle ombre e vita a ciò che vita non ha più. L’infinita speranza nella letteratura e nella sua capacità di rigenerazione viene a noi anche dal terzo testo, la raccolta
… E così via… del poeta siberiano Boris Ryžij (1974 -2001), nella prima traduzione integrale in italiano, a cura di Laura Salmon, con testo russo a fronte. Arricchito da un vastissimo apparato critico e biobibliografico, il libro propone la parabola esistenziale di un moderno flâneur, attraverso componimenti poetici che privilegiano le forme chiuse, gli endecasillabi, le prose poetiche e le rime delle antiche ballate.
Ryžij ridisegna senza infingimenti la geografia di una Russia ormai svuotata dei suoi miti d’antan come quello di Jurij Gagarin (Senza far storie anch’io sorriderò/ come Jurij Gagarin, l’aviatore,/ in un’ellissi barcollando virerò/ asciugando l’etilico sudore), l’ironia nascosta nel quotidiano, seppur tragico (Quel tipo del catasto, che zelante/ cappello sgualcito, mano tremante./ hanno mosso il feretro: bu-bum-bum-bu!/ Galleggiano i fiori in pozzanghere blu!).
Paesaggi ampi e poco frequentati entrano nella sua poesia che spazia dall’infinita voglia di libertà (Non sarò mica un allocco? Sennò perché dovrei/ viaggiare sopra il locomotore verso Ufaliéj?/ Sopra ogni vagone, fumando Nazionali,/ volava ebbra di libertà la teppa degli Urali.) alla critica feroce verso il malcostume e la corruzione di Mosca-capitale, come nella lirica intitolata 29.

Verso nord devi partire col treno,
o spararti nel cosmo col razzo
perché di te si fidi qualcuno,
ti dia due soldi e un po’ di affetto.
Ma se invece sei nato sfaccendato,
e sai mettere insieme le parole,
allora serve un aereo argentato
per raggiungere Mosca-capitale.

 

Loredana Magazzeni

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Sandro Montaldo, Varianti di stupro – Edizioni Joker 2014
prefazione di Lella Costa

 

Andrea Di Silvana, Soltanto uno scherzo – Il Ponte Vecchio Editrice 2017
prefazione di Giuseppe Bellosi

 

Boris Ryžij, …E così via…- Il Ponte del Sale 2018
a cura di Laura Salmon

 

 

 

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