MENO 100 ALLA MATURITA’! Quale Look?- di Adriana Ferrarini

delfino sisto-legnani studio-nancy reddinckienholz-the caddy court (1986-87 ), fondazione prada milano-2016

 

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Hanno t shirt o felpe – a seconda della stagione – perlopiù bianche o nere, con le stampe più variegate: immagini di cantanti come Liam Gallagher, di sculture, tipo la Musa addormentata di Brancusi, madonne messicane, cuori, corone, dissacranti, divertenti. Scritte quasi sempre in inglese: THE SILENCE IS GOLD, FLY, NOPE, FEEL WILD, tanto per dirne qualcuna. E jeans, maschi o femmine che siano, jeans nero grigiastri o blu, nelle sue varie gradazioni: dall’azzurro smagliante di certi cieli invernali al cobalto delle sere estive, ma sempre strappati, con gli sfilacci bianchi che pendono sconsolati dagli sbreghi all’altezza delle ginocchia e delle cosce. A volte così laceri, che ti chiedi come possano proteggere dal freddo. Ai piedi quasi tutti hanno sneakers. Solo i più attenti alle mode, i più appassionati del look indossano talora mocassini, oppure stivaletti grintosi borchiati o di velluto.

L’impressione, quando li vedi seduti diligenti nelle aule o dispersi sciamare e rincorrersi o procedere affiancati nei corridoi, oppure stazionare davanti agli ingressi (mi raccomando, sempre nei punti di passaggio!), l’impressione è quello di una allegra varietà all’interno di una uniforme condivisa, non imposta dall’alto ma accettata senza darsene pena, e, direi, di una tranquilla nonchalance nel vestire, come se quello che ti metti addosso non contasse poi molto. T shirt, jeans, sneakers (eh, sì, la lingua del vestire parla americano): tutto qui.

Poi arriva un giorno di marzo, un lunedì mattina qualsiasi, grigio, freddo e anche piovoso, entri in aula e pensi di avere sbagliato qualcosa o forse sono loro, i tuoi studenti che hanno confuso il lunedì mattina con il sabato sera, l’aula di scuola per una terrazza da happy hour. Insomma, che ci fanno qui questi ragazzi, anzi uomini, elegantissimi, in giacca e pantaloni scuri, camicia bianca, scarpa affusolata e queste giovani donne alte come vichinghe sui loro tacchi vertiginosi, con scollature potenti e mezza schiena nuda, fasciate in abiti lunghi di stoffe leggere e luminose, rasi e trasparenze o calate in un nero sofisticato da rampolle (mi si passi il femminile) hollywoodiane?

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delfino sisto-legnani studio-nancy reddinckienholz-the caddy court (1986-87 ), fondazione prada milano-2016

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Incredula ti guardi attorno e qualcuno che ha intuito il tuo spaesamento ti offre ridendo la chiave: è il giorno che ne mancano 100. Ah, ecco, tutto è chiaro ora. Meno cento giorni alla maturità: il giorno fatidico che merita di essere suggellato da molteplici foto e da un look che può andare dal vestito da sera a Troni di spade, a Grease, al Pigiama party.   

Davanti all’ingresso della scuola si mettono in posa e tu li immortali. Dietro di loro i volti di Duchamp, De Chirico, Kandiskij, Picasso, Bacon, Warhol, Dalì. E’ un liceo artistico e sulla parete d’ingresso sono dipinti bianco su nero i faccioni dei grandi artisti del 900.

Guardi questi giovani uomini e queste giovani donne, cerchi di indovinare dove li porteranno gli anni venturi, quelli in cui ormai saranno lontani, ognuno intento a seguire la sua strada, questi ragazzi con cui hai condiviso tre anni di scuola, cinquecento e passa ore di vita – la tua e la loro che, moltiplicate, fanno 13.000 ore in tutto – a leggere storie e poesie e vite di scrittori, nonché a studiare eventi e leggi misteriose della storia umana (lasciamo per ora perdere i voti, le verifiche, insomma  le scocciature).

La vita è un teatro e a vederli così vestiti, come per una rappresentazione scenica, pensi in quali parti, quali ruoli reciterà ognuno di loro nella scena della vita. In quali direzioni li porterà la macchina del destino.

Chiedi ai faccioni sulla parete slavata dalle piogge, stinta dai soli, di vegliare su di loro.

 

Adriana Ferrarrini

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 murales con la rappresentazione di Duchamp, De Chirico, Kandiskij, Picasso, Bacon, Warhol, Dalì- ingresso liceo artistico modigliani (padova)

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One thought on “MENO 100 ALLA MATURITA’! Quale Look?- di Adriana Ferrarini

  1. Mi ero sempre chieste il perché di quelle trasformazioni e. vedendoli a quel modo, mi chiedevo se davvero pensavano che la maturità di una persona si può valutare dal suo modo di acconciarsi, a volte di mascherarsi, seguendo spesso una moda che mette alla prova le capacità di logica e buon gusto che una persona matura tenendo a mente la bellezza non trasfigurata dalle mode passeggere, ma quella che davvero senti darti una soddisfazione estetica ma anche dell’anima, qualcosa che ti fa davvero sentire bene, oggi, domani e ancora più in là.
    Continuo a pensare che quelle foto in abiti da modella di Vogue, o forse anche di qualche copertina minore, mostri qualcosa che manca, piuttosto di qualcosa in più.
    Grazie per le riflessioni che proponi e seguo sempre con attenzione.
    ferni

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