GROUNDunder/overTHIRTY- Veevera: animazione in pillole

sydney nancy liang

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L’artista che oggi presento è una giovane artista australiana, Sydney Nancy Liang, abilissima creatrice di gif animate, ovvero di animazioni illustrate tratte dalle sue illustrazioni. Le tecniche che utilizza per disegnare bellissime scene urbane, paesaggi fantastici, quartieri o sobborghi, strade cittadine e cieli di sogno, sono quelle tradizionali: crea infatti composizioni ottenute da ritagli di carta di suoi disegni realizzati in precedenza che poi dispone come diorami, ovvero come un’ambientazione in scala ridotta che ricostruisce scene di vario genere. Le piace trasformare molte delle le sue illustrazioni in GIF attraverso la modalità loop o con brevi sequenze animate, dando loro una frazione di vita e rendendole così, in qualche modo, più vicine alla riproduzione di un sogno o di un brevissimo stralcio di quotidianità. Questa combinazione di tecniche artistiche tradizionali con la tecnologia moderna porta ad un effetto davvero piacevole e comunicativo, rendendo i suoi lavori maggiormente godibili attraverso la visualizzazione online. Tra i suoi interessi,  particolare  attenzione riscuote la modalità in cui l’illustrazione può incrociarsi con la programmazione al fine di ottenere  nuove esperienze. A tal fine ha  infetti sperimentato tale approccio attraverso l’uso di piattaforme come Processing e Arduino, atte a creare media interattivi. Per l’artista l’ispirazione e la voglia di creare possono avere differenti input, anche se più frequentemente l’ ispirazione deriva  spesso dalla pratica quotidiana, dalle relazioni personali con gli altri, la frequentazione di edifici e anche l’uso dei trasporti per raggiungere luoghi diversi della città, insomma tutto ciò che la circonda e lei pratica giornalmente. intorno a me. Secondo l’artista qualcosa di molto speciale affiora dalle cose che consideriamo banali, insignificanti e che, se osservate, sono invece fonte di ispirazione e richiamano una nostra più attenta osservazione. In particolare modo gli spazi urbani dimenticati, quelli abbandonati da tempo, hanno una speciale magia perché depositari di strati di storia e vita vissuta, eventi di particolare rilievo, memorie che sono rimaste catturate nei materiali che il tempo ha riscritto. Modellati dalla cultura, dalle credenze religiose o dalle abitudini e mantenute in vita  dalle persone che interagiscono con loro, questi oggetti urbani hanno in sé cariche emotive di particolare spessore, così tangibili che ispirano Liang a raccontare le storie che realizza portando a galla ciò che quelle cose esprimono, attraverso un senso di appartenenza che è percepibile nel viverle.

L’interesse  per l’animazione, vivo fin dai primi lavori dell’artista, si è sviluppato dandole una particolare maestria nell’assemblare le componenti oltre alla capacità di dare vita alle storie attraverso il movimento. Nel tempo ha via via evoluto la sua sensibilità e l’abilità sempre esplorando quelle che erano le caratteristiche peculiari dei questo specifico mezzo di espressione artistica. Ciò che l’artista dice di essere il suo obiettivo è il desiderio che il suo o lavoro abbia in sé  un senso del tempo, ma anche un’idea o una storia veloce attorno a cui avvitare l’attenzione dell’osservatore. Una GIF fa tutte queste cose, e questo la rende un ottimo mezzo con cui lavorare. L’iniziato del suo percorso in questo ambito è iniziato attraverso una ricerca online e l’utilizzo di Photoshop. Sono serviti molti tentativi e anche parecchi errori per arrivare al punto di produzione in cui si trova adesso ma, secondo Liang, tutto questo è stato gratificante e molto produttivo, anche se lungo e difficoltoso. La creazione dell’illustrazione ha sempre richiesto un gran numero di scansioni, revisioni, tagli, ulteriori disegni e tutto questo per avere con chiarezza la successione degli elementi in movimento. L’animazione di ogni singolo  fotogramma ha richiesto anch’esso una buona dose di tempo,  il processo è lento e noioso e l’errore su un fotogramma porterebbe a dover riconsiderare e rifare l’intero processo. Naturalmente dopo anni di pratica,ha certamente acquisito abilità tecniche e trucchi per creare scorciatoie capaci di rendere il suo procedimento realizzativo più efficiente ed efficace. Ho introdotto l’uso di nuovi programmi come After Effects, per esempio, che le ha consentito di realizzare lungometraggi animati.

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In ogni caso l’interesse per l’illustrazione è stato precedente alle tecniche digitali e Liang lo considera fondamentale, derivato dalla frequentazione di un corso di pittura e disegno in un centro d’arte nel suo paese d’origine. Dall’età di nove anni ha avuto inizio la sua preparazione e formazione in queste discipline artistiche e solo dopo, come naturale conseguenza, è seguito il passaggio all’illustrazione in cui si sono riversate le tecniche e le abilità  acquisite prima. Poi, via via, il percorso ha portato a intersezioni di ricerca e generi di approccio differenti in cui il lavoro  ha sperimentato sia elaborazioni digitali sia passaggi eseguiti tradizionalmente attraverso il disegno e il ritaglio manuale, dando alla fine un prodotto che risulta un mix tra le tecniche digitali e quelle tipiche dell’illustrazione.

Tra i lavori che le sono stati commisionati quello che lei preferisce è  “La storia di Junko: Sopravvivere alla bomba atomica di Hiroshima“., realizzata per il 70 ° anniversario di Hiroshima, sotto la guida del produttore Kylie Botlin e dell’art director e designer Matt Smith. “La storia di Junko” è una testimonianza personale di uno dei sopravvissuti di Hiroshima, che ha oggi 83 anni, Junko Morimoto, e la sua storia è stata pubblicata attraverso un sito web. Il lavoro di Liang  doveva creare una serie di illustrazioni ispirate alla storia di quel personaggio reale e la sua creazione artistica, oltre a farla conoscere presso le miglioiri agenzie del settore australiane, le è valso il premio New Talent Editorial ai World Illustration awards.

Il futuro dell’artista prevede però nuove ricerche nell’ambito della produzione  e lavorazione digitale, l’uso di tecnologie di produzione delle illustrazioni molto più avanzate che conferiranno alle sue creazioni  la possibilità di essere interattive, consentendo agli spettatori di interagire e giocare con tali immagini. ‘Galaxy House’ è un esempio di questo genere di lavoro in quanto esplora l’interattività attraverso il concetto di ‘sorpresa’, permettendo allo spettatore di intervenire spostando il tetto della casa, scoprendo in questo modo una galassia nascosta all’interno.

Ma tante altre ancora, promette Liang, saranno le sorprese che ha in mente di offrire assieme al suo partner creativo Baron Chau. Non ci resta allora che stare a guardare!!!

 

Veevera

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Riferimenti in rete

 

https://www.direktorenhaus.com/en/collection/illustration/nancy-liang/

http://www.jackywinter.com/artists/nancy-liang

 cargocollective.com/nliang.

http://www.baronchau.co/

https://www.transport.nsw.gov.au/programs/wynscreen/nancy-liang-and-baron-chau

 

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