ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: soltanto un lampo e una verità

safet zec- exodus (2017-particolare)

 

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Si intitola Lampi di verità e certamente lo sono, perché gli appartengono, questi versi sono il modo di dichiarare a chiare lettere la sua passione: l’amore per l’arte e la poesia ma soprattutto e prima di tutto per la vita. Niente sgomitate, solo un cammino fatto con perseveranza, con un deciso unico obiettivo: arrivare a toccare, almeno sfiorare quel centro che ci sostanzia ed è quello il nocciolo, il quarzo che emana lampi di luce e può portarci fuori dal buio in cui ancora stiamo tutti, come in gabbie da cui non si evade, da secoli.
L’essere, e l’universo che lo abita o lo attraversa, è di attimo in attimo nel centro dello sguardo di Donato Di Poce, che non misura la sua schietta appassionata parola, ma espande e tracima la grazia che le riconosce nel darci quella pausa sul confine di una continua rovinosa sconfitta, che ci tiene lontani, indifferenti gli uni agli altri. Lui continua a camminare, a gettare ponti, ad attraversare paesi, che sono tutti i paesi che ci abitano, e tutto quanto ha conosciuto e incontrato nel suo viaggio, che riconosce come viaggio intorno a se stesso. Ognuno un elemento che vicendevolmente si compone degli altri, una osmosi vitale che ci mantiene vicini oltre la misura di qualsiasi distanza e oltre la sofferenza.
Personalmente lo ringrazio per avermi portato tra i suoi lampi, con alcuni mieisuoi versi, per avermi allungato la mano portandomi lungo il suo cammino.

fernanda ferraresso

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safet zec-ponte di mostar

 

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Da Lampi di verità, di Donato Di Poce

I ponti della vita

Ho sempre amato i ponti
Perché colmano le distanze
Congiungono rive opposte
E pensieri, parole, orizzonti diversi.
Ho sempre amato i ponti
Perché sono il contrario dei muri
Perché sono argini a cui aggrapparsi
O percorsi da scoprire.
Ho sempre amato i ponti
Perché della vita sono metafora e fine
Inizio di un altrove e di un amore
da attraversare in due:

Ho sempre amato i ponti

Ma più d’ogni altra cosa
Amo le liane o le travi che li costituiscono

Amo le pietre e le funi che li elevano al cielo
E più d’ogni cosa amo i costruttori di ponti
Chi li progetta  e chi li difende come
Comete del futuro e testimoni del presente
Semi di un altrove che ci riporta a noi
Perché noi siamo ponti che illuminano
Gli abissi bui dell’umanità.

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ESSERE

Nella vita come nella oesia
Bisogna essere profondi, intensi eleggeri
Bisogna imparare a volare
E a tacere per essere ascoltati
E a volte bisogna diventare invisibili
Per essere presenti
Bisogna avere la pazienza del bruco
Che all’improvviso diventa farfalla
Bisogna essere visionari e fantastici
Ma soprattutto restare veri
Essere e voler restare umani

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POETI

Ci sono poeti erranti, erotici,eretici
Ironici, iconici, malinconici
Visionari, rivoluzionari, libertari
Leggeri, sinceri, liberi.

Ma i veri poeti sono coloro
Che t’illuminano il cuore con un sorriso
E cancellano le parole con un respiro.

Quelli che danzano al buio
Con gli occhi chiusi
Per non calpestare le ciglia della notte
E quelli che camminano controvento
Per cercare nell’aria
Il profumo dell’invisibile.

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Donato Di Poce, Lampi di verità- I quaderni del Bardo editore 2017

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