ISTANTANEE- Anna Maria Farabbi: Ultime corrispondenze dal villaggio

lasthour

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Il villaggio come la concavità abitabile situata all’estremità di ogni geografia, persino di quella interiore.  Come una sosta su cui abitare, ritirandosi tra le maree e le pietre secche della propria intimità, elaborando fili di esistenza e di poesia. Il villaggio   come tornio e come riconciliazione creaturale.    Da qui esce l’ultima opera di Alleva, la più significativa e compiuta di tutta la sua vita.  Non è un caso che sia sorta dopo la cura preziosa di Rue des étrangers, edito postumo nel 2014 per lo stesso editore e lavorato assieme a Patrizia Vernisi, firmato dalla magnifica anima di Raymond André.  Spesso abbiamo bisogno di immergerci in opere di servizio per portare il testimone ustionante della poesia, indicando altri autori altre autrici: fatiche e riflessioni che spogliano il nostro io, lo nutrono, lo soffiano in venti amniotici orientandoci per ulteriori viaggi e villaggi.

Anna Maria Farabbi

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Antonio Alleva, Ultime corrispondenze dal villaggio- Il ponte del sale 2016

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