ISOLINA- Elianda Cazzorla: Prima che squilli la campana. 2°episodio

elianda cazzorla- brecht evens  – les noceurs (bruxelles, museo del fumetto)

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Il nemico cambia ogni giorno sembiante. Pensa Isolina mentre attraversa il corridoio, pieno di bocche. Si aprono. Si chiudono. Sono morbide e sono rosse. Ridono e si rattristano. Chiacchierano e zittiscono. Quelle sono le bocche di carne. Un optional irrinunciabile, nello studente e nella studentessa.
Fa parte del suo armamentario d’ordinanza, dalla prima all’ultima stanza.  Capelli pettinati, spettinati o intrecciati. Rasta o passati alla piastra. Chiome azzurre e rosa. Occhi vivi nel trucco. Sciapiti nelle occhiaie. Persi dietro i vetri graduati. Jeans: strappati, attillati, cadenti. Giacconi giubbotti maglie: meglio non aprire quella porta. Potrebbe esserci l’assassino con l’ascia di scorta.

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elianda cazzorla- brecht evens  – les noceurs (bruxelles, museo del fumetto)

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Isolina attraversa il corridoio e pensa: è proprio il momento più dolce del mattino. Quello che anticipa il primo squillo di campana. Quello in cui, assapori l’odore del caffè che arriva dal fondo scala, dal bar di Sabrina e non c’è Compostezza che governi, davanti alle aule dalle porte spalancate, ma Anarchia di Postura: seduti per terra a fior di loto, a confidarsi il bacio della sera, o lo sguardo che ancora non è arrivato. Oppure semi distesi con lo zaino d’appoggio… Hobbs! Ma che succede? Quel dolce momento s’incrina. Come fragile cristallo, tra le dita dell’amato appena rifiutato, che stringe ancora il bicchiere,  dopo un brindisi fallito e continua con rabbia energumena e il bicchiere si frantuma, cosi Isolina guarda le sue dita sanguinanti, dopo che una sola voce si è elevata, tra tutte quelle del corridoio, nella scuola. Ed è subito notte. Di tempesta. Lampi e fulmini.
  –   Se m’interroga quella stronza, sono fritta.

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elianda cazzorla- brecht evens  – les noceurs (bruxelles, museo del fumetto)

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Forse la voce proveniva dal distributore di merendine? Perché negare la verità. I distributori non parlano, aprono la bocca dietro compenso. E propinano carboidrati, zuccheri e grassi insaturi. E non dicono frasi così cattive. Da guerra aperta. C’è sempre qualcuno con cui non andare d’accordo. Isolina, fatti convinta: è questa la verità. La Democrazia amorosa di spiriti illuminati desiderosi di conoscenza è d’altri tempi e forse non è mai esistita. Intanto lei ruota il collo in cerca di quella bocca che ha lanciato la terribile frase. Poteva anche non essere diretta a lei. Isolina non si ferma nemmeno per un attimo su quell’ipotesi. Mentre osserva la fila dei: profnonhofattocolazione in attesa di merendina. E quelli in piedi che arrotolano la siga. Come si permettono? A scuola non si fuma. Intanto le coppie, con le teste chine e unite, guardano le immagini dal cellulare. Sono un tutto uno, mentre l’indice della mano destra di uno dei due le fa scorrere.  E scoppiano le teste nel riso infantile. Ma che fate? Rolliamo prof. sui social. Rollate! Lo sapete che è vietato a scuola.

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elianda cazzorla- brecht evens  – les noceurs (bruxelles, museo del fumetto)

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Squilla la campana. Finalmente Compostezza li sequestra e dà un contegno a quelle gambe e quelle spalle che si muovono lente come gli omini di Metropolis ad apertura cancelli. Qui non c’è Fritz Lang, anche se le porte si chiudono per l’inizio della lezione. E sono azzurrine.

Isolina proprio non ce la fa a superare la soglia della otto bis. Prima di entrare in aula bisogna essere ben disposti verso quei cinquantasei occhi che la scruteranno per sapere: oggi che aria tira? Così Isolina fissa la parete delle bocche. Quelle fermate nell’attimo del calco. E poi messe in forno, una dietro l’altra, per la cottura.  Asciugate. E disposte in obliqua presenza. Per non dimenticare chi è passato tra i banchi, oltre ad Apollo. Sente Isolina un bisbiglio, sarà uno di quinta dal broncio di pietra che dalla parete parla come Zarathustra:

– Prof. non si preoccupi, sono piccoli per capire quanto è importante ancora studiare. Lei continui, con me non ha avuto alcun risultato, ma con loro su ventotto, forse quattro capiranno. Coraggio, entri pure in classe. C’è la curiosità da risvegliare. Non è il suo mestiere?

Elianda Cazzorla

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elianda cazzorla-apollo (padova- liceo artistico)

 

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2 pensieri su “ISOLINA- Elianda Cazzorla: Prima che squilli la campana. 2°episodio

  1. Bello! Mi piace tanto tutto quell’accumularsi di cose, di frasi, di emozioni e imposizioni, di momenti fermati in un clic.

  2. Grazie Adriana! è sempre una ricerca continua di dirsi e non dirsi al contempo, nell’avviluppamento del vivere!

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