ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: Quando non si può vivere senza arte…ovvero l’anima dell’ultima raccolta di Donato di Poce

mattina di mr. malevich

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Donato di Poce non può proprio vivere senza arte, come se in lui tutti gli affluenti concorressero a creare quella corrente vitale di cui necessita per scrivere ma all’origine per vivere. Da lungo si occupa d’arte contemporanea seguendo e anche inseguendo gli artisti da cui vuole avere l’origine di quel segno o di quel gesto, del pensiero che ha condotto ad un’opera di pittura o scultura o ad una performance. Egli stesso autore, di aforismi e poesia, scatta immagini in cui cerca di catturare l’essenziale, l’anima dell’opera. Gli ultimi libri dimostrano questo suo eclettismo in cui le passioni s’intrecciano tessendo il suo arazzo-labirinto.

Ut pictura poesis è l’ultimo suo lavoro e, come già in precedenza, di Poce riporta in vita gli incontri, le affezioni le persone e i luoghi in cui si è trovato, è proprio il caso di dirlo, attraverso versi dedicati in cui il segno ridisegna la parola e viceversa, in una reciprocità che sembra non avere fine. Mostra insomma la relazione che ci porta a configurarci come corpo poliedrico, di cui la parte è anche l’insieme e l’una formula e riformula l’altra.

Moltissime le dediche: a Mauro Rea, Giosetta Fioroni, Alberto Burri, Alberto Casiraghy, Ernesto Treccani, Duchamp, Mimmo Paladino, Anna Boschi, Bruno Munari e molti altri artisti, vivi e morti ma non scomparsi, che nella mente e nell’anima artistica dell’autore ancora continuano a seminare ancore, voci e riflessi, riflessioni, percorsi di poesia ed immersioni in un sé che si fa via via più maturo e ricco.

Ci crede di Poce alle arti e alla bellezza come elemento e mezzo che possono fornire all’uomo un nuovo progetto di umanesimo, un percorso capace di divincolarsi dall’effimero e vacuo del commercio, dall’idea che tutto si compra, egli infatti sostiene che nelle sue poesie c’è, ed è netta,  la nostalgia dell’essere che non vuole diventare un mero spettatore, un clone che duplica una vita sociale e intellettuale imposta da un manierismo di facciata che è la pratica della contemporaneità.

Fernanda Ferraresso

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oki izumi

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TOTEM DI VETRO

per Oki Izumi

Cercavo
Tra le nuvole di pietra e luce
Di cielo e di Terra
Piccoli totem di vetro
Per respirare compresenze
Fluttuazioni di me che si disperdono
Tra le onde di Saint Malo.

Dopo il sole, il vento, il mare
Ho trovato Oki Izumi
Un sorriso di vento
Una spirale di fuoco
Una perla d’Oriente
7 porte del Paradiso
Idra del desiderio
Dettaglio di grazia
Che ci rivela l’assoluto.

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raymundo sesma

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L’ANIMA DI UN PADRE

per Raymundo Sesma

L’Anima di un Padre
E’ come una notte di stelle silenziose
Una casa piena di alfabeti muti.

L’Anima di un Padre
E’ come un libro bianco
Dove un figlio sfoglia l’addio
Con il respiro.

L’Anima di un Padre
E’ un sentiero di luce
Felice di non vedere l’oscurità del mondo.

L’Anima di un Padre
E’ un rigo di silenzio
Che accumula visioni.

L’Anima di un Padre
E’ un seme disperso dal vento
Che sboccia all’improvviso
Nell’Anima di un figlio.

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Donato di Poce, Ut PICTURA POESIS. Il segno e la parola – Dot.com Press 2017

prefazione di Gianni D’Elia e una nota di lettura di Gino Ditadi

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