Due poesie di Yuleisy Cruz Lezcano- Note di lettura di Alessia Bronico

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Yuleisy Cruz Lezcano è una poetessa italiana di origine cubana. Sono moltissimi i riconoscimenti alla sua poesia ottenuti dal 2012 ad oggi, in concorsi letterari e festival, molteplici le pubblicazioni.
La sua scrittura è fluida e spesso si muove per immagini, la Lezcano non teme l’uso della rima, i versi si sciolgono in ampi discorsi. Le sue poesie danno l’impressione di una volontà alla salvezza, alla sacralità dell’esistenza, come ad intendere che il dolore sia medicabile, l’assenza colmabile, il vuoto non necessariamente baratro e la natura grande madre. E pure quando, l’autrice, ripetitivamente sostiene d’essere «nulla», non è concesso sentirsi perduti tra «gocce chiare di luna», «nidi d’oro delle stelle», tutto sembra sogno e certezza nel sogno.
L’amore è il motore di tutto e l’inverso di tutto, anche quando non è scritto, dichiarato, reso noto. Forse è questo il sentimento autentico che muove la poesia di Yuleisy, che forse muove il mondo intero.

E sono nulla

E sono nulla
se ignorante dell’acqua che cerco,
senza riconoscerla
muoio di fame e di sete
fra le gocce chiare di luna
che confondono il mio sogno.

E sono nulla
se divenuta inverno
non trovo la casa
nei nidi d’oro delle stelle,
ma muto la felicità in tristezza
concedendo alla mia anima solo nebbie.

E sono nulla
e nessuna passione mi attende,
piango gli impossibili infiniti,
incrocio astri diversi,
spazzo ogni possibile realtà,
come un fantasma
che cerca di mascherarsi di presente.

E sono nulla
e per il nulla non ci vuole nessuna alta scuola,
nessun maestro di vita può insegnarmi
a rimanere sospesa in bilico tra azzurro e terra.

E sono nulla
e chiedo in prestito il cuore a un’amica,
se per caso il mio dolore arriva
fino alle sue orecchie.

E sono nulla
a agonizzo davanti al corpo dei ruscelli,
mi sfaccio all’ombra del suo petto
davanti al sospiro cosmico dell’orizzonte.

Sono nulla
e nulla mi è dato di reclamare
dei miei sogni infantili colmi di  muffa
Se nemmeno sono miei, i ricordi,
se nemmeno la pena della sera agita la mia pena,
perché sono svanite le mie favole
ed è morto il mio a more per le ali.

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daniel taylor

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Esclusa

E mi siedo
sulla panchina solitaria
del parco degli esclusi.
Non voglio intrusi!
Voglio assaporare
quest’allegrezza solitaria.
Filo di pensieri nell’aria,
lesta lavoro nel mio barlume.
Forse ragiono da buon costume,
essere esclusi
è a volte un dono,
sono beata nel mio abbandono,
non devo affogare il mio barlume
che scivola dal cielo
come acqua del fiume
coprendo in torrente il mio disagio.
Sono invisibile,
un piccolo raggio
di fango, melma e sudiciume.

.

Alessia Bronico

 

**

yuleisy-lezcano

Yuleisy Cruz Lezcano è nata a Cuba. Vive a Marzabotto (Bo), lavora nella sanità pubblica, possiede una Laurea in scienze biologiche ed una Laurea magistrale in infermieristica e ostetricia (tutte e due ottenute nell’Università di Bologna).

 

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