La parte arida della pianura: «prima delle parole» – Alessia Bronico

alessandra maria

alessandra-maria-dialogo

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Nella battuta di caccia, il corpo della sua donna
si stagliava in ogni punto della radura

pensava alla parola amore prima di
………………………………………saperla sulla bocca

Quando la bestia ferita sibilava ancora la vira,
dal colpo secco dell’ascia che tagliò il silenzio

lui guardò la preda negli occhi:
un cucciolo dalla piccola testa
e dalle piccole zampe

Fu allora che si inginocchiò a terra
per carezzarla come un figlio
al quale stesse per mancare il respiro

 

La parte arida della pianura è una piccola raccolta poetica, una plaquette edita per i tipi Edizioni Culturaglobale nel 2015. Dieci poesie da tenere in tasca, da leggere davvero d’un fiato.
L’autore è Nino Iacovella, abruzzese d’adozione milanese. Il poeta, nei testi proposti, usa un linguaggio semplice, indugia sulla ripetizione di termini quali «parole», «pianura», «nebbia», «terra», che diventano minuscole certezze per radicarsi tra i versi.
Quello di Iacovella è un corpo che possiede braccia adatte a spargere semi in uno spazio, allo stesso tempo, definito ed indefinito. È un campo arato dai sogni, dai giorni e dalle notti, un terreno abitato da «nomadi in cerca di nuova terra» e bestie risvolto dell’uomo. Nino ha una «bocca» che conosce parole prima di dirle, ne assapora la forma anzitempo, perché un poeta si salva da sé o da sé si distrugge, in questo luogo abitato che è frontiera, «linea continua», spazio disorientato, vuoto, orizzonte sempre troppo in là. In questo viaggio l’autore si consegna al paesaggio, così come «l’acqua del fiume in cerca della foce/ scivola nell’ordine della natura/ l’unica direzione che la pianura sa dare.»

 

Polaroid
(Cronaca nera)

La notte devia il corso delle povere cose
i>rimaste abbandonate:
un cartello rotto, un tubo di ferro,
sono ora corpi contundenti
accanto a un volto sfigurato

Rimane l’ombra dell’ultima parola
nella slogatura della bocca,
mastica il dolore di quella  terra nuda

Poi la prima luce del giorno mostra
un corpo duro e solo,
tutto quel rosso che ferisce gli occhi
di chi guarda:
la fossa mai terminata, la faccia come
un disegno sbagliato,
le fiamme di un’Italia che brucia

 

2 novembre 1975
Idroscalo di Ostia

.

Alessia Bronico

 

**

iacovella

Nino Iacovella nato a Guardiagrele nel ’68. Ha riesordito in poesia nel 2013 con Latitudini delle braccia (deComporre, Gaeta). Del 2015 è la plaquette con i primi testi de La parte arida della pianura (Edizioni culturaglobale, Cormons) È tra i fondatori e redattori del blog di poesia e resistenza umana Perigeion. Vive e lavora a Milano.

 

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