LAUREANO ALBÁN, L’amico- Traduzione di Tomaso Pieragnolo.

silvana martignoni- al centro di un vortice infinito (maniera nera)

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Una poesia inedita per l’ Italia, arricchisce la nostra conoscenza sulla produzione del noto poeta costaricano, LAUREANO ALBÁN.
Ci ha inviato testo e traduzione  Tomaso Pieragnolo, che appunto lo ha tradotto.

Da Enciclopedia di Merviglie I -1995

L’AMICO (a Jorge Debravo), LAUREANO ALBÁN
traduzione di Tomaso Pieragnolo

L’amico se ne andò a misurare il sogno,
a misurare il silenzio e l’oblio,
a dire a Dio cose che non intende,
a visitare gli angeli del tempo.
L’amico per brevi nomi arrivò
a accompagnare la mia sete sulla terra,
il mio piccolo timore di sterminio
della luce negli occhi dei bambini.
L’amico fu brina quando dovette
ricercare i suoi specchi nel vento,
abbraccio tra il sangue e il silenzio,
semplicemente sguardo, quando giungeva la vita
come un toro assetato contro il destino.
L’amico mi disse una parola
che ormai non posso ricordare.
Io dimentico troppo
il passato che tace nel cammino.
Che parola sarà? Che timore antico
che graffia il cuore e lo stermina?
Quale dado che non cessa
di passare sulla fronte degli uomini
e dir loro: “più tardi…”
quando incontrano il bacio?
Non temo l’oblio. Non temo
il labirinto in fiamme del cammino.
Non temo la stella
che fa girare ricordi.
Solo so, solo so,
dal mio lato oscuro
in cui non odo parole,
che l’amico se ne andò
come se ne va la vita
a visitare la vita
che non entra nella vita.
Dubito che qualcosa termini
mentre l’uomo ruota
da una stella all’altra
come un prato che cerca
la sua ardente lontananza.
L’amico se ne andò
e non comprendo
perché rimase una ferita
identica al suo oblio.
Egli aveva gli occhi
più nudi che il tempo
potesse dare a un uomo.
Egli aveva le mani
precipitosamente azzurre e solari.
Perché l’amico se ne andò,
ma rimase questa antica
profezia di poesia in cammino.

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da Enciclopedía de Maravillas I (1995).
EL AMIGO (a Jorge Debravo), LAUREANO ALBÁN
El amigo se fue a medir el sueño,
a medir el silencio y el olvido,
a decirle a Dios cosas que no intiende,
a visitar los ángeles del tiempo.
El amigo llegó por breves nombres
a acompañar mi sed sobre la tierra,
mi pequeño terror al exterminio
de la luz en los ojos de los niños.
El amigo fue escarcha cuando tuvo
que buscar sus espejos en el viento,
abrazo entre la sangre y el silencio,
simplemente mirada, cuando venía la vida
como un toro de sed contra el destino.
El amigo me dijo una palabra
que ya no puedo recordar.
Yo olvido demasiado
el ayer que se calla en el camino.
¿Qué palabra será? Qué miedo antiguo
que roza el corazón y lo extermina?
¿Qué dado que no cesa
de pasar por la frente de los hombres
y decirles: “despues…”
cuando encuentran el beso?
No le temo al olvido. No le temo
al laberinto en llamas del camino.
No le temo a la estrella
que hace girar recuerdos.
Sólo sé, sólo sé,
desde mi lado oscuro
donde no oigo palabras,
que el amigo se fue
como se va la vida
a visitar la vida
que no cabe en la vida.
Dudo que algo termine
mientras el hombre rueda
desde una estrella a otra
como un prado que busca
su ardiente lejanía.
El amigo se fue
y yo no intiendo
por qué quedó una herida
idéntica a su olvido.
El tenía los ojos
más desnudos que el tiempo
le podía dar a un hombre.
El tenía las manos
atropelladamente azules y solares.
Que el amigo se fue,
pero quedó esta antigua
profecía de poema en camino.
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Laureano Albán è nato a Turrialba, in Costa Rica, nel 1942. La sua opera è stata diffusa per la prima volta in Italia dal poeta Tomaso Pieragnolo, che lo ha tradotto nella rivista Sagarana (2008), e nelle pubblicazioni a sua cura “Gli infimi crepuscoli”(Via del Vento 2010) e “Poesie imperdonabili”, (Passigli 2011, finalista Premio Internazionale Camaiore, rosa finale Premio Marazza per la traduzione). Più volte proposto come candidato al Nobel, Laureano Albán ha studiato Filologia e Linguistica all’Università di San José e si è laureato a New York. È stato fondatore di importanti associazioni di scrittori, come il Círculo de Poetas Costarricenses (1960) e il Movimiento Literario Trascendentalista (1973). Professore di Teoria e Pratica della Creazione Letteraria all’Università di Costa Rica (1990-1998) e Membro Permanente della Academia de la Lengua Española, ha svolto diversi incarichi diplomatici per il suo paese: Ministro Consigliere all’ambasciata di Madrid (1981-1983), ambasciatore presso le Nazioni Unite a New York (1983-1986), ambasciatore Plenipotenziario in Israele (1987-1990), ambasciatore presso l’UNESCO a Parigi (1998-2002). E’ coautore del “Manifiesto trascendentalista” (1974). Ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il premio Adonais (Madrid, 1979), il premio Nazionale di Poesia (1980 e 1993), il Premio di Cultura Ispanica (Madrid, 1981), il premio Ispanoamericano di Letteratura (Huelva, Spagna, 1982), il premio della VII biennale di Poesia (León, 1983). Nel 2006 ha ottenuto il premio Nazionale di Cultura Magón, il maggiore riconoscimento dato dal governo del Costa Rica per una vita dedicata alla cultura.. I suoi libri più importanti sono Herencia del otoño (1980), Geografia invisible de america (1982), Aunque es de noche (1983), Autorretrato y transfiguraciones (1983), El viaje interminable (1983), Suma de
claridades (1992) e la vasta Enciclopedía de maravillas, in edizione bilingue inglese e spagnolo, iniziata più di vent’anni fa e composta da 4 volumi con più di 2000 poesie illustrate da oltre trecento artisti latinoamericani.

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Tomaso Pieragnolo è nato a Padova nel 1965 e da vent’anni vive tra Italia e Costa Rica. La casa editrice Passigli di Firenze ha pubblicato il suo ultimo libro, il poema “nuovomondo”, finalista al Premio Palmi, Metauro, Minturnae, rosa finale del Premio Marazza e vincitore del Saturo d’Argento – Città di Leporano. Fra le sue precedenti pubblicazioni: “Lettere lungo la strada” (2002, premiato al Città di Marineo e finalista al Guido Gozzano di Belgirate), “L’oceano e altri giorni” (2005, finalista ai Premi Libero de Libero, Guido Gozzano di Belgirate e Ultima Frontiera e vincitore del Premio Minturnae Giovani). Una sua selezione di poesie scelte è stata pubblicata in spagnolo dalla Editorial de la Universidad de Costa Rica e dalla Fundación Casa de Poesía (“Poesía escogida”, 2009). La sua attività di traduttore di poesia latinoamericana si è svolta in collaborazione con la rivista Sagarana, nella quale dal 2007 ha proposto principalmente autori del Costa Rica e del Centro America, non ancora tradotti in Italia, e con alcune case editrici, che hanno pubblicato le sue traduzioni di Eunice Odio (“Questo è il bosco e altre poesie”, Via del Vento 2009, Menzione Speciale Camaiore per la traduzione) e di Laureano Albán, (“Gli infimi crepuscoli”, Via del Vento 2010 e “Poesie imperdonabili”, Passigli 2011, finalista Premio Internazionale Camaiore, rosa finale Premio Marazza per la traduzione). Ha pubblicato inoltre per La Recherche due ebook di traduzioni di autori ispanoamericani, “Nell’imminenza del giorno” (2013) e “Ad ora incerta” (2014). Nel 2015, in collaborazione con Rosa Gallitelli, ha curato per la casa editrice Passigli la prima antologia italiana bilingue della nota poetessa costaricana Eunice Odio “Come le rose disordinando l’aria” (finalista Premio Città di Morlupo).

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2 pensieri su “LAUREANO ALBÁN, L’amico- Traduzione di Tomaso Pieragnolo.

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