Dispacci per Narda- In ricordo dell’amica Narda Fattori

vincenzo piazza

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I poeti non accendono che lampade
essi stessi si spengono
le fiammelle che stimolano
se luce vitale

inerisce come soli
ogni età una lente
dissemina la loro
circonferenza

Emily Dickinson

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Quando un’amica ci lascia, perché una compagna che sempre è vicina a noi tutti la prende con sé, si sente istantanea un’assenza che pesa. Per alcuni lo strappo è doloroso e permane  per molto tempo. Per altri è un attimo, come quando si spezza il filo di una cucitura che tiene insieme le parti di un abito. Quella rottura si sente, è materiale, fisica, è impossibile non percepirla. Poi però, se si ascolta con pienezza, si sente venire incontro qualcosa che rinsalda quel filo anzi, è molto di più di un filo, è una presenza che si allarga, in noi, che amplia il nostro essere, di quella vita, vivace-mente un’ essenza importante. Capita così anche con la cara amica Narda Fattori, che ha collaborato con il gruppo di cartesensibili, e spesso ci ha inviato suoi testi e recensioni. Leggendola e rileggendo le lettere che ci siamo scambiate, le parole on-line traducono con immediatezza ciò che noi tutti siamo: in- linea. Questo modo di dire possiamo tradurlo ciascuno in una propria modalità, a me piace tradurla come orizzonte, come condivisione e anche come una trasposizione di un altro modo di dire, all’inglese, on-air, che traduco all’impronta, realmente cogliendo ciò che è la nostra posizione ogni attimo, vivi e morti: in aria, o meglio sull’aria, l’aria di una voce di un suono o di una luce, in una rivoluzione celeste di cui non siamo certo fautori ma anime che bruciano, propellente di ogni storia che non finisce di intessere le sue ombre alle scintille, i propri dispacci, in diluvi di emozioni e relazioni, reazioni a catena indissolubile di un amore che è tragico e possente e ci trafigge ogni istante. Tutte, tutti noi, che abbiamo incontrato Narda Fattori e abbiamo partecipato alla visione della vita, di queste nostre faccende umane, non solo letterarie, con lettere che sono appunti e dispacci dal fronte della quotidianità in cui siamo attestati, in una guerra prima di tutto con noi stessi, per non essere abbastanza aperti all’altro, agli altri, alle vicende che ci vengono in-contro, vogliamo ciascuno dalla propria intimità, messa in condivisione, salutarla in un abbraccio che si amplia, dall’una all’altra, all’altro, consapevoli che non c’è abbastanza distanza per sentire un distacco definitivo là dove Amore alla(r)ga le sue trame. Questo nostro GRAZIE a NARDA  è dire ciascuno con la sua voce che ancora è  con noi, in questo abbraccio, lungo, senza tempo, un continuo segnare e cerc(hi)are con la matita i suoi versi che ancora ci aprono lo sguardo approdando alla vita.

f.f.  a nome del gruppo di cartesensibli- In ricordo di Narda Fattori , 11 gennaio 2017

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vincenzo piazza

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Per l’amica Narda Fattori –  Annamaria Ferramosca

…l’addio è stato una formalità
c’era un a rivederci fra le stelle
nella notte nitida e brillante
che ci trapassava il petto

Narda Fattori, inedito 

poetamica  ti leggo
attra-verso le tue stanze
riconosco il tuo esatto disordine le impronte
l’odore e   come lasci aperte le finestre
agli ansimi del mondo

vedo la luce che di notte
ti trema sul guanciale
in sonno le pupille tornare inquiete sui versi
un brancolare cercando appigli
il mondo accendersi ai barlumi di una rivelazione

di tra-verso inquieta ti sogguardo
ci teniamo per mano sull’abisso  e
mi trasmetti  un extra di fiducia
enumerandomi
tutti  i mari ancora da navigare
tutte le atlantidi  ancora da far emergere

 Annamaria Ferramosca – inedito  © 11 gennaio 2017

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headcrime

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I PASTORI

Trattenuti a sedere sul dosso
tenevano lo sguardo basso
sul risvolto della notte. Frida
uggiolava leccando il cucciolo
partorito al tramonto.
Dalle pecore qualche raro lamento.

La luce arrivò acutamente punse lo sguardo
trafisse il sonno di chiodi
e aprì ogni cielo posandolo fra le dita.

La processione degli umili
giunse alla grotta notarono il volto
arrossato di Maria il Bimbo poppava
il latte portato non serviva
lo lasciarono a terra c’era un domani
forse c’era la fame e il deserto
che faceva inciampare sui sassi.

Ma se i piedi sanguinano si possono
aprire le ali seminare asfodeli e dire

………….    Benvenuto, straniero.   

 Narda Fattori, Natale 2016

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Carissima Narda,

proseguo qui il nostro carteggio che si era intensificato proprio con i tuoi Dispacci, colmi di poesia e vita, nel rispetto rigoroso eppure pieno di calore di quella che avevi chiamato “grammatica del dolore”. Una grammatica che avevi reso con vigore e verità la nostra grammatica, una grammatica che non aveva paura del plurale. La tua grammatica, la nostra grammatica plurale è quella di chi non si sottrae, di chi ha il dono del riserbo e tuttavia sa buttarsi a capofitto, ancora, nell’incontro alla vita. L’incontro che nutre con amore e rispetto, anche con sguardo severo e tocco indulgente, mai indolente, ‘la’ creatura, l’altro da sé e il parte di sé, umanità, vita e poesia. Operosa rettitudine, che ha nel grembo il coraggio della profondità. Dopo questo grande dono, del quale scrivevi come di un bambino («questo bambino cresciuto nel tuo pensiero»), ne ho ricevuto da te un altro, la poesia I pastori, che hai scritto per il Natale 2016. Mi hai donato, ancora una volta, stupore, con la tua grande generosità, con la tua indole e con la tua educazione (erano diventate in te una cosa sola) che definivi “corale, comunitaria”. Ti avevo chiesto il permesso di leggerla a un gruppo di amiche e amici, persone semplici, cariche di anni e di storie, avvezze alla poesia della vita, non a quella delle accademie, ma non ti ho raccontato del loro silenzio commosso e poi della loro richiesta di averla tra le mani, quella poesia, per poterla rileggere e ascoltare. Lo faccio ora, con il dolore e la riconoscenza che si mescolano. Ti scrivo allora che, senza parole, ma con tanta più grande partecipazione, il respiro ha cominciato ad andare all’unisono, in particolare all’ascolto delle due terzine che costituiscono la seconda e la quarta strofa della poesia. Nella prima delle due terzine, «La luce arrivò acutamente punse lo sguardo/ trafisse il sonno di chiodi/ e aprì ogni cielo posandolo fra le dita», hai reso sempre presente, pur usando il passato remoto, l’avvento della luce che rende possibile l’incontro tra il sommo del cielo, di ogni cielo, e l’infinitamente piccolo («la processione degli umili») di chi riceve l’immenso, posato delicatamente sulle dita solcate da sforzi, sbagli e sofferenze. In quella conclusiva, «Ma se i piedi sanguinano si possono/ aprire le ali seminare asfodeli e dire/ – Benvenuto, straniero.» hai messo le ali alla speranza. I piedi stanchi e sanguinanti restano, eppure le dita che hanno ricevuto la grazia seminano bellezza, il cuore prende quota nel canto di benvenuto allo straniero, che pure è uno di noi. Gli umili lo hanno riconosciuto, s’innalza essenziale e pieno il loro dire. Grazie, Narda, con tutto il mio affetto e il mio abbraccio per il tuo viaggio più lungo,

Anna Maria C.

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headcrime

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impastiamo terra con terra mani con mani
la pena si fa lieve quasi si vola
    

 Narda Fattori, Mappa dei viventi

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Ciao Narda

Non esiste pena che non s’impasti
le mani nel greto di un fiume secco
Oltre ai solidi ormai
occhi d’acqua svanita
S’aggrappa un solo motivo
Per vivere e poi andare
Chè è stata la vita a scegliere
I tuoi petali
E ora nelle sabbie dei fondali
la tua voce è incisa
Là rimane per sempre come un fiore
Appena raccolto
E donato.

Federica Galetto

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roberto stelluti

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Ogni tormento è al di qua dell’uscio
se apro si fa soffio a scomparire fatuo
qui mi tiene compagnia come un foulard
o un vecchio cane cieco e fedele
in una cuccia di stanchezza

quante volte dovrò morire perché si faccia
carne della mia carne respiro lungo?

E tutti gli amati radunarli oltre quell’uscio
per un banchetto festoso o una litania di assenti
ad uno ad uno chiamati per nome e rivissuti
a lutto eterno e eternamente pianti ?
Non è mio stile e costumanza ma

qualcuno mi sa indicare la via del ritorno
nel sereno di un cielo settembrino prima
di tutte le grandi migrazioni a sfrecciarlo
in un addio allegro di ciarle e di richiami?

Partirò
con la rondine che ha perso la rotta
il compagno il nido e la grondaia
e non ha rimpianti né volge lo sguardo
sulla terra che fu dono sempre
immeritata meraviglia .

Narda Fattori, Dentro il diluvio

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Ti ringrazio   amica mia carissima
per questa comunanza e  parentela che anche tu hai tessuto
e ci unisce gli uni agli altri
alle radici delle erbe ai rami del cielo  degli alberi
nella dicotomia tra dare e avere un grammo d’aria
ripetuto nelle nuvole e nelle zolle
acque linfe della natività comune
in questo basso altissimo
fondaco della disunione 
perché nascere è morire e sparire nascere in altra forma
mentre spunta periodico un numero
rotondità di un vuoto florido
un cerchio ampio quanto tutto l’universo
tempo sempre maturo di un unico viaggio
un O di meraviglia O rammarico O
due braccia che si uniscono e si accordano

A presto

Fernanda F.
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roberto stelluti

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Il posto riservato è in carrozza nove
lato finestrino così che con lo sguardo
possa seguire la corsa dei campi
dei pioppi lungo i fossati – come
la prima volta – ricordi? – la meraviglia

Narda Fattori- Cambiare di stato morire di natura

Ciao Narda!

Che direzione ha preso quella tua risata ? dov’è diretta
adesso quella tua guida spericolata che spettinava le strade
da Sogliano, sulla utilitaria che aveva il colore
e il calore e l’accento della simpatia di cui
già ora avverto infinita nostalgia. Ti salutano
i gatti di Gatteo, e i tuoi bambini che ora sono cresciuti,
ti salutano i poeti che anche se cresciuti non la smettono mai
di restare bambini, e ancora tremano al ricordo
della tua risata, di quella guida tua spericolata.

Paolo Polvani
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nunzio gulino

gulino

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“Ecco la colpa le omissioni il restare
fra il poco e il nulla come su una foglia

questo ti racconto amica mia
del mio restare sempre sull’uscio
con quell’ansia di volo che mi porta via”

Narda Fattori- Cambiare di Stato morire di natura

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è una questione di tempo Narda, quello
che ti sentivi mancare e ti è stato regalato
quello che ti sarebbe spettato
se fossi nata tra cent’anni, quello che ho aspettato
troppo
per dirti del tuo libro e che i dispacci
erano arrivati, dritti come spilli
quello dilazionato
per la pubblicazione della recensione
quello che non ho saputo dei tuoi anni
quando avventatamente ci siamo dette sorelle
– tu la maggiore –
quello brevissimo che ho sorriso la scorsa settimana
con approvazione
trovandoti nell’antologia di CFR
e anche quello che mi chiedono di non attendere
ora
mentre il silenzio dentro di me impera o una foglia
tardiva
resta sul ramo.

Claudia Zironi

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nunzio gulino

nunzio-gulino

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Spaccare la forma perfetta del geode trovare
l’utero tondo che cova cristalli di ametista

Narda Fattori- Cambiare di Stato morire di natura

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Narda

nello spazio e nel tempo
senza farsi domande
dicevamo dell’ora e del vissuto
la buonanotte di risate: è meglio
la camicia da notte od il pigiama se…
forse una tuta? _mah…_
sarà un mattino o un pomeriggio d’ombre
a ritrovarci
diversamente vive?

nella comune sorte
sapevamo la fine dalla nascita
_quanta fatica per sembrare allegre_
un mare d’amorevole attenzione
ed il metallo a dare ritmo al cuore
“ce la faremo, amica mia
noi senza simulacri di certezze
avremo altre risposte alle domande
intanto ci arrendiamo alla poesia
e ci scambiamo l’anima a parole”

quel segnale promesso, ti ricordi?
m’era quasi sfuggito: sai la distrazione …
ma questa notte un soffio mi ha svegliata
e il cellulare
si è acceso sul messaggio che hai inviato
poche mattine fa
_da quell’altrove in cui, sono sicura,
esisti ancora_

per questo non ci siamo dette addio

Cristina Bove

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gaetano bevilacqua

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io conosco lo spessore della mano
la linea della tua sorte

Narda Fattori- Mappa dei viventi

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Un ricordo di Narda

Come la prima volta che mi sentii riscaldare, che vidi accendersi la luce, che ascoltai la notte, che fu estate, che vidi Palermo o Lisbona o il Cervino. Io mi ricordo solo la prima volta di ogni mia esperienza; le altre – se e quando ci furono – non mi lasciarono mai cosi invasa e felice. L’infanzia è piena di colpi di fulmine. Da adulta, le cose, certi luoghi non si vedono ma si rivedono, certi momenti non si vivono ma si rivivono : e Palermo e Lisbona e il Cervino sono restati belli , ma non come la prima volta. Sempre della prima volta io mi ricordo e ciò che la prima volta mi ha lasciato, come una magica scia, sorprendendomi, scuotendomi come un foglio bianco sotto la prima parola scritta. Così mi terrò sempre accesa nella memoria e nel cuore la prima e unica volta che ho incontrato Narda.

Lucetta Frisa

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gaetano bevilacqua

gaetano-bevilacqua-il-peso-della-lingua

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Alcuni tra i moltissimi riferimenti reperibili in rete:

https://cartesensibili.wordpress.com/?s=Narda+fattori

https://cartesensibili.wordpress.com/2015/02/19/unansia-di-volo-che-porta-via-per-narda-fattori-lettura-critica-di-antonio-devicienti/

https://viadellebelledonne.wordpress.com/category/narda-fattori-a-autori/

https://giardinodeipoeti.wordpress.com/2016/10/07/narda-fattori-5/

https://poetarumsilva.com/2014/08/02/la-pienezza-della-poesia-narda-fattori-cambiare-di-stato-morire-di-natura/

https://poetarumsilva.com/2016/10/04/narda-fattori-dispacci/

https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?s=Narda+Fattori&submit=Cerca

http://www.faraeditore.it/html/interviste/narda.html

http://www.versanteripido.it/category/fattori-narda/

http://www.poesia2punto0.com/2012/06/06/la-buona-poesia-n-10-narda-fattori/

http://transitipoetici.blogspot.it/2013/02/la-poesia-di-narda-fattori.html

https://lapresenzadierato.com/2015/05/20/miserere-contro-la-guerra-due-poesie-di-narda-fattori/

narda2

http://www.larecherche.it/biografia.asp?Tabella=Proposta_Biografie&Utente=Narda%20Fattori&NomeAutore=Narda%20Fattori

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14 pensieri su “Dispacci per Narda- In ricordo dell’amica Narda Fattori

  1. grazie per questo ricordo molto bello di Narda che ho incontrato tantissimi anni fa. Ciao Narda ti penserò rileggendoti Vittoria

  2. Pingback: Dispacci per Narda | il giardino dei poeti

  3. Pingback: Dispacci per Narda | cristina bove

  4. Pingback: Dispacci per Narda- In ricordo dell’amica Narda Fattori – Il Golem Femmina

  5. Pingback: Dispacci per Narda- In ricordo dell’amica Narda Fattori - Poesia 2.0

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