Daniela Raimondi- Tradurre per dire per non tradire la casa comune.

favim e tran nguyen

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Home – Warsan Shire

no one leaves home unless
home is the mouth of a shark
you only run for the border
when you see the whole city running as well
your neighbors running faster than you
breath bloody in their throats
the boy you went to school with
who kissed you dizzy behind the old tin factory
is holding a gun bigger than his body
you only leave home
when home won’t let you stay.
no one leaves home unless home chases you
fire under feet
hot blood in your belly
it’s not something you ever thought of doing
until the blade burnt threats into
your neck
and even then you carried the anthem under
your breath
only tearing up your passport in an airport toilets
sobbing as each mouthful of paper
made it clear that you wouldn’t be going back.
you have to understand,
that no one puts their children in a boat
unless the water is safer than the land
no one burns their palms
under trains
beneath carriages
no one spends days and nights in the stomach of a truck
feeding on newspaper unless the miles travelled
means something more than journey.
no one crawls under fences
no one wants to be beaten
pitied
no one chooses refugee camps
or strip searches where your
body is left aching
or prison,
because prison is safer
than a city of fire
and one prison guard
in the night
is better than a truckload
of men who look like your father
no one could take it
no one could stomach it
no one skin would be tough enough
the
go home blacks
refugees
dirty immigrants
asylum seekers
sucking our country dry
niggers with their hands out
they smell strange
savage
messed up their country and now they want
to mess ours up
how do the words
the dirty looks
roll off your backs
maybe because the blow is softer
than a limb torn off
or the words are more tender
than fourteen men between
your legs
or the insults are easier
to swallow
than rubble
than bone
than your child body
in pieces.
i want to go home,
but home is the mouth of a shark
home is the barrel of the gun
and no one would leave home
unless home chased you to the shore
unless home told you
to quicken your legs
leave your clothes behind
crawl through the desert
wade through the oceans
drown
save
be hunger
beg
forget pride
your survival is more important
no one leaves home until home is a sweaty voice in your ear
saying-
leave,
run away from me now
i dont know what i’ve become
but i know that anywhere
is safer than here

.

favim

.

Casa
Nessuno abbandona la sua casa a meno che
la casa non sia la bocca di uno squalo
solo fuggi verso la frontiera
quando vedi fuggire tutta la città

i tuoi vicini correre più veloci di te
il respiro fatto sangue nelle gole
il ragazzo con cui andavi a scuola
che ti ha baciata fino a stordirti dietro la fabbrica di lattine
impugnare un’arma più grande di lui
solo abbandoni la tua casa
quando la casa ti proibisce di restare.

Nessuno lascia la sua casa a meno che la casa non ti insegua,
fuoco sotto i piedi
sangue che bolle nella pancia
è qualcosa che mai ti saresti aspettata di fare
non fino a quando hai sentito la lama bruciare sul collo
e persino allora sussurravi l’inno nazionale
solo mentre facevi a pezzi il tuo passaporto in una toilette di un aeroporto
singhiozzando mentre lo inghiottivi boccone dopo boccone,
solo allora ti fu chiaro
che per te non ci sarebbe stato ritorno.

Dovete capire,
nessuno mette i propri figli in una barca
a meno che il mare sia più sicuro della terra
nessuno si brucia le palme delle mani
sotto i treni
sotto i vagoni
nessuno passa giorni e notti nel ventre di un camion
cibandosi di carta di giornale a meno che le miglia percorse
significhino qualcosa più del viaggio.
Nessuno scivola sotto i reticolati
nessuno vuole essere picchiato
compatito

Nessuno sceglie i campi profughi
o le perquisizioni che ti lasciano il corpo martoriato
o la prigione,
perché la galera è più sicura
di una città in fiamme
e di notte un secondino
è meglio di un camion pieno di uomini
che assomigliano a tuo padre
nessuno può tollerare tanto
nessuno lo può sopportare
nessuna pelle è così dura

e gli
andatevene a casa, negri
rifugiati
sporchi immigranti
richiedenti asilo
sfruttatori del nostro Paese,
mendicanti
coi vostri odori strani
selvaggi
prima mettete a ferro e fuoco il vostro paese,
e adesso venite a distruggere da noi
Come fanno le parole,
gli sguardi pieni di cattiveria
a scivolarvi addosso
forse perché l’effetto è meno doloroso
di un arto spezzato

o le parole più tenere
di quattordici uomini tra le gambe
o gli insulti più facili
da mandare giù
delle rovine
delle ossa
del corpo del tuo bambino
fatto a pezzi
Voglio tornare a casa,
ma casa è la bocca di uno squalo
casa è la canna di un fucile
e nessuno lascia la sua casa
a meno che non sia la casa a spingerti fino al mare
a meno che sia la casa stessa a dirti
muoviti,
lascia dietro i vestiti
striscia nel deserto,
attraversa gli oceani
annega
salvati
sopporta la fame
chiedi l’elemosina
lascia perdere l’orgoglio
sopravvivere è la sola cosa che conta.

Nessuno lascia la sua casa fino a che la casa diventa un respiro affannoso
che ti dice all’orecchio
vattene
corri via da me, adesso
Non so più cosa sono
ma so che qualsiasi posto
è più sicuro di questo.

traduzione di Daniela Raimondi

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3 pensieri su “Daniela Raimondi- Tradurre per dire per non tradire la casa comune.

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