Dedicato a Paola Tosi – Gruppo ’98 Poesia a cura di Vittoria Ravagli

fabien baron

.

Raccolgo schegge di specchio con mano leggera per non ferirmi oltre
che già la mancanza di te
ferisce nel profondo

(P.T.)

.

Sotto ai grandi alberi, nella piazzetta Gimbutas di Sasso Marconi, in un pomeriggio grigio di ottobre, abbiamo ritrovata Paola nei nostri ricordi, nelle letture di sue poesie, nel racconto di pezzi di vita in comune. L’abbiamo rivista tra noi sorridente, leggera, dolce e forte, ironica, saggia e solare. Era una donna speciale, un riferimento importante. E’ ancora tra noi in questo percorso di brevi scritti per lei delle donne del suo gruppo ’98 Poesia, di amiche e amici.
Così, tra le nostre parole, mescoliamo sue poesie, per restare insieme “…in un gomitolo di affetto…”

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un gomitolo d’affetto
fra me e le vostre parole
un filo da dipanare
in un gomitolo d’affetto
da portare in grembo
a memoria di come
assieme
si possa costruire

(P.T.)

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ricordo di Paola E. Cimatti 

Su una vecchia plaquette del Gruppo 98 trovo questi due versi di Paola:

Scivolo silenziosa nel silenzio
dove la parola mi ritorna in canto.

Io le ho dedicato questi piccoli versi, che raccontano l’ultimo contatto che ho avuto con lei:

“Storia di chi parte e di chi resta”
è stato l’ultimo romanzo che hai letto
(“divorato” – scrivi in un messaggio).
La “bambina perduta” (non lo hai saputo?)
non è stata più ritrovata.
Noi che restiamo
aspettiamo la prossima puntata.

Ma soprattutto vorrei ricordarla con il canto “Grazie alla vita” interpretata da Gabriella Ferri: lei stessa lo aveva chiesto, come tutte le compagne sanno. Ma io ci tengo in modo particolare: anche nella mia vita quella canzone ha avuto un peso.
.

.

Se l’aridità blocca il pensiero
o il gelo smorza il fuoco creativo
darsi da fare la parola d’ordine
in una stanza o sotto il cielo
(una tregua uno spazio per riposare-pensare)
senza perdere il contatto
come dipingere un cielo azzurro
sui muri della prigione
come rimettersi a seminare
quando il raccolto è distrutto
mettere porte dove non ci sono
spalancarle e varcarle
Torna sempre il tempo di riprovare
importante insistere-resistere
per la nostra vita creativa – il futuro
la vita stessa

(P.T.)– 8 marzo 2009

.

Leila Falà per Paola

Se fosse serio questo che ti dico
Se fosse questo, quello che ti dico
Se ti dicessi quello che è serio solo
Non potrei scherzare così con le parole
Come mi hai incoraggiata a fare
Non potrei parlarti così con qualche scherzo
Come mi fossi vicina, ancora qui con noi
Come se non avessi provato a incoraggiarti
a restare, con le parole
il giorno che tenevi gli occhi chiusi
mentre ti leggevo il tuo scherzare
il tuo amare la vita di qua e il suo piacere
sperando che lo scherzo
entrasse col sorriso tra i tuoi affanni
e delicato ti sollevasse i pesi.

Ho finto di non essere già sola in quella stanza
o per scherzo ho sperato che tornassi
Poi discuterò con te se è serio questo che ti dico
Questo mio agire”

“Che abbraccia la vita
Che da nomi alle cose
Come questione di puro piacere” *

 

* Nota al testo
i versi in corsivo sono tratti da un testo di Paola Tosi,  scritto per il laboratorio di poesia a inizio settembre

 

Questa poesia è il mio modo di ricordare Paola. E’ un omaggio e prende l’ avvio da questa sua che segue, scritta durante un laboratorio di poesia, uno degli ultimi nostri cui Paola ha partecipato. Nei laboratori con il gruppo si usa prendere un verso o una espressione che ci piace e lavorarci. Paola teneva molto a fare laboratorio ci stimolava sempre molto a lavorare e a scrivere.

23 / 05 / 2016

Metti un ciuffo di insalata verde
sopra una scottatura lieve
poi, nella stanza dei segreti
discuterò con te
se è serio o no
questo che ti dico ( questo mio agire )-

(P.T.)

(poi lavorerò su questo seguito)

Se è serio o no questo mio agire
che abbraccia la vita
che da mille nomi alle cose
come questione di puro piacere

Durante i lavori per l’Antologia “Della propria voce” (Gruppo ’98 Poesia , Qudulibri 2016) Paola ha scritto questi pochi versi per il gruppo.
Il suo modo guardare e di vedere le persone attraverso i suoi occhi

Sfoglio le vostre facce
ripasso ad una ad una
le voci
voi, il mio libro di poesia

(P.T.)

 

Nell’antologia tante sono le sue poesie che volentieri leggo e rileggo per stare vicina a quel senso di leggerezza che per lei era , credo, una ricerca, un modo di vivere. Ne ricordo una in particolare.

Non compulsivo ma quieto e sacrosanto il tempo
che serve a sprecare il nostro tempo
Dicono dovete correre fare dire
io invece mi perdo a pensare che
la parola “poesia” ha troppi dittonghi

(P. T.)

.

a Paola di Zara Finzi

gentile, come i libriccini che componevi
per tutte , come il gesto di passare la
scatolina delle caramelle cui noi attingevamo,

elegante, nell’alta figura che rendeva
preziose le “mises”più scontate, anche
quando, gonfia di cortisone,sei venuta alla

festa dell’Unità sapendo che era l’ultima
volta, che quella foto era l’addio e
sorridevi abbracciandoci, quasi felice

elegante nel viso composto, non triste, non
severo, il capo adornato dal turbante ,
adagiata nella culla dove finalmente

hai trovato pace

.

emanuele longo

.

Autoritratto

Avanzo lentamente sul tramonto
momento triste vestito di bellezza
Sistemo i fili che fuori posto penzolano
senza lamenti ne’ farmi risucchiare

da un passato di nebbia e di bufera

Assorbo i giorni un po’ alla volta e gli anni
che sono andati non li rivoglio indietro
Ho dentro gli occhi un sorriso sconosciuto
quello dei vecchi che ritrovano l’infanzia
e ballo e gioco e ricompongo i pezzi
senza scordare il vivo desiderio
di un palpitare leggero che non ama

Il rivelare scomposto di sé stessa

(P.T.) 2011

 .

Per Paola da Loredana Magazzeni

Bisogna fare il vuoto e il silenzio dentro di sé per parlare di Paola. Che arrivava sempre in punta di piedi, sempre in viso un sorriso per tutte, un abbraccio. Sempre un regalino, un pensiero per ciascuna di noi: per l’8 marzo ci regalava poesie e segnalibri, per Natale poesie e dolcetti, così prima dell’estate, quando un tempo più lungo ci avrebbe impedito di vederci. Paola era il cuore del gruppo: sapeva comunicare affetto, compostezza, serenità, a tutte noi. Correggeva con ironia, spronava a pensare positivo e andare avanti, anche nel buio amava la luce. La ricordiamo innamorata della vita e del sole, del camminare a zonzo per le strade, mangiare un gelato insieme. Se stavi male, a lei ti potevi rivolgere sempre e aveva sempre una parola per consolare, per ascoltare e per capire. Nelle difficoltà, era la prima a voler andare avanti. Ha creduto moltissimo nel movimento delle donne e lo ha fatto suo, nella vita privata e nella pubblica. Ho conosciuto Paola nel ’79, una delle prime persone che ho conosciuto a Bologna, in un gruppo di donne della Bolognina. Era la più bella e scriveva già allora poesie. Ha scritto sempre, senza mai pubblicare se non in piccole plaquette eleganti e artigianali che regalava a noi, il suo libro di poesia, come ci ha definite nell’ultima poesia. I suoi materiali sono sparsi e numerosissimi, perché Paola ha scritto poesia sempre, per tutta la vita. La poesia è stata il respiro della sua vita, così come lo è stato lo yoga, il rilassamento e la pratica corporea che portava avanti con regolarità sorprendente, da più di trent’anni, col mastro Paolo Nicolini, del gruppo Il Volo. Paola sapeva meditare, respirare e attendere. Aveva una saggezza del corpo e della vita che voleva trasmettere a noi, e la trasmetteva col suo modo di essere. Le sue poesie sono pervase del suo amore della vita, della sua accettazione, dell’amore per i suoi cari e per noi, le sue compagne di strada. Ci mancherà, ma percorreremo assieme ancora un cammino di vita, perché è al nostro fianco anche in assenza, con la sua presenza e le sue parole.

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f.o.c.u.s.

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Le montagne
stanno cambiando abito
E quella adorabile malinconia
che prende verso la
fine di qualcosa
quel rimanere incantata
a bocca aperta
leggermente spersa
allontana le parole
Però i raggi del sole insistono
il cielo non è avaro, irradia bellezza
illumina sul viso le tracce dell’esistere
piccoli segni di azioni soffocanti
E’ ora di preparare il terreno ai mutamenti
Tolgo i piedi dall’acqua gelida del fiume
mentre le montagne si spostano lentamente
La salita, d’ora in poi, non sarà certo agevole
Incertezze, generi vari di tensioni. D’altronde
si sa
non si pretendono prodigi.

(P.T.) – settembre 2012

.

ricordo di Serenella Gatti Linares

A Paola Tosi

saggezza gentilezza
onestà libertà
sei questa, Paola
un palpitare leggero
sospeso fra acqua e aria
fra forza e fragilità
amicizia e solitudine
che si stempera in colori pastello
da acquerello
nel sorriso eterno da bambina

voglio dedicare a te, Paola
questo ottobre di sole nella notte
ricordare la tua poesia
che sfiora non tocca
suggerisce non dice
sei polvere dorata
ricoperta dal tuo luccichio
riflesso evanescenza sfavillio
ti chiedo di tornare
ti devo ancora ridare
le caramelle al limone
che mi donavi in ogni riunione
gialle come il sole le mimose
l’oro il miele come te
fiore “miscredente e biondo”
vorrei dire come te fino alla fine:

“La vita è bellissima!” (S.G.L.) ottobre 2016

.

Su Paola Tosi

Le parole che racchiudono ciò che penso di Paola Tosi terminano quasi tutte i “ezza”: leggerezza- gentilezza- lentezza- finezza- riservatezza- tenerezza- pacatezza. Ma ce ne sono pure in “ità”: sensibilità- onestà- verità- levità- serenità. E ancora: ironia- grazia- eleganza- modestia- sorriso- capacità d’ascolto. In tutti questi termini sinceri c’è lei tutta intera. Paola mi ha sempre accolta, sostenuta, aiutata. L’ho ricambiata e gliene sarò grata per sempre.

Sulla Poesia di Paola Tosi

E’ stata Paola stessa a dare la migliore definizione della sua Poesia: ”piccoli cenni puri d’emozione”. A parte il fatto che ogni tanto c’è “un urlo ribelle verso il cielo”. Paola e Poesia sono due parole femminili che iniziano entrambe con la “P”. Il suo stile è personale e riconoscibile, nei

suoi librini e segnalibri. Tende all’essenziale, alla sintesi, alla musicalità; non a caso le piacciono gli haiku. Ha scritto anche filastrocche per i bambini e poesie sul cibo; a volte, con caratteri tipografici particolari. Si muove fra luce e buio; gioia e dolore, tutto e niente, pieno e vuoto, presenza e assenza, silenzio e rumore. Alcuni temi sono ritornanti: amore, ritmi stagionali, Bologna, fatica, paura, tempo, bellezza, corpo, speranza, fiori (glicine, rose, mimose), colori (bianco, nero, giallo), sole, pane, futuro, resistenza, relazione, amicizia al femminile. Indimenticabili le poesie dedicate ogni anno all’8 marzo. E’ una Poesia di intenti etici, civili, impegnati, contro i “modelli unici” e la corruzione, ma espressa con toni leggeri e ironici. Sognante, sospesa fra veglia e sonno, fra terra e mare, mentre indaga la vita interiore. Poesie spesso per sorridere, scherzare, gioire, stare allegre nel “gioco della Vita”. Poesie colme di domande non di risposte, dei cinque sensi, dell’amore per le Parole e per il ritmo della Vita.

Serenella

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Paola Tosi scrisse una bellissima poesia – quella sotto – ricordando un’amica morta, Stefania Magri. Le sue parole sono le stesse che sentiamo di dedicare oggi a lei, a Paola.

cattura

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Vannia Virgili – In ricordo di Paola T.
“Abbracciamoci”

Stringetevi ragazze, abbracciamoci che ci stiamo tutte.
Scattate un’altra foto così
siamo più sicure…
Mi piace molto questo abbraccio di tutte,
è davvero una foto ricordo importante.

[ “ Sfoglio le vostre facce
ripasso ad una ad una
le voci
voi, il mio libro di poesia” ]

Paola, chi ti ha accompagnato stasera?
Sono con mio figlio e sua moglie,
sono seduti nell’ultima fila,
andiamo a salutarli.
Ecco, Sergio e Ignazia che
cucina benissimo e soprattutto fa un pane straordinario…
potrei cenare solo con quello.
E poi, sai che è siciliana,
quando sono stata da lei in estate
non volevo più tornare.
A proposito di estate,
Paola ti ricordi quando con Angelica
siamo salite col trenino
da te a Biagioni per stare insieme
e scrivere col suono del torrente?
E’ vero, ed Angelica era serissima nel partecipare
alla scrittura.
Pensa Paola che alcuni dei suoi testi di allora
(quasi quindici anni fa)
sono finiti nel libro “Le Stravole”…
Sì, era una bella estate, come tutte a Biagioni.
Ora ci salutiamo e ci abbracciamo,
torno a casa coi miei ragazzi
perché sono un po’ stanca…

(V.V.)- 13 settembre 2016

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Ricordo di Paola – Anna Zoli

Come ricordo di Paola (adesso ho la mente e gli occhi pieni di lei), mando la piccola poesia che scrissi nel giugno del ’98, quando arrivò al Gruppo.

A quel tempo mi veniva spontaneo scrivere una ‘filastrocca’ per ognuna delle donne che man mano conoscevo attraverso le parole e lo sguardo – era uno stato di grazia che poi, con gli anni, mi è capitato sempre più raramente..

Ora potrei ricordare la sua figura alta, elegante, la voce soffice, quasi sussurrata, il carattere dolce, ma diretto e tanto altro ancora..

Ma allora, come prima impressione, mi venne fuori questa piccola filastrocca:

A Paola (appena arrivata)

Paola, io poco ti conosco e allora

il mio sguardo ristagna
e la rima s’inceppa
nella semplicità apparente
di opposti che si intrecciano
di contrasti di luce
di lievi spostamenti

soffocata, la voce
parla a piccoli cenni
per dire cose grandi
senza oggi o domani
piccoli paradossi
senza tempo..

(A.Z.) – giugno ’98

shet/land

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Le poete vecchie sono vecchie poete
Non le distrae il sogno inarrivabile
dell’eterna giovinezza

Le poete vecchie sono vecchie poete
La mente come un foglio bianco
Scrivono parole costruttrici d’innocenza

Le vecchie poete resistono, capiscono
prima di capire
Vogliono scambio, dialogo, abbandono

E se la velocità scompiglia loro le idee
le vecchie poete, hanno cento cuori
che battono forte in simultanea

Galleggiano più o meno sorridenti
con i culi un po’ grossi, le vecchie poete
E risalgono adagio la corrente

Sanno sostare dentro pur nel pieno dell’andare
Non chiudono nel baule le emozioni
Non si fermano, rilanciano l’azione

Forse barcollano ma, le vecchie poete
serrano la mascella, stringono i pugni
Rivoluzione? Si ma con procedere lento.

(P.T.) – 2012

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Se penso a Paola, mi viene in mente la sua gentilezza, che veniva da dentro, come il sorriso e la luce negli occhi. Non era apparenza, ma un modo d’essere. E se penso alla morte di Paola e ad altri miei lutti, mi sembrano ancora più oscene certe miserie grandi e piccole della vita. I morti ci vogliono leggiadri e con le chiome al vento, luminosi e sorridenti, decisi e forti, bravi e combattivi. I morti sono un coro che invoca la parte buona del mondo.

Giovanna Zunica

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yeni

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guardo me stessa
non temo di guarire
sorrido all’ansia

.

verso la notte
il giorno si sbriciola
rosso il silenzio

.

lasciare un vuoto
senza volto né tempo
per la speranza

(P.T.)

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AMICHE/ AMICI di PAOLA TOSI

…….amica cara…. solo tu mi chiamavi Bellina
e io mi divertivo a farti ridere per sentire la tua risata di velluto.
unica nel rendere l’ascolto prezioso e raro
la tua era umiltà vera,
quella della quotidiana normalità.

Anna Bellini – 31/10/2016

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Un ricordo

Sono passati davvero tanti anni da quando Paola e io ci siamo conosciute e frequentate: io giovanissima universitaria appena arrivata a Bologna dal Sud, in fuga dalla famiglia e da una realtà soffocante, lei donna del Nord realizzata, con già un lavoro, un compagno, dei figli. Siamo entrate a far parte di un piccolo gruppo che qualcuno ha definito “una costola dell’UDI” e per un periodo che io ricordo lungo e straordinariamente significativo, abbiamo lavorato in quanto donne per cambiare la mentalità dell’ambiente che ci circondava, i nostri rapporti familiari, le relazioni interpersonali e noi stesse. Era ancora il momento de “Il personale è politico” e ci appariva chiaro che il mondo non si potesse cambiare se non cambiando prima dentro di noi ciò che scoprivamo essersi sedimentato a nostra insaputa e che ci impediva di essere libere di percorrere la strada che ciascuna di noi aveva scelto. La differenza di età non ci impediva di sentire un’affinità profonda e una comunione d’intenti. Ricordo che noi ragazze più giovani l’ammiravamo molto per il suo essere una donna realizzata ma nello stesso tempo capace di mettersi in discussione e di mettere in discussione tutte le certezze che aveva raggiunto. Lei ci regalava spesso, battute a macchina, le poesie che già allora scriveva e che ancora conservo. Quando il gruppo dopo alcuni anni si è sciolto e ognuna di noi ha continuato per la sua strada, non ci siamo mai perse del tutto di vista. Ogni volta che ci capitava di incontrarci per caso o durante qualche convegno, era bello ritrovarsi come se il tempo non fosse passato e sentire immutati l’affetto e la stima. Fa male pensare che non succederà più.

Marinella Borruso

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noname

.

madre
tu che conosci i passi
insegnami a danzare
la danza della vita
a mescolare
il corpo con lo spirito
la pelle col respiro
un nastro nei capelli
il buio col chiarore

(P.T.)

.

Ricordo di Paola Tosi

Era facile essere in sintonia con Paola Tosi, una femminista convinta, ma non eccessiva, con un sorriso caldo e dolce e una voce avvolgente, con una ‘erre’ elegante e un po’ ironica.
Nel 2011 ebbi gravi problemi di salute, colpita al seno, come succede a troppe donne. Per qualche anno seguii un ciclo di cure e quasi alla fine del lungo periodo, Paola venne a trovarmi, facemmo una bella passeggiata al parco Talon di Casalecchio, mi fece piacere vederla, mi mancavano la complicità e il ribollire di idee del Gruppo’98, da cui ero uscita. Ci salutammo con la promessa di rivederci, ma terminate le cure, mi tuffai nella raccolta di aforismi, cui tenevo molto, fino alla pubblicazione.
Ci si incontrava di tanto in tanto a qualche presentazione o avvenimento di comune interesse. Poi un giorno sono seduta tranquilla al computer, apro la posta e c’è una e-mail che mi inchioda alla sedia: in poche righe espone il suo grave stato di salute senza speranze.
Voglio conservare il ricordo di Paola, alta nella sua statura, su di un palco intenta a leggere tra carte poetiche e a regalare al pubblico il suo sorriso.
A un’amica saggia e sincera: un saluto affettuoso. Ci manchi.

Graziella Poluzzi – Ottobre 2016

.

pale grunge

.

Prendo i miei sogni appassiti
li trituro bene
li mescolo con prezzemolo
e pangrattato
Aggiusto il sale e il pepe
amalgamo il tutto in una ciotola rosa
Aggiungo l’uovo e il parmigiano
farcisco le zucchine per cena
Tanto domani avrò sogni freschi

(P.T.)

 

 

.

Per Paola, che non c’é più

sei stata silenziosa nella grazia
di pura poesia dell’esistenza
dolcissima creatura
lo sento sai che canti a bocca chiusa
avvolta tutta in una nuova luce

Marco Ribani

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A Paola

Sventolavi come una bandiera bionda
sulla tua bicicletta allegra:
a un pedale la spensieratezza
all’altro – pigiato con garbo –
il dovere e il sindacato.
Scrivevi le poesie a fiori
su fogli di rose e gelsomino
tu – mimosa fatta donna –
sei l’ottomarzo che cade a dicembre,
quello del mare d’agosto,
e di ogni giorno declinato al femminile.
Vorrei cantarti, ora,
e intonare a note rosse
i versi della tua leggerezza,
coprire con la voce
questa cosa che non so
se è pianto o ricordo
e che forse è il tuo portarmi in dono
un riserbo denso ed elegante.

Anna Zucchini

.

A Paola

Quando ritornerai a salutarmi
sarai una rondine
o forse una farfalla chiara
o un bellissimo fiore
leggero e risplendente
come sei tu, Paola.
Ti riconoscerò, sorriderò con te,
saremo insieme, sopra la valle.
Arrivederci Paola,
ti penso in viaggio, serena,
verso la luce.

Vittoria Ravagli

.

starcitylake

scavo dentro le storie
recinti di spine foglie secche
sogni rifiutati e draghi
dalle sette teste

le mani tese
sono Vassilissa Vecchia Madre
dammi un filtro d’acqua fresca
rendimi le storie taciute
i colori perduti nel bosco
il rosso delle ciliegie
il calore di una danza
nel ghiaccio dell’inverno.

C’era una volta c’era
e forse c’è
c’è ancora

(P.T.) – novembre 2011

.

 

foto

Paola Tosi, è nata e vissuta a Bologna, morta il 2 ottobre 2016. Ha fatto parte del Movimento delle donne fin dagli anni ’70, contribuendo alla nascita del primo Laboratorio di Parole. Sue poesie sono raccolte in antologie quali: Le poesie del Navile 1996, Moby Dick, 1996, Cinque anni dopo il duemila. Terzo Censimento della poesia a Bologna, Giraldi, 2006 ed in numerose plaquette autoprodotte: l’ultima Frammenti di vecchiezza del 2015. Faceva parte del Gruppo ’98 Poesia.
E’ stata attivamente presente fino all’agosto del 2016, partecipando alla presentazione della recente antologia di poesia Della propria voce del Gruppo ’98 Poesia, curata da Leila Falà – QuDulibri 2016.

Altri riferimenti in rete:

https://cartesensibili.wordpress.com/2015/11/23/tempiquieti-vittoria-ravagli-frammenti-di-vecchiezza-paola-tosi-poesie/

5 pensieri su “Dedicato a Paola Tosi – Gruppo ’98 Poesia a cura di Vittoria Ravagli

  1. La nostra amicizia e’ nata nel 1963 e fu amore a prima vista. Fra i mille ricordi meravigliosi che ho di lei mi affiorano queste sue parole che mi scrisse nel 2003 “Nonostamte i diversi sentieri – Nonostante le contrarietà’ reciproche – Le preoccupazioni -C’è una. Voce riconosibile L”Amicizia” P.T.

  2. E’ una bella commemorazione con i testi poetici, con le immagine di acqua, cielo, sabbia, neve, fa piacere che rimanga questo ricordo, grazie del vostro omaggio collettivo, Paola lo meritava.
    Graziella Poluzzi

  3. Tutte le cose meravigliose che sono scritte su Paola Tosi in questo memory sono assolutamente vere. Lei mi manca tanto.

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