TESTI E PRETESTI- Paolo Gera: Annunci erotici. Storia di una parola sbagliata.

marcel duchamp- rrose selavy

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foto di scena- la ragazza danese

la ragazza danese foto di scena

transgender

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Non sono né un moralista né un voyeur, tendenze morbose a volte pericolosamente intrecciate.Voglio semplicemente analizzare una parola che per la grammatica italiana è un obbrobrio. L’uso di tale parola spicca nella compilazione  degli annunci erotici online “donna cerca uomo”, in riferimento al corpo femminile ed alle sue funzioni erotiche.
In teoria la categoria testimonierebbe che siano donne a scrivere tali annunci e che quindi il vocabolo sia autoreferenziale. Si tratta di donne che descrivono se stesse  allo scopo di incontrare uomini ? Oppure si tratta di donne che descrivono se stesse così come piacerebbe ad un uomo che voglia incontrarle? Ecco il primo inceppamento di stile che rivela in controluce la sua natura di imposizione ideologica. Ogni parola che usiamo in una contrattazione  – ogni giorno contrattiamo ai più diversi livelli – è impressa sulla lingua e sulle dita dalle punte aguzze del potere, in una ripetizione infallibile che deve definire e confermare uno status quo acquisito.
Liberiamo intanto il campo, se qualcuno ci avesse pensato, da qualsiasi prospettiva di emancipazione sessuale. Gli annunci “ donna cerca uomo” non sono compilate da donne libere che possano tranquillamente farsi avanti attraverso l’accesso ad una bacheca virtuale per identificare il maschio con cui piacerebbe loro accoppiarsi. Il femminismo e la libertà di gestione del proprio corpo sono esattamente all’opposto del contesto testuale di cui mi sto occupando. Le donne che scrivono questi annunci – o si può pensare a questo punto a protettori che si trasformano in ghost writers occasionali – sono semplicemente escort che richiedono un compenso in denaro per le loro prestazioni sessuali. La parola è perfettamente calzante al mondo della prostituzione e le sue lettere sono composte dalla cenere  di una definizione infiammata dall’immaginazione e dal desiderio maschile. Trovatela voi questa parola. A voi il piacere della scoperta.

 

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Il superlativo ‘ completissima’ non esiste a livello normativo nella lingua italiana. ‘ Completo’, è uno di quei vocaboli, come ‘perfetto’, già di per sé esaustivo, che non prevede la possibilità di un ulteriore accrescimento. Ma nella pratica degli annunci erotici la donna deve essere ‘completissima’. Consulto il vocabolario “ Garzanti” alla voce ‘completo’: fanno al mio caso la definizione 1 e 3.

 1) che non manca di nessuna delle sue parti o di ciò che deve o può contenere;

3) detto di persona che ha tutte le qualità necessarie, che sa svolgere bene tutte le attività inerenti alla sua professione;

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e. degas-la festa della tenutaria

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il bordello delle bambole gonfiabili-germania 

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I lemmi considerati non peccano certo di esattezza se applicati a forma e funzioni del corpo femminile nella sua accezione merceologica. “ Non manca di nessuna delle sue parti o di ciò che deve e può contenere”: il seguito degli annunci di cui avete letto solo la presentazione, è costituito canonicamente da un elenco lungo e dettagliato di misure, di aggettivi inerenti la profondità e la capienza di determinate parti fisiche.

“ Detto di persona che ha tutte le qualità necessarie , che sa svolgere bene tutte le attività inerenti alla sua professione”: l’elenco riguarda poi tutte le possibili prestazioni erotiche  che il corpo messo in moto può offrire, dalla testa ai piedi, nulla va escluso, comprese specialità di carattere sadomasochistico, scatologico, endoscopico, tantrico.

Ho scritto prima “ messo in moto” perché la proiezione del desiderio maschile è del tutto oggettuale, per non dire tecnologico. E’ come se il lettore dell’annuncio dovesse essere rassicurato sull’auto che sta comprando: ha la carrozzeria migliore, ha tutti gli optional, tutte le marce e una in più, possibilità di morbide frenate e accelerazioni vertiginose. Non è più concepito uno spazio relazionale e gratuito, è un rito vivo che si spinge nei territori estremi dell’inanimato e dunque della morte. L’attitudine è stata studiata da Walter Benjamin nel suo momento aurorale, la Parigi brulicante di Baudelaire e dei primi grandi magazzini:

“ Nella forma che la prostituzione ha assunto nelle grandi città, la donna appare non solo come merce, ma in senso stretto come articolo di massa”.

( W. Benjamin, Baudelaire e Parigi – Parco centrale, in “Angelus Novus, trad. di R. Solmi, Einaudi, 2014, p. 142 )

Jean Baudrillard  ne ha identificato le regola generale  nella società contemporanea:

“ Dopo la rivoluzione industriale , una medesima grande mutazione , coinvolge i beni materiali, il linguaggio e la sessualità( il corpo), secondo un processo che contrassegna la progressiva generalizzazione dell’economia politica, o ancora l’approfondimento della legge del valore”.

( Jean Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, trad. di G. Mancuso, Milano 1990, p.129 )

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pompei-villa dei misteri di dioniso

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sophie boegly- spendori e miserie,immagini della prostituzione 1850-1910 – mostra parigi

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un corpo a caso una sera per strada

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“ Completissima “.  Vocabolo, merce, corpo della donna. Ma la proiezione pornografica del maschio deve trovare in origine una sua giustificazione trascendentale. Il catalogo delle forme e delle funzioni femminili ha una sua fondazione elevata, addirittura sacra nella raccolta riccamente metaforica del “ Cantico dei Cantici”. Dalla testa ai piedi le parti del corpo della sposa vengono paragonate a greggi di pecore che risalgono dal bagno, a spicchi di melagrana, a torri d’avorio, a piscine…i seni sono una coppia di caprioli oppure grappoli, il grembo è un mucchio di grano contornato da gigli. Ma in 6,5, vv.10-12, ecco ritornare il motivo della donna da apprezzare solo nella sua completezza:

“ La mia colomba, la mia perfetta, l’unica della madre sua, l’eletta della sua genitrice”.

( La Bibbia concordata, Antico testamento, vol.II, trad. della Società Biblica di Ravenna, Mondadori, Milano, 1982, p. 315 )

Così per i cattolici “ tota pulchra”, “tutta bella” è Maria, nel canto che si intona in lode alla sua purezza e ideale di completezza, neppure sfiorato da  una qualsiasi intenzione allusiva o dalla  più debole pulsione erotica,  è Beatrice per Dante: “  ella è quanto de ben po’ far natura; per essemplo di lei beltà si prova”. ( “ Donne ch’avete intelletto d’amore” , vv.49-50).

La fissazione maschile a proposito della completezza della donna oscilla tra due estremi , la dimensione spirituale e quella fisica, senza che il moto oscillatorio trovi riposo in uno spazio mediano. Anima sublime, angelo, carne, prostituta e  infine ,proprio ora, plastica, bambola gonfiabile. Anche se si pensa ancora di avere un rapporto con la carne, il catalogo ripropone con risibili variazioni un modello sempre uguale che  in realtà, nella catena di montaggio del desiderio maschile, è quello della materia artificiale. La ripetizione sempre uguale della domanda e la serialità  dell’offerta , ha ritrasformato la donna di Pigmalione in statua.

Charles Baudelaire non andava per annunci: era amante dell’indecente Jeanne Duval e e si perdeva in  prostitute lungo le strade di Parigi . Rimane tre notti ospite in un bordello di Versailles  e lì scrive “ L’alba spirituale” per Mme Sabatier, controparte ideale dei suoi amori postribolari:

“ Così , amata Dea, Essere luminoso e puro,il ricordo di te, più chiaro, roseo, incantevole, ai miei occhi ingranditi volteggia senza posa sui relitti fumosi di stupide orge.”

( C. Baudelaire, I fiori del male, trad. di Attilio Bertolucci, Garzanti, Milano, 2015, p.46)

 

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vincent van gogh- bordello

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sophie boegly- spendori e miserie,immagini della prostituzione 1850-1910 – mostra parigi

scarlett-belle-baudelaire

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In una poesia di “ Les fleurs du mal” ricompare l’idea dell’impossibilità della scelta di fronte alle delizie del corpo della donna. Ci dovremmo stupire che il titolo della poesia sia “ Tout entière”, “Tutta intera”?

“ Il Demonio è venuto a trovarmi, questa mattina, lassù nella mia camera; e con l’intenzione di cogliermi in fallo mi ha detto:”Vorrei sapere qual è la cosa più dolce, fra tutte quelle che fanno il suo incanto, fra le parti nere o rosa che formano il suo corpo affascinante.”

E tu ,Anima mia, rispondesti all’Aborrito: “ Poiché in lei tutto è dittamo, che cosa preferire?  Dacché tutto mi rapisce, ignoro se qualcosa mi seduce maggiormente. Ella abbaglia come l’Aurora, consola come la Notte, e l’armonia che governa il suo bel corpo è troppo squisita perché un’analisi impotente ne annoti i tanti accordi.

O mistica metamorfosi di tutti i miei sensi fusi in uno! Il suo fiato è musica, la sua voce profumo!”.

( ibidem, p. 73 e 75 )

Ma è una delle cosidette  “pièces condamnées”, “ La metamorfosi del vampiro”, la poesia in cui si intrecciano i motivi dell’antica repulsione e della moderna propensione nei confronti del  corpo femminile, in modo che l’emblema usurato della ‘vanitas’ possa diventare un articolo di consumo, un aggeggio da assemblare e scomporre.

“ Poi che ella ebbe succhiato tutto il midollo delle mie ossa, mi volsi languidamente verso di lei per darle un ultimo bacio: ma non vidi più che un otre viscido e marcescente. Chiusi gli occhi, preso da un freddo terrore; e quando li riapersi alla luce, al mio fianco in luogo del gran manichino che sembrava aver fatto provvista di sangue, tremavano confusamente pezzi di scheletro, stridendo come quelle banderuole o insegne appese a un ferro che il vento fa oscillare nelle notti d’inverno”. ( ibidem, p. 285 )

Agli occhi dell’uomo soddisfatto ed esausto, la donna che ha svolto a pieno titolo la sua funzione sessuale è riconosciuta come un meccanico “mannequin puissant”, “ machine aveugle et sourde”, come era riferito in una composizione precedente. Il corpo femminile si oggettivizza  diventando collettore di pus e infine, nella danza macabra di fine produzione, neppure più scheletro completo, ma suoi resti confusi o sparsa ferraglia.

salvador dalì e philippe halsman- in voluptas mors

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Stamattina, alzandomi, mi sono ricordato. A scuola facevo vedere alle mie alunne un documentario sull’escissione. Credo si svolgesse in Mali. Un ministro del culto intervistato, sosteneva la necessità dell’asportazione del clitoride per rendere la donna ‘ completa ‘. Mi ricordo bene  la parola, mi ricordo la mutilatrice che preparava il suo coltello arrugginito,  le donne del villaggio che preparavano il rito, gli occhi pieni di terrore di una bambina di cinque anni.

Ho letto questo annuncio. Spero sia stato scritto da una donna.

“ Da sempre qui, completa, ho due gambe, due braccia, un cervello integro, un cuore pulsante. Diverse aperture di luce sparse per il corpo.”

  • Annunci, annunci signori! Si cercano annunci per il nuovo anno

“ Per fare quello che ti chiedo ci vuole coraggio. Mi vesto in maniera riconoscibile –  un cappello color malva – e mi metto al centro della piazza. Tu arrivi e senza dire nulla mi abbracci. Solo questo. Né piano né forte. Mi stringi per un po’, né tanto né poco e poi te ne vai. Garantisco l’anonimato. No a sms, mail, skype, whatsapp, social. Il massimo sarebbe che tu non leggessi questo annuncio e venissi ad abbracciarmi lo stesso.”

“Prepàrati come ogni notte per andare a letto. Spògliati degli abiti del giorno, mettiti in pigiama, calza le tue comode pantofole. Va’ in bagno, guarda nello specchio la tua faccia stanca, sbadiglia, làvati i denti, urina per l’ultima volta prima di coricarti. Esci dal bagno. Pensa :- Un’altra giornata di merda. Domani sarà lo stesso.

Stìrati, sbadiglia ancora,  dirigiti al corridoio che porta alla camera dove tua moglie o tuo marito stanno già dormendo. Non girare la maniglia. Fèrmati. Torna indietro. Va’ all’attaccapanni accanto alla porta d’ingresso della tua casa. Infila una giacca o un soprabito o un cappotto. Esci. Non importa se fai rumore. Scendi in strada. Ci saranno altri che avranno seguito le istruzioni come te. Tanti. E’ per questa notte”.

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Paolo Gera

2 pensieri su “TESTI E PRETESTI- Paolo Gera: Annunci erotici. Storia di una parola sbagliata.

  1. Se vuoi un annuncio ironico ,ma nemmeno troppo, come commento allo schifo che c’è in giro, eccolo:
    – Mi eccito a toccare gli euro usati. Io ti lascio la porta aperta, tu sali le scale con le tasche ben gonfie, entri, lasci le banconote sul tavolino dell’ingresso e vai via subito. Chi si è visto s’è visto. Attenzione, devono essere usate, se no non se ne fa niente. Meglio senza preservativo.

  2. Trovo innanzitutto meraviglioso che sia un Paolo a dire queste cose, perché, allora, è vero che il cielo è fatto delle nostre due metà. Poi grazie!, alla leggerezza, lievità con cui certi temi sono stati presentati, grazie! a un modo che ripropone la riflessione nella fede del rispettoso comunicare, pur non rinunciando alla denuncia profonda … grazie! anche alle bellissime parole finali. Spero davvero, Paolo, che la tua indagine non cessi. Ci (a noi donne) sei davvero amico.
    Mil

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