FRA PARENTESI- Costanza Lindi: Alessandro Fo, inchiostro e carta-moneta

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In un’ingegnosa tecnica di scrittura la poesia si fa decorazione, e il supporto si fa messaggio.

Una serie di poesie scritte sul fronte e sul retro di ogni banconota data alle stampe proprio nel momento del “cambio delle divise”, quando la moneta ha cambiato l’abito.

Il messaggio dà diffusione, e i versi non sono merce di scambio ma ricchezza.

Il poeta nella sua immersione nel reale non vende la sua immagine ma le sue parole, diffuse nel mondo con la stessa rapidità con cui circola di mano in mano l’Euro oggi e la Lira ieri.

Un omaggio quindi all’antico, alla vecchia moneta e ai volti che porta con sé, perché l’oggetto non muore e resta, così, stampato nella sua unicità, assieme alle poesie di Alessandro Fo.

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Si diffonda allora il verso dell’uomo, e resti nel ricordo insieme ai ritratti della carta-moneta, perché la parola si fa così oggetto più concreto che mai, venale, terreno con l’ostinazione che era propria del poeta d’avanguardia, futurista, perché no, che insiste su un solo punto: l’estrema sensibilità nascosta in chi riconosce che tutto il mondo è reale.

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Costanza Lindi

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Alessandro Fo, Piccole poesie per banconote, edizioni Polistampa 2001.

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