FRA PARENTESI- Costanza Lindi: Vladimir Majakovskij. Il costante chiasso dei versi

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Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Vuol dire che qualcuno vuole che esse siano?
Vuol dire che qualcuno chiama perle questi piccoli sputi?
E tutto trafelato,
fra le burrasche di polvere meridiana,
si precipita verso Dio,
teme d’essere in ritardo,
piange,
gli bacia la mano nodosa,
supplica
che ci sia assolutamente una stella,
giura
che non può sopportare questa tortura senza stelle!
E poi
cammina inquieto,
fingendosi calmo.
Dice ad un altro:
“Ora va meglio, è vero?
Non hai più paura?
Si?!”.
Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Vuol dire che è indispensabile
che ogni sera
al di sopra dei tetti
risplenda almeno una stella?

.

Alla rivoluzione proletaria, alla satira invettiva, al lettore, al poeta e al chiaro di luna. I versi del poeta futurista Majakovskij inneggiano grida di ovazione al mondo e a chi lo abita. Uno dei maggiori poeti futuristi del Novecento russo, nato nel 1893 a Bagdadi, in Georgia, si impegna sin da giovane nei movimenti rivoluzionari.
Parliamo oggi di una poesia aggressiva, satirica più che cinica, un Pasolini russo che, da futurista, celebra realtà dolorose a pieni polmoni, come a voler gridare che questo non è ciò che realmente vediamo. Esalta la rivoluzione proletaria, realtà a lui molto vicina, e porta il lettore a credere in lui con grande foga, il poeta vive prigioniero in una natura libertina e violenta, generata dal suo tempo, e condanna la sua indole nel costante chiasso dei suoi versi.

.

All’amato me stesso

Quattro. Pesanti come un colpo.
“A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio”.
Ma uno come me dove potrà ficcarsi?
Dove mi si è apprestata una tana?

S’io fossi piccolo come il grande oceano,
mi leverei sulla punta dei piedi delle onde con l’alta marea,
accarezzando la luna.

Dove trovare un’amata uguale a me?
Angusto sarebbe il cielo per contenerla!

O s’io fossi povero come un miliardario.. Che cos’è il denaro per l’anima?
Un ladro insaziabile s’annida in essa:
all’orda sfrenata di tutti i miei desideri
non basta l’oro di tutte le Californie!

S’io fossi balbuziente come Dante o Petrarca…
Accendere l’anima per una sola, ordinarle coi versi…
Struggersi in cenere.
E le parole e il mio amore sarebbero un arco di trionfo:
pomposamente senza lasciar traccia vi passerebbero sotto
le amanti di tutti i secoli.

O s’io fossi silenzioso, umil tuono… Gemerei stringendo
con un brivido l’intrepido eremo della terra…
Seguiterò a squarciagola con la mia voce immensa.

Le comete torceranno le braccia fiammeggianti,
gettandosi a capofitto dalla malinconia.

Coi raggi degli occhi rosicchierei le notti
s’io fossi appannato come il sole…

Che bisogno ho io d’abbeverare col mio splendore
il grembo dimagrato della terra?

Passerò trascinando il mio enorme amore
in quale notte delirante e malaticcia?

Da quali Golia fui concepito
così grande,
e così inutile?

.

una luvia de estrellas

una pioggia di stelle-una luvia de estrellas

.

L’esperienza della guerra lo rende ancora più irascibile. Nel 1912 ha i suoi primi contatti con i futuristi e inizia il suo apprendistato letterario seguendo voci d’avanguardia alla ricerca di una vera rivoluzione.

Voi che passate da un’orgia all’altra,
che avete il bagno e il gabinetto caldo!
Non provate vergogna a leggere sui giornali
le proposte per la croce di San Giorgio?!

Sapete voi, incapaci, numerosi,
voi che pensate al mondo di rimpinzarvi meglio, —
che forse or ora una bomba ha dilaniato
le gambe al tenente Petròv?…

Se egli, condotto al macello,
vedesse a un tratto, crivellato di ferite,
come canticchiate lascivi Severjànin
con il labbro unto di cotoletta!

A voi dunque, amatori di donne e di pietanze,
dare la vita per farvi piacere?!
Piuttosto nel bar servirò alle puttane
succo d’ananasso!

.

La sua voce risuona con grande eco dall’alto di un eremo ormai troppo noto, ma che omaggia con grida e brividi di esistenza insoddisfatta. Eterna la lotta contro il reale che non risponde alle sue domande, e allora si rivolge al lettore con cinismo, portandolo a vivere i suoi dubbi senza timore. Non c’è paura, non c’è assenza di tono né ombra, se non quella che nemmeno lui conosce. Amante della condizione umana si immerge nella disperazione della storia senza temporeggiare.
Poeta dal carattere forte, quindi, focoso nei modi e entusiasta nei versi, amava la cultura e la letteratura, abbracciava e divorava carte e voci del suo tempo.
Figlio del suo tempo si batteva per la libertà dell’individuo e l’esigenza di autonomia di ogni essere umano. La nostalgia di questa libertà osteggiata anima i suoi versi e la malinconia dell’uomo che non la vive lo inquieta.

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una luvia de estrellas

StelleCadenti

.

Forse
chissà,
………..un giorno
…………………….da un vialetto dello zoo
anche lei –
che pure amava gli animali
……………………………………verrà al parco,
sorridente,
…………….proprio come
……………nella foto sul tavolo.
Così bella –
Lei, sicuro, la risusciteranno.
Il vostro
Trentesimo secolo
……………Supererà gli stormi
Di inezie che ti stracciano il cuore.
Con la stellarità di infinite notti
……………………….Oggi suppliamo
A quel ricordo che non abbiamo finito d’amare.
Risuscitami
…………..Che
…………..Io
………………………………..Poeta
T’ho aspettato,
evitando le iniezie quotidiane!
Risuscitami
Voglio viver tutta la mia vita!
Perchè l’amore non sia più servo
.
Di matrimonio,
……………lussuria,
………………………..pane.
Maledicendo i letti,
………….levandosi dai giacigli,
l’amore vada per tutto l’universo.
Perché il giorno,
……………che ti invecchia nel dolore,
non mendichi, pregando.
Perché
Al primo grido:
…………….– Compagno! –
Tutta la terra si rigiri.
Per non vivere
Vittima della propria casetta.
Perché
In famiglia
……………D’ora in avanti
…………………………………..Possa essere
Il padre
Almeno l’universo,
e almeno la terra, la madre”

.

una luvia de estrellas

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