HELMUT NEWTON AI TRE OCI DI VENEZIA. Perfetto elogio dell’imperfetto- di Adriana Ferrarini

helmut newton-for vogue-Paris 1971

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Guardando le foto di Helmut Newton alla fondazione TRE OCI di Venezia non si può non provare il piacere del riconoscimento. Molti degli scatti esposti sono infatti così noti da far parte del nostro immaginario. Si tratta per lo più di nudi femminili, corpi patinati di modelle fotografate all’interno di saloni aristocratici o di hotel di lusso o lungo il bordo di piscine hollywoodiane, oppure all’interno di studi asettici, come nel caso dei Big Nudes che, assieme a White Women e Sleepless Nights, è una delle tre sezioni della mostra.

Sono fotografie di moda, anche se di vestiti se ne vedono ben pochi: d’altronde obiettivo di ogni fotografo di moda non è immortalare capi di abbigliamento, bensì catturare lo spirito del tempo, ispirare sogni, quindi desideri. E in queste foto l’edonismo degli anni ’80, è colto con suprema pienezza.

Dei Big Nudes fa parte il ritratto di un’attrice italiana, Marilù Tolo, bellissima e insolente nelle decolleté dorate, nei pugni serrati con forza all’altezza del pube sotto ai quali spunta la peluria: piccolo segno che sembra introdurre un imprevisto elemento di vulnerabilità.

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helmut newton- big nude

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Esplicito e costante in tutte gli scatti è il riferimento ad un Eros sofisticato e sottilmente perverso, spesso basato sul filo dell’ambiguità. Uno squisito gioco di inganni è ad esempio la pubblicità della Burberry’s in cui il classico trench, anziché dalla modella, è indossato senza alcuna attenzione dal fotografo stesso che vediamo  riflesso nello specchio mentre fotografa la modella che invece è nuda. Di lato allo specchio la moglie del fotografo, vecchia, occhialuta, mal vestita, guarda la splendida donna in posa. In primo piano, ma sulla sinistra, il mirabile fondoschiena della donna allo specchio, così perfetto nelle sue forme e nel gioco di chiaroscuri, da poter essere scambiato per una scultura neoclassica.

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helmut newton- autoritratto con la moglie e le modelle- paris 1981

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“Here They Come!”(Arrivano!), è invece una grande foto in due parti. In una quattro modelle avanzano serie, quasi minacciose, verso l’obiettivo. Hanno le braccia incrociate o le mani sui fianchi. Indossano abiti invernali, da donna rampante degli anni  ‘80, completi pantalone, giacche maschili, mantelli di foggia vagamente militare.

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Nell’altra tutto è uguale, ma i vestiti sono totalmente scomparsi. Come nel gioco delle bambole di carta da vestire: restano i corpi nudi  delle modelle, immortalati nello stesso atteggiamento sicuro, determinato, provocatorio. I corpi sono perfetti, perfettamente depilati e abbronzati, i visi truccati, i capelli acconciati in morbide pieghe o in tagli alla maschietta, i piedi calzati in scarpe dal tacco alto, tanto che questi corpi nudi possono essere indossati alla pari di un vestito. Con la stessa indifferenza o sicurezza. Corpi alla moda. Così alla moda che stranamente manca alla foto quella carica di erotismo che ti aspetteresti. E tuttavia, tuttavia…

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helmut newton- ecco vengono dalla serie big nudes-paris 1981

 

helmut-newton-sie-kommen-(naked)-paris

BIG NUDES

 

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Anche in questo campionario di bellezze patinate c’è un elemento di disturbo. Ed è la modella di destra, quella in completo maschile. Lei che, vestita, ha il viso più duro, senza abiti, è l’unica a sorprendere, forse per le spalle che si chiudono in un gesto sensuale, forse per il corpo leggermente più morbido, per i seni più abbondanti, l’areola del seno larga. Un corpo maturo che mostra qualche piccolo segno di cedimento.

E’ un caso? E’ voluto?

Indubbiamente Helmut Newton gioca con le ambiguità quanto con le impercettibili imperfezioni: le sue donne  sono androgine, nei suoi scatti i busti ortopedici diventano strumenti di piacere, i saloni di bellezza camere di tortura, gli attrezzi sportivi degli oggetti sadomaso, delle donne bellissime si rivelano al secondo sguardo semplici manichini. Tutte le cose insomma si caricano del segno opposto.

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helmut newton-sleepless nights

newton- Sleepless Nights

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Se quello che mette in scena è un mondo perfetto, nell’esibirne le raffinate perversioni,  Newton ne mette a nudo la fragilità, la fame insaziabile, la mortalità. Vengono in mente i romanzi di Bret Easton Ellis e McInerney, con le loro scene di sesso, violenza, edonismo in uno stile tanto più graffiante, quanto più è privo di emozione.
Un mondo che sotto l’aspetto lustro e lussuoso non nasconde, anzi ostenta la sua volgarità, perché,  per dirla con Newton stesso, “la volgarità è vita, piacere, desiderio, reazioni estreme!”.

Possiamo dubitarne e preferire il buon gusto, la discrezione. Ma resta che Newton è un grande artista.

Adriana Ferrarini

 

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altri scatti dalla mostra – fondazione tre oci a venezia

Helmut Newton - Tre Oci - Venezia (7)

newton in venice

helmut newton

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http://www.treoci.org/

http://www.treoci.org/index.php/2013-02-05-10-08-35/in-programmazione/item/187-helmut-newton-venezia

http://www.novacolor.it/ita/comunicazione/eventi/i-colori-di-novacolor-alla-mostra-di-helmut-newton

http://arte.sky.it/2016/04/mostra-helmut-newton-fotografia-casa-dei-tre-oci-venezia/#2

http://bellunopress.altervista.org/duecento-scatti-helmut-newton-mostra-venezia-al-7-agosto-2016/

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