Ciao, Lucia

La dimora del tempo sospeso

Lucia TosiIn memoria di Lucia Tosi

Con dolore e sgomento apprendiamo da Natalia Castaldi della scomparsa di Lucia Tosi, una carissima amica di questa dimora e di tutte le persone che nel tempo l’hanno animata e frequentata. Commossi la ricordiamo con questi versi, tra gli ultimi che ha pubblicato sul suo blog.

di che parla la poesia?

di che parla la poesia?
della morte.
solo della morte?
della morte, sicuro.
ma non è vero: c’è di tutto nella poesia.
c’è di tutto, sì: ma lei è sempre lì.
ci sono alberi e vento e acque…
…ma lei è sempre e ovunque: in quegli alberi
in quel vento e nelle acque.
non posso pensare che i poeti mi parlino solo della morte.
se i poeti sono poeti ti parleranno sempre e soltanto della morte
che la nominino o la tacciano, la morte di tutti,
la loro stessa morte
è sempre…

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5 pensieri su “Ciao, Lucia

  1. è da quando l’ho saputo, ieri sera tardi, che continuo a pensarci, a domandarmi se si può, così all’improvviso, e io lo so, per esperienza che sì, si può, accade. Eppure ogni volta è così fortemente pervasivo questo restare folgorati e questo crescere della tristezza, per non avere detto o scritto, per un attimo di compagnia, per non essersene accorti…Poi tutto è sempre tardi e serve più a sé che ad altri.
    Ricordo Lucia per la sua esattezza, per la sua forza d’animo e per la sua schiettezza anche a costo di tirarsi dietro inimicizia, quando oggi tutto è una falsa tolleranza il suo era un dialogo aperto e così la ricordo.
    La sua perdita è stata un fulmine a ciel sereno, proprio come ha scritto lei:

    Sono entrata in una vasca di nebbia
    un lattice tagliato da lame di sole
    un telo d’azzurro militare sopra
    a farmi pensare a niente di buono.
    Ho vagato paziente, riprendendomi il tempo
    di andare: le gambe inchiodate, stordita
    la testa, ripetendomi Arsenio. E il diluvio
    era già pronto ad esaudire i pensieri:
    turbine esatto, luce sbigottita, cartacce
    e tendaggi travolti dal bianco, odore di zolfo
    di ozono di ferro arrugginito, tregenda di fili
    e camicie. Lì l’acqua avanzava come un muro
    qui ero all’asciutto, ancora per poco.
    Ridendo pensavo che la morte,
    goccia più goccia meno, sarà
    come il temporale d’estate
    improvviso, invalicabile.
    Senza riparo, senza rimedio.
    Bagnarsene, fino in fondo.

    Ciao Lucia.
    f.

  2. Non conoscevo Lucia Tosi, non ne avevo mai letto le poesie. Questa, che proponete in sua memoria, mi ha subito invitato a cercarne altre. Perché spesso si scoprono grandi persone quando ci lasciano!? Ne ho scelta una che reciterei per lei, per me, per noi.

    povere piante e poveri molto
    alberi da frutto già fioriti.
    penso ai fiori smarriti e intirizziti
    al patto con il sole morto e sepolto.

  3. A Lucia
    sempre troppo tardi! Avrei voluto conoscerti prima. Dirti che grande poetessa abitava dentro di te.
    Ma forse lo sapevi. SIamo solo noi che… insufficienti insufficienti sempre.
    Grazie per questi e per tutti gli altri versi.

    e ancora e ancora. dietro il treno e dietro le mie spalle
    stavi tu laguna, e tu luna invisibile. io a sognarvi entrambe,
    senza vedervi in figura, con i bastioni dei cavalcavia
    in ipnosi alcolica dentro gli occhi, ho pensato: ecco, il solito
    scacco, la vita è qui e quando la vedo pulsare mi ammalo di parole,
    la penso da subito in parole. opera aperta, in fieri, non so.
    era poco fa

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