Silvana Strocchi e il suo Teatro Poesia. Ovvero una donna di teatro sotto le due Torri- Intervista di Loredana Magazzeni

foto di scena- silvana strocchi

anna strocchi

1) Dove e come hai iniziato la tua carriera di attrice?

Quando avevo otto anni, mia madre mi portò a vedere un film su Giovanna d’Arco, (credo fosse quello di Otto Preminger) e, tornata a casa, cominciai a recitare tutte le parti, dicendo che da “grande” avrei fatto l’attrice, per poter interpretare la Giovanna d’Arco.

Da “grande” decisi davvero d’iscrivermi all’Accademia d’Arte Drammatica dell’Antoniano di Bologna, all’epoca un’ottima scuola.

2) Quali sono stati i tuoi maestri/le tue maestre?

I miei maestri sono stati appunto Ghilca Muzzi Matteuzzi, una straordinaria insegnante di dizione e fonetica, e Gian Roberto Cavalli, docente di recitazione e mimo, appena tornato dalla Francia, da dove ci portò la scuola di Jean Louis Barrault. Uscita dall’Accademia, fondamentale per me fu l’incontro con Luigi Gozzi e poi con Gabriele Marchesini, col quale fondammo il “Teatro Perché “, mettendo in scena gli spettacoli “Hieronymus Bosch”, ” Donna Rosita nubile” di Garcia Lorca, “Una casa di donne “, di Dacia Maraini (rappresentato per molti anni sul territorio nazionale) e  “La donna col Renard” di Violette Leduc, spettacolo osannato dalla critica (Cordelli, Garrone, Quadri, ecc), e che mi ha dato una certa notorietà come attrice sperimentale, negli anni ’70 e ’80.

3) Com’è stato il tuo rapporto con la città di Bologna?

L’incontro con Loriano Machiavelli e Guido Ferrarini, del Teatro Aperto, è per me l’occasione per una nuova collaborazione. In
 quegli anni interpreto “Cinema Urrah, vita di Lupe Vélez”, presentato da Alberto Abruzzese e poi, nel 1985, “Claudine” di Gian Marco Montesano da Robert Musil, presentato da Massimo Cacciari. In quegli anni s’intensifica il mio rapporto con Bologna, che si consolida con la  fondazione del Teatro Poesia (1983), con cui mi dedico ad un lavoro di ricerca sulla messinscena della scrittura poetica e all’allestimento di “Saffo, la luna allo specchio” di Grytzko Mascioni (La Versiliana, Teatro Testoni, 1985). Poi, negli anni ‘90, finalmente interpretai la “Giovanna D’Arco” di Maria Luisa Spaziani, realizzando cosi il mio sogno d’infanzia.

4) E il rapporto con i poeti di Bologna (Gregorio Scalise, per esempio…)?

Era inevitabile l’incontro con Gregorio Scalise, che ha dato vita ad una collaborazione durata circa vent’anni. Recital, performances, testi teatrali appositamente scritti per il Teatro Poesia, come “Dolores”, un monologo tratto da Stephen King, rappresentato all’Arena del Sole nel 1997, o Tre Sorelle, da Cechov, rappresentato al Teatro Dehon nel 2011. Nel 1995 ho poi dato vita  alla rassegna
“L’Aria agitata dal Volo”, che si è svolta nel complesso di Santo Stefano, i luoghi delle Sette Chiese, sino al 2012, e che ha consolidato il mio rapporto con la città e con l’istituzione.

foto di scena- silvana strocchi

silvana strocchi 1

5) Che differenze noti fra fare teatro e cinema? Come ti sei avvicinata al cinema (ho visto il film che hai diretto nel 2007 “Il germe del melograno” sul cenacolo artistico e intellettuale che si raccolse a Faenza alla fine dell’Ottocento intorno al pittore Domenico Baccarini)?

Ho sempre amato molto il cinema, anzi, sono un’appassionata cinefila, e ho frequentato festival nazionali e internazionali.

Nel 1988 ci fu l’incontro con Fellini e la mia partecipazione al suo ultimo film, nel 1990. Per me “La voce della luna” è stato l’inizio di un lavoro come attrice nel cinema e nella Televisione, proseguito anche con il regista Pupi Avati.

La decisione di scrivere una sceneggiatura e di dirigere “Il germe del melograno” è sorta improvvisamente, da un folgorante incontro con l’opera artistica di Domenico Baccarini, faentino come me, e che mi ha dato la possibilità, attraverso di lui, di narrare delle mie origini e delle forti donne romagnole.

6) È stato più difficile, per una donna, fare teatro?

Sono certa che, se fossi stata un uomo, avrei avuto molti più riconoscimenti, soprattutto per il film, che pure è andato abbastanza bene. Ho chiesto a Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, di proiettarlo in estate in piazza Maggiore, ma me l’ha sempre negato. Eppure hanno presentato diversi corti e documentari di registi bolognesi.
Questa città non mi ha ridato tutto quello che ho donato.

7) Come vedi la situazione attuale del teatro a Bologna, e in generale in Italia?

Considero la situazione molto critica, soprattutto per la diminuzione del pubblico e anche forse per la scarsità delle idee e di una vera innovazione. Non  approvo la programmazione della nuova gestione dell’Arena del Sole, troppo frammentata in nome di una sperimentazione generica e di moda. Apprezzo invece il lavoro del Teatro Dehon, che, pur dovendo concedere spazio anche al “commerciale”, rischia in proprio aprendo anche a giovani sconosciuti.

8) Hai proposte per il futuro?

Da qualche anno collaboro con Renato Barilli, il quale ha scritto per me il suo primo testo teatrale, “Una gara all’altro mondo, dialogo fra Emma Bovary e Anna Karenina” e forse ne scriverà un altro, tratto da “Le onde” di Virginia Wolf.
Ho anche in cantiere un progetto per un film, ispirato ad un racconto di Colette, “La Chatte”, ed è già pronta la sceneggiatura.

Vorrei girarlo la prossima estate ma, al momento, non ho fondi di nessun tipo.

 Loredana Magazzeni

silvana strocchi

silvana strocchi

 “A otto anni mia madre mi portò a vedere una Giovanna d’Arco al cinema. Tornata a casa mi misi a recitare tutte le parti.” Così racconta di sè Silvana Strocchi, il cui curriculum è un lunghissima architettura di incontri sul palcoscenico del teatro e nei set cinematografici, alla radio e in televisione. Ecco di seguito i dati salienti del suo percorso d’artista.

Professione: attrice e regista

Formazione: Accademia Antoniana d’Arte Drammatica

TEATRO

1970 Inizia la carriera di attrice con Maner Lualdi al Teatro S. Erasmo di Milano.

1971 Passa al teatro di sperimentazione. Lavora con Alessandro Cane del gruppo Artaud nel

Coram populo di Strindberg e con Luigi Gozzi del Teatro Nuova Edizione.

1974 Insieme a Gabriele Marchesini è socia fondatrice del Teatro Perché, col quale interpreta

ruoli di protagonista in:

1974-1975

Hieronymus Bosh di G.Marchesini, presentato allo Zimmer Theather di Tubingen

(Germania).

1976

Donna Rosita nubile di Garcia Lorca, per la regia di G.Marchesini, presentato allo Spazio

Uno di Roma da Rafael Alberti.

1977

Ouverture su farsa anonima, contaminata e francese di G.Marchesini, presentato allo

Spazio Uno di Roma.

1978

Una casa di donne monologo di Dacia Maraini, regia di G.Marchesini, presentato al

Teatro in Trastevere di Roma e sull’intero territorio nazionale.

1979

La donna col Renard tratto dall’omonimo racconto di Violette Leduc, regia di

G.Marchesini, Roma Teatro in Trastevere, Milano Teatro Officina. Coproduzione con

Ater-Ert.

1981 Lavora col Teatro Aperto e interpreta ruoli di protagonista in:

1981

Cinema Hurrah! Storia sgangherata di Lupe Velez, di Loriano Macchiavelli, regia di

Guido Ferrarini. Produzione Teatro Aperto. Presentato al Teatro Flaviano di Roma da

Alberto Abruzzese.

1985

Claudine, di Gianmarco Montesano, tratto dal racconto di Robert Musil Il compimento

dell’amore, regia di G. Ferrarini. Convegno Il giovane Musil con Massimo Cacciari,

Alberto Destro, Rodolfo di Gianmarco.

1983 Da vita all’associazione Teatro Poesia, che dirige, producendo spettacoli di cui è

interprete e a volte regista:

1983

Saffo, la luna allo specchio di Grytzko Mascioni, regia di Melo Freni. Presentato al

Festival La Versiliana di Marina di Pietrasanta.

1983

Le dee hanno sete d’amore, recital, regia di Silvana Strocchi. Presentato a Taormina Arte.

1985

Clitennestra il passato ha sconfinato, di Maria Pia Testoni, regia di Angela Marchionni.

Bologna, Teatro Testoni.

1988

Se non vergine almeno casta, di Carlo Monaco, regia di Adriano Dallea.

Festival Medioevale di Brisighella.

1989

Olimpia Teresa Carlotta, La Rivoluzione condanna tre cittadine, di Maricla

Boggio, regia di Adriano Dallea. Teatro Comunale di Bagni di Lucca.

1991

Giovanna d’Arco di Maria Luisa Spaziani, regia di A. Dallea. Novafeltria, Teatro Sociale;

Bologna, Teatro Dehon.

1994

Il marinaio, di Fernando Pessoa, regia di Tino Dongiovanni e Silvana Strocchi. Bologna,

S.Giorgio in Poggiale – Convegno Interrogando Pessoa con Gianmario Anselmi, Claudio

Meldolesi, Gianni Scalia, Luciana Stegagno Picchio

1997

Dolores, di Gregorio Scalise da Dolores Claiborne di Stephen King, regia di Giorgio

Giusti. Bologna, Arena del Sole – Convegno L’occhio sul male con Franco La Polla,

Carlo Lucarelli, Bia Saracini, Ialea Di Stefano.

2003- 2004

“Teatro da Camera”: mette in scena ed interpreta il ruolo della Signora x nell’atto unico di

August Strindberg La più forte; presentato negli ateliers d’artista e nei salotti letterari di

Bologna.

Dall’anno della fondazione del Teatro Poesia, conduce un lavoro di ricerca sulla

scrittura poetica, realizzando numerosi recital.

1995 Dal 1995 è ideatrice – insieme a Sabrina Guazzotti – e regista della rassegna “L’aria

agitata dal volo”, che si svolge con cadenza annuale nel mese di settembre nei luoghi

della Basilica di S. Stefano a Bologna.

1995

In Mistiche medioevali – di Licia Giaquinto, Paola Ruggeri, Maria Luisa Spaziani –

interpreta i ruoli di Maria Maddalena e Giovanna d’Arco.

1996

In Mistiche moderne – di Gregorio Scalise – interpreta il ruolo di Edith Stein.

1997

La Poesia della Passione, recital a cura di Gregorio Scalise

1998

In L’Annuncio a Maria – di Paul Claudel – interpreta il ruolo di Marta.

1999

In Vidi una luce – mistero della beata Ildegarda, di Grytzko Mascioni – interpreta il ruolo

di Ildegarda di Bingen.

2001

In Tutte a cena da Cassandra – di Grytzko Mascioni – interpreta il ruolo di Ecuba.

2002

In Voci per una pietra Jerusalem – a cura di Gregorio Scalise – interpreta più ruoli.

Organizza l’incontro con Franco Cardini Gerusalemme cuore del mondo.

2003

Riprende Giovanna d’Arco di Maria Luisa Spaziali.

2000 Interpreta il ruolo della baronessa di Simiane in Madame De Sade, di Yukio Mishima,

una produzione dei Teatri di Vita per la regia di Andrea Adriatico.

2007 In Il lungo pranzo di Natale di Thornton Wilder (revisione e intervento drammaturgico di

Gregorio Scalise), interpreta i ruoli di Lucia e di Ermengarde.

2010 In Le tre sorelle (riscrittura e adattamento di Gregorio Scalise da Tre sorelle di Anton

Cechov) interpreta il ruolo di Olga.

2011 Interpreta il ruolo di Anita Garibaldi in Anita garibaldi. L’ultimo sogno di Anita Ribeiro

sposata Garibaldi di Maricla Boggio; Bologna, Teatro delle Moline – Arena del Sole.

CINEMA

1989 In La voce della luna – di Federico Fellini – interpreta il ruolo di Gertrude, la moglie

dell’oboista (l’attore belga Sim).

1994 In Dichiarazione d’amore – di Pupi Avati – interpreta il ruolo della sorella del

commissario (l’attore Carlo Delle Piane).

1997 In Il testimone dello sposo – di Pupi Avati – interpreta la signora che balla con Diego

Abatantuono.

1997 E’ interprete protagonista nel cortometraggio Il nodo, di Tiziana Bancheri.

2000 in Nel furore dei nostri sguardi – di Loredana Alberti – interpreta il ruolo di Maria.

2006

2007

“IL GERME DEL MELOGRANO”

Il Cenacolo Baccarini

SCENEGGIATURA E REGIA DI SILVANA STROCCHI E INTERPRETE DEL

RUOLO DI MADDALENA BASSI, MADRE DEL PROTAGONISTA.

TELEVISIONE

1988 Nel telefilm L’archivista – di Loriano Macchiavelli – per la regia di Guido Ferrarini,

prodotto da RAI UNO, interpreta il ruolo della moglie del protagonista (l’attore Flavio

Bucci).

2002 Nel serial La squadra, prodotto da RAI TRE, interpreta il ruolo di Teresa.

2003 Nello sceneggiato Renzo e Lucia di Francesca Archibugi, interpreta la monaca portinaia.

Ha partecipato a numerose trasmissioni RAI e MEDIASET, in programmi di

intrattenimento.

RADIO

1983 Nella trasmissione Una donna, una storia, testi di Loredana Alberti, regia di Lidia

Serenari, prodotta da RAI RADIO TRE (10 puntate); interpreta i ruoli principali.

1988 Partecipa alla rubrica Letto e commentato, prodotto da RAI RADIO DUE.

1990 Nello sceneggiato radiofonico Le nozze di Cadmo e Armonia, da Roberto Calasso, regia

di Gabriele Marchesini, prodotto da RAI RADIO UNO (13 puntate); interpreta Liù (la

protagonista).

1993 Nella rubrica Romagna in poesia, prodotto da RAI RADIO DUE, cura e conduce una

serie di puntate.

1994 Partecipa allo sceneggiato radiofonico Dancing Esperia, prodotto da RAI RADIO UNO

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Un pensiero su “Silvana Strocchi e il suo Teatro Poesia. Ovvero una donna di teatro sotto le due Torri- Intervista di Loredana Magazzeni

  1. interessante intervista e belle le foto: fanno venire voglia di vedere l’artista in scena!

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