TEMPIQUIETI- Vittoria Ravagli: Landais e speranze. Vittoria Ravagli e Cinzia Castelluccio del Gruppo Gimbutas incontrano i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori

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SPIRALE

Come la muta del serpente
Io ora mi apro a nuove stagioni

Antonella Barina

 

L’8 marzo ritorna con i suoi simboli, i suoi racconti di orrore e noi a rincorrere le storie, a cercare di capire. A chiederci come possano avvenire le cose che succedano, come le tante parole sembrino spesso non avere alcun senso nella vita reale.

Mio figlio avrebbe vent’anni
Ha fecondato alghe, coralli e ippocampi

Giovanna Zunica

Così, per essere concrete, positive, cerchiamo  sempre più di dare voce alle persone giovani, donne e uomini, a trasmettere loro  forza,  voglia di cambiamento. Il futuro passa attraverso le loro voci, i loro comportamenti, che dipendono tanto da quanto abbiamo saputo, voluto, potuto fare noi, gli adulti, nei loro confronti, sin da quando erano piccole/i.

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Vi raccontiamo i nostri incontri di novembre con ragazzi e ragazze delle scuole superiori. A loro abbiamo portato i landais e molto altro. Bella la loro risposta, che ci ha dato speranza.  –Vittoria Ravagli

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Cinzia Castelluccio  –  I  LANDAIS ALL’ITIS BELLUZZI-FIORAVANTI DI BOLOGNA 

Il suono dei landais è di nuovo nell’aria. Scorre con la sua semplicità e la sua forza e colpisce ancora, risvegliando le coscienze dall’abitudine alla violenza, dall’ “è-così-e-non-si-può-fare-nulla”.

Invece si può fare, partendo da ciascuno di noi, da ogni donna e da ogni uomo.

L’intuizione di Marco Ribani e l’energia di Vittoria Ravagli hanno generato un movimento, che si insinua e si diffonde in modo sottile e, con la sua forza, scalfisce gli animi, costringendoli a reagire di fronte alla violenza nei confronti delle donne.

E questa ribellione è la strada giusta da seguire, per contrastare atti violenti, oltraggiosi e umilianti, come l’assalto alle donne la notte dell’ultimo dell’anno a Colonia, da parte di uomini indegni di tale nome. E’ la strada giusta per demolire il senso di possesso e controllo del corpo e della vita delle donne da parte dei propri compagni, che sfocia ineluttabilmente in maltrattamenti psicologici, violenza fisica e, spesso, nel femminicidio.

Gli autori di questi landais sono gli studenti di due classi quinte dell’ITIS Belluzzi Fioravanti di Bologna, la 5A elettronica e la 5B informatica, che nell’ambito del Progetto di educazione alla legalità dell’Istituto, su proposta delle docenti che curano il progetto, Maria Letizia Cotti e Martina Lombardi Vallauri, hanno scelto di trattare il tema della violenza contro le donne.

Il progetto, articolato su due giornate e svolto in collaborazione con il Gruppo Marija Gimbutas  e con la Casa della donne per non subire violenza di Bologna, ha portato i ragazzi ad approfondire questo tema con riflessioni su aspetti legislativi, culturali, di costume, sugli stereotipi di genere, sul ruolo dei centri antiviolenza.

Inoltre, durante gli incontri è stato approfondito il ruolo che possono avere gli uomini nel contrastare la violenza sulle donne: sono state analizzate le attività di gruppi e associazioni di uomini, come la community NoiNo.org e l’associazione Maschile Plurale, impegnati da anni a evidenziare e a impedire comportamenti violenti e lesivi nei confronti delle donne.

I landais, anche in questa occasione, hanno rappresentato il mezzo espressivo ideale per riversare pensieri, riflessioni, emozioni dei quarantatré ragazzi e dell’unica ragazza, che hanno partecipato attivamente al progetto con la loro sensibilità, i loro dubbi, la loro visione della vita e delle relazioni, le loro esperienze quotidiane, il loro desiderio di comprendere e approfondire situazioni e sensazioni spesso difficili da decodificare.

I landais nascono come versi di ribellione delle donne, eppure in questo caso le risposte sono state principalmente maschili: sono versi in cui leggiamo rispetto per le donne e disprezzo nei confronti degli uomini violenti. Alcuni partono dalle sensazioni che può provare una donna che subisce violenza, altri dal comportamento che devono avere gli uomini. Infine, ve ne sono alcuni che parlano di violenza nel mondo, della paura generata da questa “disumanizzazione” diffusa; e non è un caso, visto che gli incontri si sono svolti subito dopo gli ultimi attentati di Parigi.

I ragazzi hanno rispettato lo spirito dei landais e hanno consegnato in forma anonima i loro pensieri.

Partendo dai loro scritti, si è poi sviluppato un confronto maturo e aperto con Silvia Carboni, psicologa e psicoterapeuta della Casa delle donne di Bologna, che ha seguito i ragazzi nell’analisi di casi concreti e quotidiani, fornendo loro chiavi di lettura e punti di vista alternativi su situazioni, comportamenti, relazioni.

L’incontro con i ragazzi dell’ITIS Belluzzi-Fioravanti è stato un momento di crescita per tutte noi, un’emozione forte, condivisa, sinergica: abbiamo acquisito consapevolezza e percepito in modo tangibile che il coinvolgimento delle nuove generazioni di donne e di uomini rappresenta il fulcro per ribaltare ordini precostituiti, costruiti sulla negazione di diritti umani, quali la libertà e la dignità delle donne.

Ecco i loro landais.

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DALLA PARTE DELLE DONNE

 

La paura è presente solo nel mio pensiero,

perché nei miei occhi c’è la voglia di riscatto

 .

Mi hai rovinato il viso:

questi solchi non rappresentano una vita vissuta, ma una vita rubata

 .

Con quel sorriso beffardo mi trafiggi.

Sdraiata a terra un pensiero mi tocca: reagisci!

 .

Le lacrime, che scendono infrante,

rimbombano nella sorda tempesta.

 .

Crescendo ha imparato

ad amare, amando ad odiare.

 .

Io stupida che lo seguo:

ma ora basta!!

Oggi le parole non hanno più peso.

Sono piume che si staccano e fluttuano senza logica

 .

Le ferite bruciano di più,

se a ferirci è la persona che si ama

 .

Lo amo nei difetti e nei pregi.

Anche lui. Forse…

 .

I capelli fanno parte

della nostra personalità.

 .

Mi hai tagliato i capelli.

Geloso del mio amore, hai rubato la mia libertà.

 .

Il sangue mi cola dalla fronte.

Lasciami stare, o mio Caronte

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IL RUOLO DEGLI UOMINI

 

La donna è come un fiore:

non è fatta per essere calpestata

 .

La persona davanti a te è come uno specchio;

se le fai del male, fai del male anche a te stesso.

 .

Quelle mani così grandi;

non usarle per far del male, ma usale per proteggere.

 .

Puntiamo ad essere

liberi, non schiavi della corrente.

 .

La vita è libertà.

Sono le tue scelte a incatenarti

 .

La forza non si dimostra con la violenza.

La vera forza è avere il coraggio di ribellarsi all’oppressore.

 .

Quando picchi una donna

perdi tutto, soprattutto la tua umanità.

La mani sono foglie d’oro;

il pugno è una foglia arrugginita.

 .

Tu che maltratti la donna

ti privi della tua stessa felicità.

 .

Lui si definisce uomo,

ma dell’uomo ha solo il nome.

 .

L’alcol uccide il fegato, le sigarette uccidono i polmoni.

Ma un falso amore uccide più di alcol e sigarette messi insieme.

 .

Siamo stati educati ad amare,

non a picchiare e violentare.

 .

Se ti senti uomo a picchiare la tua donna,

guardati allo specchio e vedrai solo un codardo.

 .

Ogni uomo è capace di cogliere un fiore;

ogni uomo è capace di soddisfarlo e curarlo.

Ma non tutti gli uomini sono capaci di amarlo. E tu, ne sei capace?

 .

Perché privare del sorriso una donna,

sapendo che è la sua vera bellezza?

 .

Uno schiaffo lascia un segno rosso,

un pugno lascia un segno viola. Un’offesa lascia un segno nel cuore

 

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LA VIOLENZA NEL MONDO

 

Al mondo d’oggi la vittoria

sta nel far scaturire la paura.

 .

La violenza è ignoranza.

Che cosa triste vivere in un mondo di ignoranti

 .

Morti, feriti, ostaggi, sparatorie, esplosioni.

Gli occhi e la mente incollati ad eterne tensioni.

 

Vittoria Ravagli  – I LANDAIS AL LICEO FANTINI DI VERGATO

Per ricordare la giornata contro la violenza sulle donne siamo state anche in un liceo di Vergato, un paese oltre Sasso Marconi, nella collina. Abbiamo portato i landais.

Erano ad aspettarci nell’anfiteatro della scuola diverse classi, giovani le insegnanti che si confondevano tra le allieve; ragazze e ragazzi attenti, in attesa. Un ambiente particolarmente sereno, bello, coinvolgente.

 

La nostra introduzione ha toccato i punti più importanti del discorso della violenza sulle donne: quali violenze, quali leggi, quali aiuti possibili, cosa fare per cambiare… Poi siamo passate a fare la storia dei landais, dall’Afganistan all’Italia, a noi. Le ragazze si sono alternate nelle letture dei landais, rendendo tutto più vero e sentito, partecipato.

Alcune ragazze hanno poi fatto il loro “spettacolo” sottoponendo ad interviste compagni, mostrando video sul tema della violenza, foto di scene create da loro, letture bellissime.

Giovani donne brave, serie, preparate, sostenute, affiancate dalle loro insegnanti.

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Diffondere, ripetere, far conoscere, confrontarsi, senza retorica .

Da un incontro così, come quello di Vergato, Sandra ed io siamo uscite con una sensazione di pienezza, di gioia.

*

Loro sanno già quello che serve sapere e andranno avanti in questa lotta giornaliera che costruisce e non distrugge, che fa piccoli costanti faticosi e lenti passi, collegate ad altre, più giovani, più grandi, vecchie, bambine: la rete delle donne, che coinvolge piano piano uomini attenti e sensibili, a partire dai compagni di scuola che si aprono al confronto.

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IN QUESTI GIORNI LE RAGAZZE DEL LICEO FANTINI SONO CON NOI A SASSO MARCONI E CI PORTANO LE LORO IMMAGINI, LE FOTO, LE LETTURE, IL LORO SGUARDO DI DONNE GIOVANI IN UN INCONTRO PUBBLICO DI CUI VI SCRIVEREMO PER UN 8 MARZO FINALMENTE PIENO DI VITA.

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VOLANTINO

https://cartesensibili.wordpress.com/2015/11/25/tempiquieti-vittoria-ravagli-e-di-nuovo-il-25-novembre-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne/

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