A COLPO D’OCCHIO- Silvio Lacasella: I Vivarini – Conegliano – Palazzo Sarcinelli

Palazzo Sarcinelli- I Vivarini  a Conegliano Veneto (ingresso mostra)


vivarini ingresso mostra
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Quando Antonio Vivarini nel 1440, poco più che ventenne, dipinge le dieci tavole del polittico di Parenzo – tra quelle documentate, l’opera sua più antica – l’impronta gotica è ancora ben presente. Ogni figura, rinserrata nel proprio inviolabile scomparto, fornisce all’osservatore singoli momenti di devozione, all’interno di un preciso programma iconografico. Le immagini accostate, ma non tra loro dialoganti poiché bloccate nella fissità dell’oro che le circonda, contribuiscono a dare all’insieme una predefinita struttura architettonica, così da sottrarre allo sguardo del fedele spiragli naturalistici o elementi distraenti.

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alvise vivarini-  Madonna che adora il Bambino XV sec.

vivarini2

bartolomeo vivarini- Madonna con Bambino e Santi, 1465

vivaviri 1mail


antonio vivarini- Madonna in trono con Gesù Bambino, 1443 ca (dett.)

antonio vivarini madonna in trono con gesù bambino 1443

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Antonio però, con passo prudente e con atteggiamento esplorativo, inserisce tra le pieghe di una veste e tra i lineamenti di un volto, il soffio della vita. Adesso ci sembra poca cosa, a quel tempo andava a determinare un diverso modo di intendere la fede, oltre alla possibilità di trasmettere, attraverso l’arte, non solo ammonimenti, ma emozioni e stati d’animo sino ad allora ritenuti confinanti col peccato. D’improvviso, era consentito intenerirsi riconoscendo un frammento di quotidianità all’interno della composizione: il gesto del Bambino che, stanco di starsene in posa, seduto in grembo alla Madonna, candidamente le tira la veste, cercando la sua attenzione. E’ in quel momento che Gesù si fa uomo, permettendo all’osservatore di avvicinarsi per sentirne il respiro.

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antonio e bartolomeo vivarini- polittico di Arbe (San Bernardino da Siena, San Pietro, San Francesco d’Assisi, San Cristoforo, Sant’Antonio da Padova, Madonna con Gesù bambino, San Girolamo, San Giovanni Battista, Sant’Eufemia, San Ludovico di Tolosa, ), 1458, Arbe (Rab)

antonio e bartolomeo vivarini-polittico

bartolomeo vivarini- St. Martin Triptych

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bartolomeo vivarini-St. Martin Triptych (dett.)

vivarini dett

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Si è aperta a Conegliano, nelle sale di Palazzo Sarcinelli una mostra di non facile lettura, ma molto intelligente, “I Vivarini, lo splendore della pittura tra gotico e rinascimento”, voluta e curata da Giandomenico Romanelli, con Clara Gelao, Franca Lugato e Giovanni Valagussa (aperta sino al 5 giugno 2016 – Catalogo Marsilio). I Vivarini infatti, giunti a Murano a seguito del padre, maestro vetraio, furono tre, anche se verrebbe da dire tre e mezzo. Antonio, il promogenito (1418 circa – 1484 circa), il fratello Bartolomeo (1430 circa – 1491 circa) e Alvise, il figlio del primo (1442 circa – 1503 circa). A questi dovremmo aggiungere Giovanni d’Alemagna (1411 circa – 1450), il quale, oltre a stringere una collaborazione attiva e stilisticamente determinante con Antonio, trasmettendo influssi provenienti dalla cultura nordica, verso la fine degli anni ’30 ne sposò la sorella. Assieme aprirono bottega e ancora assieme firmarono opere di primaria importanza (in mostra Madonna in trono con Bambino, proveniente dal Museo Diocesano di Padova), compreso l’avvio dei lavori all’interno della chiesa degli Eremitani a Padova, dove ai due artisti era stata affidata parte della decorazione della cappella Ovetari: incarico tanto prestigioso quanto, forse, penalizzante, avendo a pochi metri, negli stessi spazi,  il geniale incedere del giovane Mantegna, il quale incanterà non poco Bartolomeo, coinvolto in forma meno diretta nell’impresa, però presente e osservatore quanto mai attento. I lavori si bloccarono con la morte di Giovanni d’Alemagna.

Una mostra non vastissima, ma di particolare importanza, come importante risulta tutto ciò che ancora non è stato ben indagato. Mai prima, infatti, si era pensato di accostare le opere dei tre artisti, così da coglierne somiglianze e diversità. Sessant’anni in tutto, un salto epocale. Dai fondi oro malinconici e delicati di Antonio o dalle successive sue aperture in direzione della vita e del dettaglio, al linearismo scultoreo e spigoloso di Bartolomeo. Forse meno deciso caratterialmente, ma capace di significative imprese, come il polittico di Sant’Agostino – anch’esso presente a Conegliano – per la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, firmato e datato 1473, di elevata intensità espressiva e resa cromatica, con i bianchi della veste chiamati a formare fluidi labirinti geometrici, senza peraltro alterare l’andamento visivo dell’intera composizione.

Un capitolo importante della rassegna è dedicato ad Alvise Vivarini, giunto a maturazione con accanto l’ombra luminosissima di Giovanni Bellini e quella non meno influente di Cima da Conegliano. Alvise, come peraltro Bartolomeo e Antonio, cerca committenze nella terraferma veneziana, ma non è da lui evitare il confronto, poiché quella luce è anche la sua luce. Quel tempo, è il suo tempo. Inquieto, trova però modo di riflettere sull’impianto volumetrico e prospettico presente nella pala di San Cassiano dipinta da Antonello da Messina, durante il suo soggiorno veneziano (1475/6), opera che si rivelerà imprescindibile per il proseguo dell’intera pittura veneta. Sbircia Perugino, nel momento in cui è chiamato a Venezia nel 1495 per dipingere a Palazzo Ducale una serie di composizioni oggi andate perdute. Presenze altissime, di fronte alle quali egli non proverà soggezione. Questi artisti fungeranno semmai da pungolo, stimolando il suo carattere indomito e accentuando il desiderio di sperimentazione, sino a trasformarlo in aritmia stilistica. Forse mosso da coraggio, forse da spregiudicatezza o forse da una forma di ansia espressiva, in alcuni casi Alvise accelera in direzione della modernità, quanto altri non sono in grado di fare; altre volte arretra quanto mai nessun altro farebbe.

Due tavole, una raffigurante la Madonna con il Bambino, dipinta nel 1500 e una verticale di più ampie dimensioni con Cristo risorto del 1497/8 chiudono la mostra, lasciando di Alvise il ricordo migliore. All’interno della prima, assai complessa nell’impianto compositivo, si perde ogni riferimento geometrizzante, in modo da favorire l’espressione del sentimento atmosferico, proveniente dal paesaggio. C’è Antonello, c’è Bellini e molta attenzione verso la pittura fiamminga, qualcosa porta a Lorenzo Lotto, che in quel momento aveva solo vent’anni, qualcosa in più a Marco Basaiti.  

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alvise vivarini- Cristo risorto

Beni Culturali - venezia

 

Il Cristo risorto è un quadro di formidabile bellezza. La figura del Cristo si staglia in un cielo terso e privo di nuvole ed è posta al centro, alta e solenne, elegante nella postura del corpo. Con la mano sinistra stringe l’asta col vessillo della croce, non la usa come punto d’appoggio, si vede benissimo che potrebbe farne a meno. Infatti, i piedi toccano con leggerezza la pietra del sepolcro, non ripresa frontalmente, come di solito avviene, ma da un’angolatura che ne allunga la prospettiva, formando una linea quasi parallela a quella dell’orizzonte. I due soldati sembrano essere stati vestiti per l’occasione, non colti nel sonno o raffigurati con le mani sugli occhi, nell’incapacità di reggere la scena: essi riescono addirittura a puntare lo sguardo in direzione del Cristo risorto. Il delicato svolgimento cromatico e lincedere morbido delle ombre portano, qui più che mai, a Perugino. Un quadro sorprendente, diversissimo dai precedenti, giunto in una fase molto avanzata del percorso. Impossibile che egli per primo non ne abbia colto la bellezza, eppure, subito dopo, è andato da un’altra parte.   

 

Silvio Lacasella

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RIFERIMENTI IN RETE:

http://www.artribune.com/2016/02/immagini-dalla-grande-mostra-dei-vivarini-a-palazzo-sarcinelli-di-conegliano-veneto-il-primo-importante-focus-sullaltra-arte-veneziana-sui-rivali-dei-bellini/

http://www.mostravivarini.it/it/la-mostra/fotogallery

http://www.arte.it/foto/i-vivarini-una-famiglia-di-modernissimi-maestri-quattrocenteschi-561/3

http://www.civitatrevenezie.it/gestione-mostre-musei-organizzazione/mostre/i-vivarini

http://www.e-paper.it/in-mostra-il-rinascimento-firmato-vivarini/

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