CRONACHE DI POESIA – Cuba: un viaggio tra immagini e parole. Note di lettura di Loredana Magazzeni

.

Introduzione al testo

Il libro di cui questa volta la nostra rubrica vuole offrire un assaggio e uno stimolo alla lettura è la bella antologia poetico-fotografica, dal titolo Cuba: un viaggio tra immagini e parole (un viaje entre imágenes y palabras), a cura di Carmen Lorenzetti, Rimini, NFC, 2015.

Il libro ha accompagnato in varie città italiane (Reggio Emilia, Ancona, Umbertide) e all’Avana, nel 2015, l’interessante mostra di due famosi fotografi cubani (Alejandro González e René Silveira), assieme a poesie, riflessioni, ed eventi. L’antologia offre al lettore una selezione di 33 poeti tra quelli più rappresentativi delle tre generazioni, comprese tra i 25 e i 50 anni, che compongono il panorama della poesia contemporanea cubana. Ciascuno è presente con una scelta di circa 5 poesie. Assieme alle poesie da lei tradotte, Lorenzetti ha curato un’introduzione alle città e  i profili biobibliografici dei poeti antologizzati e, cosa insolita ma non unica, ha inserito i ritratti fotografici dei poeti e delle città attraversate insieme ai due fotografi che l’hanno accompagnata nel suo viaggio lungo l’isola alla scoperta dei suoi poeti: L’Avana, Matanzas, Santa Clara, Las Tunas, Holguín e Santiago.

Ne risulta un quadro particolareggiato e composito della  realtà cubana, in cui echi della tradizione, musica, influssi cinematografici, voci quotidiane disegnano il profilo di una stagione poetica nuova ed interessante. Come scrive Carmen Lorenzetti, nella bella intervista rilasciata a Luca Mozzachiodi in ilmanifestobologna.it, il suo è un progetto che nasce nel 2004, dopo un viaggio come giornalista al Festival del Nuovo Cinema Latinoamericano all’Avana. Da allora ha cominciato a collezionare libri di poesia cubana, soprattutto contemporanea, rimanendo affascinata dal ritmo e dalla musicalità che regnano nell’isola: “locali, autobus, strade, case, infine l’amore per la poesia diffuso nell’abito della gente anche comune. Sentivo che dovevo fare qualcosa al riguardo”.

Tre sono le generazioni di poeti presenti nel libro, da quella nata attorno agli anni 60, “caratterizzata da una ricerca stilistica intessuta di preziosismi e di ermetismi, di una sperimentazione formale spiccata”, a quella dei nati attorno agli anni 70, che “scioglie il linguaggio e avvicina i suoi versi alla prosa”. Nella loro poesia prevale l’elemento civile e di critica sociale, mentre la forma si avvicina alla narrazione, con poesia che alludono a “microstorie e dipingono un affresco corale”. Infine, la generazione più giovane, dei nati attorno agli anni 80, incontra un nuovo realismo, a volte crudo e senza mediazioni, evidenziando quei “parallelismi con il cinema” che tanta parte ha nella realtà culturale cubana, assieme alla musica. E alla musica, e al parlato quotidiano questi testi si avvicinano, nelle traduzioni curate dalla Lorenzetti, offrendoci l’occasione di avvicinare poeticamente un mondo  culturale che è stato e continua ad essere un mito anche per le generazioni di intellettuali italiani. Come conclude Lorenzetti nella bella prefazione, per i cubani la “bandiera” come dice il poeta e drammaturgo Marcial L. Escudero è “pane parola miracolo”. Con pazienza, stupore e passione mi sono avvicinata a questo pane, a queste parole, a questo miracolo, a questo cammino poetico che è Cuba.

Loredana Magazzeni

 

rené silveira- cuba- dettaglio copertina

cuba1

.

Il libro si può trovare alla Librerie Coop Ambasciatori di Bologna e on-line in tutti i siti di vendita libri e nel sito della casa editrice NFC.
L’antologia verrà presentata dall’autrice con introduzione di Luca Mozzachiodi il 26 di febbraio alle 18.00 nella sede della  Casa del Popolo “ Società di Mutuo Soccorso 20 Pietre” Ex ACI- in Via Marzabotto. Angolo Via Emilia Ponente a Bologna

Alejandro González ha un approccio di carattere concettuale centrato sulla documentazione e ricostruzione della storia del suo paese, che mira a scardinare convenzioni narrative, restituendo una visione critica, ironica e paradossale del presente e del passato di Cuba. René Silveira è un fotografo dall’approccio di carattere documentaristico, amante della restituzione del dettaglio e della grana delle cose, che lascia trapelare, in modo sensibile, la spontaneità del soggetto.

Questi i poeti cubani presenti nell’antologia: Rito Ramón Aroche, Caridad Atencio, Carlos Augusto Alfonso, Leandro Báez Blanco, Oscar Cruz, Yamil Díaz Gómez, Israel Domínguez, Eduard Encina Ramírez, Marcial Lorenzo Escudero Nueva, Norge Espinosa Mendoza, Carlos Esquivel Guerra, León Estrada, Teresa Fornaris, Reinaldo García Blanco, Larry J. González, Juan René González Coyra, Ronel González Sánchez, Pedro Llanes Delgado, Yanira Marimón, Jornel J. Martínez Elías, Javier L. Mora, Marcelo Morales, Jamila Medina Ríos, Teresa Melo Rodrízguez, Omar Pérez, Isaily Pérez González, Liudmila Quincoses Clavelo, Demián Antonio Rabilero del Castillo, Yunier Riquenes García, Legna Rodríguez Iglesias, Lauira Ruíz Montes, José Luis Serrano, Luis Yuseff.

Carmen Lorenzetti, docente titolare di Storia dell’Arte Contemporanea e Ultime Tendenze delle Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Bologna, curatrice di mostre e giornalista del settore arte contemporanea e nuove tecnologie per le arti. In relazione alla realtà cubana recentemente ha curato una mostra negli USA, Tyler Gallery, Oswego-New York (2013) dal titolo Imagining Cuba-Imaginando Cuba, con la partecipazione di 5 fotografi cubani e 5 internazionali, la mostra è stata inaugurata anche all’Avana, Fototeca Nazionale, (2014); ha curato una mostra di 13 artisti di Santiago di Cuba intitolata Arte dall’Oriente Cubano-Arte desde el Oriente Cubano presentata nel 2013 a Umbertide, Rocca -Centro per l’Arte Contemporanea (Pg) e a Bologna (Sala Museale del Baraccano e Galleria Art Forum Contemporary, 2014). Ha partecipato con Cuba. Un viaggio tra immagini e parole – Cuba un viaje entre imágenes y palabras a mostre a Reggio Emilia, Spazio Gerra e Avana, Cuba, Casa de la Poesía (2014).

.

alejandro gonzález- marcelo morales

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

alejandro gonzález- rito ramón aroche

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

.

La Habana – LEGNA RODRÍGUEZ IGLESIAS

Fácil
A una mujer tú la tocas
y ella tiembla
la escupes y ella sale
empapada en saliva
a una mujer tú la puedes
destruir
¿cómo la destruyes?
fácil
la tocas
y la escupes
la tocas
y la escupes
la tocas
y la escupes
entre una cosa y otra
le dices que de pronto
has empezado a quererla
que simplemente
la quieres
y ya
por último la tocas
y la escupes.

.

Los amigos
La crica y la sonda
se hicieron amigas
en un lugar alejado del centro
y la noche
era buena
el seno
de una familia acomodada
se hizo amigo del seno
de otra familia acomodada
y la noche
era buena
mis padres
no tuvieron más remedio
que hacerse amigos míos
antes de que llegara
la noche
soy tu amiga123

*
Facile
Una donna tu la tocchi
e lei trema
le sputi addosso e lei finisce
inzuppata di saliva
una donna tu la puoi
distruggere
come la distruggi?
facile
la tocchi
e le sputi addosso
la tocchi
e le sputi addosso
la tocchi
e le sputi addosso
tra una cosa e l’altra
le dici che all’improvviso
hai cominciato ad amarla
che semplicemente
la ami
e basta
alla fine la tocchi
e le sputi addosso.

.

Gli amici
La topa e la sonda
diventarono amiche
in un posto lontano dal centro
e la notte
era buona
il seno
di una famiglia benestante
si fece amico del seno
di un’altra famiglia benestante
e la notte
era bella
i miei genitori
non trovarono altro rimedio
che diventare amici miei
prima che arrivi
la notte
sono tua amica
perché mi piace
come ti nascondi da me
per fare i fatti tuoi
in facebook
tutto il mondo
è amico mio.

.

rené silveira- las tunas, cuba

-cuba-bassa-ris

.

Interiores

El interior de un camión
es tan extraordinario
como el interior de una mujer
a mi interior se pudiera meter
un dedo y una mano
hasta el codo
si me miras como se mira
una libra de carne de puerco
en el interior de un camión
se pudieran encontrar
cosas extraordinarias
pero solo encontrarás
mujeres feas ignorantes y sucias
y también
mujeres lindas ignorantes y sucias
y en el fondo
cuando ya no necesites nada
ni quieras nada
del mundo
bajo todas las libras de carne
que has deseado para tu vida
algo pequeño y joven
igual sucio
de un metro
cincuenta y siete
centímetros. 1 2 5

.

Interni
L’interno di un camion
è tanto straordinario
come l’interno di una donna
nel mio interno si potrebbero mettere
un dito e una mano
fino al gomito
se mi guardi come mi guarda
una libbra di carne di porco
all’interno di un camion
si potrebbero incontrare
cose straordinarie
ma incontrerai solo
donne brutte ignoranti e sporche
e anche
donne belle ignoranti e sporche
e nel fondo
quando non hai più bisogno di niente
né vuoi niente
dal mondo
sotto tutte le libbre di carne
che hai desiderato nella tua vita
qualcosa di piccolo e giovane
ugualmente sporco
di un metro
e cinquantasette
centimetri.

.

 alejandro gonzález-carlos augusto alfonso
Alejandro González, Carlos Augusto Alfonso-cuba

.

Santa Clara – PEDRO LLANES DELGADO

El tiempo giró
Mi madre muerta se había pegado a mí. [1] La enterramos cuatro o cinco personas a la luz del sol de media mañana. El tiempo giró. Traje cirios, más cirios. Anoche soñé con su cuerpo. Mamá se fue, le dije a Isabel. Lloró en el zaguán sin mirarme. Me acuerdo que el frío la puso rígida. Traje cirios, traje más cirios, mamá se fue, le dije. No puede ser verdad, dijo sollozando. Anoche soñé con su cuerpo, le respondí también sollozando. Éramos cuatro o cinco personas contando al pastor de la Trinidad. Tal vez sea así, tal vez sea así, susurraba el pastor. Con la mano derecha gigantesca [2] cogí las cruces y las azucenas. Miré el camino hacia el cielo, le cerré los ojos que le pesaban.
No es difícil morir en la isla de las velas azules.
Verdad, no verdad, podemos a veces morir de verdad.
Mi madre ya inmóvil soñó que moría
en diciembre, de mañana, mientras la arrastraba la luz.
La llevamos de la cama al pasillo exterior,
tirábamos de las sábanas hasta el ataúd,
feo y demasiado grande para su cuerpo.
He comprado velas azules a mi isla
y las he puesto mirando al oeste,
justo debajo de la camisa
que había bordado Amalia Simoni, [3]
entregada al general Ignacio
como una despedida de amor, muerta ella misma de amor.
Por el río de las quimeras bajan las velas azules, [4]
bajan sin prisa en dirección al poniente.
No es difícil morir en la isla de las velas azules.
Verdad, no verdad, podemos a veces morir de verdad.
Mamá, por ejemplo, murió llamando a mi padre.
La enterramos como se podría enterrar a una rata,[5]
cubierta por la implacable pobreza [6]
en diciembre, de mañana, mientras la arrastraba la luz.

.

[1 ]Ellrenstein en «Gottes Tod» hizo un dibujo de Dios «muerto en toda su estatura». Joyce quizás de acuer¬do con él se negó a orar delante de su madre moribunda.
[2] Aquí la mano se agranda como en Alicia en el país de las maravillas, simula una pequeña maniobra de despersonificación.
[3] En el Museo Agramonte (Camagüey, Cuba) pude ver esta camisa en octubre de 2003. ¿Existe algún nexo en cuanto a color? Los padres priores de San Pablo y San Pedro citaron a Ticiano para interrogarlo sobre las figuras de perros sobrepuestas en sus representaciones del Homo.
4 El azul traduce intenciones binarias, con escaso embozo mariano. Mortuorio en las necrópolis egi¬pcias y en la oblicuidad de lecturas del Príncipe Turquesa (Chalchihuitl) de los aztecas, sugiere defecto, sequía. (Chevalier) Los mayas untaban de ch’oh —pasta azul— a los flechados rituales y a los instru¬mentos de uso común durante el Olob-Zab-Kamyax. (El Libro de los Libros del Chilam Balam)
[5] Piénsese en Schöne Jugend de G. Benn: «Por último, en un pabellón bajo el diafragma/ encontraron un nido de ratas jóvenes… Y hermosa y rápida les llegó la muerte». Las ratas son echadas al agua, se ahogan, no tienen el áster cosido dentro del cuerpo.
[6] Madonna Povertà nos regaló cenizas y cruces hechas de estaño.

Santa Clara – PEDRO LLANES DELGADO

Il tempo girò
Mia madre morta si era attaccata a me. [1] L’abbiamo seppellita in quattro o cinque persone alla luce del sole di mezza mattina. Il tempo girò. Portai ceri, altri ceri. Questa notte ho sognato il suo corpo. La mamma se n’è andata, dissi a Isabel. Pianse nell’entrata senza guardarmi. Mi ricordo che il freddo la rese rigida. Portai ceri, portai altri ceri, mamma se n’è andata, le dissi. Non può essere vero, disse singhiozzando. Questa notte ho sognato il suo corpo, le risposi singhiozzando anch’io. Eravamo quattro o cinque persone contando il pastore della Trinità. Magari fosse così, magari fosse così, sussurrava il pastore. Con la mano destra gigantesca [2] presi le croci e i gigli. Guardai il cammino verso il cielo, le chiusi gli occhi che le pesavano.
Non è difficile morire nell’isola delle candele azzurre.
Verità, non verità, possiamo morire a volte di verità.
Mia madre già immobile sognò che moriva
a dicembre, di mattino, mentre la trascinava la luce.
La portammo dalla stanza al corridoio esterno,
trascinavamo le lenzuola fino alla bara,
brutta e troppo grande per il suo corpo.
Ho comprato candele azzurre alla mia isola e le ho disposte verso ovest,
giusto sotto la camicia
che aveva ricamato Amalia Simoni, [3]
donata al generale Ignacio
come un addio d’amore, morta lei stessa d’amore.
Nel fiume delle chimere scendono le vele azzurre, [4]
scendono senza fretta verso ponente.
Non è difficile morire nell’isola delle candele azzurre.
Verità, non verità, possiamo morire a volte di verità.
Mamma, per esempio, è morta chiamando mio padre.
La seppellimmo come si potrebbe seppellire un topo, [5]
coperta dall’implacabile povertà [6]
in dicembre, di mattina, mentre la trascinava la luce.

.

[1] Ellerstein in “Gottes Tod” ha fatto un disegno di Dio ”morto in tutta la sua statura”. Joyce forse d’ac¬cordo con lui si rifiutò di pregare presso sua madre moribonda.
[2] Qui la mano si ingrandisce come in Alice nel paese delle meraviglie, simula una piccola manovra di spersonalizzazione.
[3] Nel Museo di Agramonte (Camagüey, Cuba) ho potuto vedere questa camicia nell’ottobre del 2003. Esiste un nesso per quanto riguarda il colore? I padri priori di San Pietro e Paolo citarono Tiziano per inter¬rogarlo sulle figure di cani poste nelle sue rappresentazioni dell’Ecce Homo.
[4] L’azzurro traduce intenzioni binarie, con scarso travestimento mariano. Mortorio nelle necropoli egizie e l’obliquità delle letture del Principe Turquesa (Chalchiluitl) degli aztechi, suggerisce difetto, secchezza. (Chevalier) I maya ungevano di ch’oh – pasta azzurra – le frecce dei rituali e gli strumenti di uso comune durante il Olob-Zab-Kamyax. (Il Libro dei Libri di Chilam Balam)
[5] Si pensi a Shöne Jugend di G. Benn: “Per ultimo, in un padiglione sotto il diaframma/incontrarono un nido di giovani ratte….E bella e rapida sopraggiunse loro la morte”. Le ratte sono gettate in acqua, affogano, non hanno l’amello cucito nel corpo.
[6] Madonna Povertà ci ha regalato cenere e croci fatte di stagno.

.

alejandro gonzález- legna

cuba4

.

Jinete resplandeciente
Fui por mi madre, ya acostada sobre su mano derecha [9] y la encontré después de pasar sotos y puentes que seguían el norte. La luna de diciembre engomaba los árboles, se sentía el revoloteo de las luciérnagas. Anduve más rápido cerca de su cuerpo sin ningún movimiento. Un jinete vestido de blanco vino hacia mí, blandía sus astas de cáñamo tensado. Luché contra él próximo a la acequia, apenas podía vislumbrar a mi madre. Al amanecer el jinete blanco se descubrió y yo supe que había luchado toda la noche con Dios.[10]
Caballito de mar
La marea ha traído a mi costado, envuelto en espuma al pequeño mensajero pensil. Lo siento contraerse, quizás sea que me interroga. Miro su facies vidriosas, su curvatura trazada por un extraño compás. ¿Qué ojo sobrehumano lo trazó?[11] Lo deposito de nuevo en el agua cuando el sol declina sobre la playa y él se aleja como si estuviera marcado de infinitas líneas de ceniza.

Casa de las muertas
Me levanté para ir a la casa de las muertas con mi padre y la florecida. Los guerreros golpeaban el tambor del pozo, movían las piezas en el agua. Llegué a la puerta de hojalata aclamado por el silencio. La maestresala parecía contenta, premiosa en medio de tantas dudas. Mi padre era uno de los reclusos de la casa y la florecida, mi novia de antaño. Cuando quise despedirlos el agua comenzó a barbotar al compás de los golpes del tambor. Había acabado de llover. Afuera se escuchaba solo la oscuridad.

Cavaliere splendente
Sono andato per mia madre, già distesa sulla sua mano destra [9] e l’ho incontrata dopo avere attraversato boschetti e ponti che si susseguivano verso nord. La luna di dicembre ingommava gli alberi, si sentiva lo svolazzare delle lucciole. Andai più rapido vicino al suo corpo senza alcun movimento. Un cavaliere vestito di bianco venne verso di me, brandiva le sue aste di canapa tesa. Lottai contro di lui presso il canale, potevo appena scorgere mia madre. All’alba il cavaliere bianco si scoprì e io seppi che avevo lottato tutta la notte con Dio.
Cavalluccio marino [10]
La marea ha portato presso di me, avvolto nella schiuma il piccolo messaggero pensile. Lo sento contrarsi, magari mi sta interrogando. Guardo il suo aspetto vetroso, la sua curva tracciata da uno strano passo di danza. Quale occhio sovrumano lo ha tracciato? [11] Lo deposito di nuovo nell’acqua quando declina il sole sulla spiaggia e lui si allontana come se fosse segnato da infinite linee di cenere.

Casa delle morte
Mi svegliai per andare alla casa delle morte con mio padre e la fiorita. I guerrieri colpivano il tamburo nel pozzo, muovevano i pezzi nell’acqua. Arrivai alla porta di latta stagnata acclamato dal silenzio. La caposala pareva contenta, imbarazzata in mezzo a tanti dubbi. Mio padre era uno dei reclusi della casa e la fiorita, la mia fidanzata di un tempo. Quando cercai di salutarli l’acqua cominciò a borbottare al ritmo dei colpi del tamburo. Aveva smesso di piovere. Fuori si ascoltava solo l’oscurità.

.

[9] Cuando una madre Yi va a ser cremada después de la muerte, debe ser acostada sobre su lado derecho, así hilará en la eternidad. Chiti Maitya: «Manos de la madre».
[10] Hippocampus: cabeza ensanchada que guarda ángulo recto con el tronco y la cola, boca tubiforme, aleta diminuta al dorso, nada en posición vertical.
[11] What inmortal hand or eye / Could frame thy fearful symmetry? «The Tyger», William Blake.

.

[9Quando una madre Yi deve essere cremata dopo la morte, deve essere distesa sul suo lato destro, così filerà per l’eternità. Chiti Maiyta: “Mani della madre”.
[10] Hippocampus: testa allargata che si trova ad angolo retto con il tronco e la coda, bocca tubiforme, pinna minuscola sul dorso, nuota in posizione verticale.
[11] What inmortal hand or eye / Could frame thy fearful symmetry? “The Tyger”, William Blake.

 

**

cover cuba

Cuba. Un viaggo tra immagini e parole- Ediz. italiana e spagnola, Edizioni NFC 2014
a cura di Carmen Lorenzetti

Altri riferimenti in rete
http://www.comune.re.it/retecivica/urp/manifest.nsf/ManifestazioniWebDataHP/F53E4C2A9F1AAD38C1257DE30040C9ED

.

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...