Barbara Bracci: a proposito di … Haiga@Concorso – Prima Edizione

carmela pedone e cristiano pelagracci

carmela pedone

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Molte volte mi sono trovata a pensare a come aprire i cancelli della poesia, perché l’ho sempre creduta come un giardino, più che come un salotto buono. Mi è venuta incontro sempre e soltanto un’unica parola: incontro, appunto. E questo può avvenire in qualsiasi forma, perché la poesia vive nell’intenzione e nell’apertura del cuore. Anche un concorso letterario, se sa uscire dal limite della cieca competizione, può spalancare gli occhi sulle infinite vie di luce dello scrivere in versi. L’esperienza del primo concorso nazionale per haiga dell’associazione Casapoesia ( http://casapoesia.it/concorso/) ne è una piccola e viva testimonianza, che qui vorrei raccontare. Perché l’haiga è già di per sé una forma di incontro, tra poesia haiku e arte visiva; dunque una sfida artistica per noi organizzatori e per gli oltre ottanta partecipanti, da tutta Italia, ma anche da Malta. La soddisfazione, oltre il numero, ci è giunta dalla curiosità delle persone rispetto a questa antica espressione poetico-visiva giapponese, antica eppure così poco diffusa e conosciuta. C’è stato chi, abituato all’arte dello scatto, ha scritto per la prima volta una poesia, non comune e formalmente stringente, un haiku appunto, con le sue 5/7/5 sillabe, con le sue regole. E c’è stato chi, poeta, ha preso in mano, senza troppa pretesa, ma con intelligenza, un cellulare, una macchinetta. Alcuni hanno dipinto per noi. E in questo nuovo modo di pensare, per immagini e versi, ha trovato, per sua stessa ammissione, un modo, bello e nuovo, per raccontarsi, per dirsi. Come è accaduto alle pazienti del “Centro Palazzo Francisci” di Todi, già ospiti di una precedente iniziativa di Casapoesia. Queste giovani donne, affette da serie patologie alimentari, durante un laboratorio settimanale interno al centro, hanno trovato nella forma haiku una modalità – poetica – per ascoltare l’emozione, elaborarla, contenerla, per andare al nocciolo della propria esperienza. Un fortunatissimo incontro per Casapoesia, che ci ha confermato l’essenza vitale, il lampo esistenziale, dell’espressione poetica. Nel venerdì pomeriggio della premiazione la sala del cinema Méliés era piena: abbiamo ascoltato la testimonianza preziosa delle ragazze del Francisci, il Gruppo Flusso ha dato vita a una performance di note e colori in divenire. Al momento della consegna dei premi – opere d’arte di Romina Bracchi, giovane artista locale – abbiamo ammirato sullo schermo gli haiga, tutti insieme, in un video emozionante nella sua dimensione corale. La giuria , multidisciplinare, ha raccontato la novità dell’esperienza anche dal punto di vista di chi ha dovuto leggere, guardare e assegnare un punteggio agli elaborati: “senza cattedre, senza banchi dei giurati, ponendosi alla pari”, come ha rilevato durante la serata Anna Maria Farabbi. Gli haiga che hanno incontrato il favore della giuria verranno proiettati prima della programmazione di sala del cinema Méliés: un modo per favorire l’incontro tra poesia e mezzi di comunicazione, nel pieno spirito dell’ associazione. E queto è il motivo per cui vorremmo farli concoscere anche ai lettori di questa rubrica. Nel nome della condivisione, da sempre una delle forme più alte di poesia.

Barbara Bracci

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