C.G.Jung – La Psicologia del Kundalini Yoga- Seminario 1932 e Libro rosso

corrie white

corrie white

.

«C’è una quantità di persone che non sono ancora nate. Sembra che siano qui e che camminano ma, di fatto, non sono ancora nate perché si trovano al di là di un muro di vetro, sono ancora nell’utero. Sono nel mondo soltanto provvisoriamente e presto ritorneranno al pleroma da cui hanno avuto inizio. Non hanno ancora creato un collegamento con questo mondo; sono sospesi per aria, sono nevrotici che vivono una vita provvisoria. Dicono: “Adesso sto vivendo in queste condizioni. Se i miei genitori si comportano secondo i miei desideri, ci sto. Ma se dovessero mai fare qualcosa che non mi piace, allora tiro le cuoia.” Questa, vedete, è la vita provvisoria: una vita condizionata, la vita di qualcuno che è ancora collegato al pleroma, il mondo archetipico dello splendore, da un cordone ombelicale grosso come una gomena da nave. Bene, nascere è importantissimo; si deve venire in questo mondo, altrimenti non si può realizzare il Sé, e fallisce lo scopo di questo mondo. Se questo succede, semplicemente si deve essere ributtati nel crogiuolo e nascere di nuovo. […] Vedete, è di un’importanza assoluta essere in questo mondo, realizzare davvero la propria “entelechia”, il germe di vita che si è, altrimenti non si può mai mettere in moto Kundalini e non ci si può mai distaccare. Si viene ributtati indietro, e non è successo nulla, è un’esperienza assolutamente priva di valore. Si deve credere in questo mondo, mettere radici, fare del proprio meglio, anche se bisogna credere alle cose più assurde. […] Si deve infatti lasciare qualche traccia di sé in questo mondo, che certifichi che siamo stati qui, che qualcosa è successo. Se non accade nulla del genere, non ci si sarà realizzati; il germe di vita è caduto, per così dire, in uno spesso strato d’aria che lo ha tenuto sospeso. Non ha mai toccato il suolo, e quindi non ha potuto produrre la pianta. Se invece si entra in contatto con la realtà in cui si vive, vi si rimane per diversi decenni e si lascia la propria impronta, allora può avviarsi il processo di impersonale. Vedete, il germoglio deve sbocciare dalla terra, e se la scintilla personale non è mai entrata nella terra, da lì non uscirà nulla, non ci saranno né “linga” né “Kundalini” perché si è ancora nell’infinità che c’era prima.»

C.G.Jung – La Psicologia del Kundalini YogaSeminario 1932, Bollati Boringhieri (pp.75-76)

.

c.g.jung- disegno dal libro rosso

.
jungh

.

La premessa del Libro rosso è questa:
<<GLI ANNI PIU’ IMPORTANTI DELLA MIA VITA  furono quelli in cui inseguivo le mie immagini interiori… l’inizio numinoso che conteneva ogni altra cosa si diede allora.>>

Jung inizia a registrare come un sismografo i sommovimenti della sua anima nel Libro rosso quando, a 40 anni, è al culmine della sua carriera. Entra in crisi perché si accorge che non desidera più niente.
Che gli anni dell’età di mezzo siano decisivi non lo dice solo la psicanalisi. Dante ci costruì l’incipit della Divina Commedia e non sarà un caso se tutti, alla fine, lo imparano a memoria, neanche fosse un mantra. Per certi versi il Libro rosso di Jung ricorda la Divina commedia, per la potenza delle immagini e per il ricorso all’ordine simbolico. Per il modo in cui si pone l’autore nel dialogo con le sue visioni. Intorno ai 40 si passa la linea d’ombra, come racconta un altro pilastro del Novecento, Joseph Conrad. All’Uomo si presenta l’occasione di compiere quel viaggio dentro sé stesso che però non tutti fanno, anzi in pochi fanno, qualcuno risulta anche disperso. Per Jung una delle tappe di questo viaggio è l’assassinio dell’eroe. Scopre che l’eroe va ucciso (l’eroe che tra l’altro per Freud è sempre un parricida, come Jung del resto…). Va ucciso per non fermarsi nell’unilateralismo. Jung scrive: “Allora lo spirito del profondo mi accostò e disse queste parole: la verità suprema e l’assurdità sono la stessa e identica cosa” Insomma la realtà come giorno e notte, come senso e non senso. Solo così l’Uomo diventa microcosmo, vita piena e realizzata nella integrazione delle sue parti.

Una volta una persona per cercare di alleviare l’angoscia di un’altra persona malata di cancro, lasciando la sua stanza di ospedale, le disse: “Tu pensa all’infinitamente grande o all’infinitamente piccolo, non pensare alle cose in mezzo”. Le sembrava l’unica via d’uscita. Non immaginava che in quella formula, suggerita frettolosamente per riempire una voragine, ci fosse racchiuso lo Spirito del profondo. Un consiglio da sciamano improvvisato, anche un po’ cialtrone e baro, che in fondo rispondeva alla domanda: e adesso che cosa mi invento? Mi sembra che quella risposta fosse comunque meno idiota del “pensare positivo” dello Spirito del tempo. Senza saperlo aveva attinto, come capita a chiunque di fare nelle esperienze estreme, al serbatoio comune dello Spirito del profondo.

Jung scrive “Il senso superiore è grande e piccolo, è ampio come lo spazio del firmamento e minuscolo come la cellula di un corpo vivente”. L’anima non consola, ci accompagna e basta, ci sta vicino. L’anima ci fa presente che esiste questo e quello, per tutti, non che andrà tutto bene. Nel dialogo tra Jung e la sua anima c’è anche questa rinuncia alla consolazione. Una possibilità di riscatto sta nel superamento dell’Uomo come unità di misura di tutto per tornare a spaziare tra macro e micro. Nella vicinanza agli animali che conservano nel nome questa desinenza di anima. Lo sguardo sappia zoommare tra grande e piccolo, tra luce e ombra, tra alto e basso, tra io e sé, tra bene e male, tra vita e morte, per ritrovare la costante di tutte le cose, del cosmo, dell’uomo, della materia: il principio di una interazione tra forze che non dà tregua e sposta continuamente la meta, perché ogni cosa reale, perfino Dio secondo Jung, ha un’ombra.

.

.

.

RIFERIMENTI IN RETE

http://centrostudipsicologiaeletteratura.org/2013/02/c-g-jung-the-psychology-of-kundalini-yoga-notes-of-the-seminar-given-in-1932-by-c-g-jung/

https://carljungitalia.wordpress.com/2014/01/16/quando-siamo-scissi-interiormente-la-nevrosi-cose-cosa-significa-da-dove-viene-e-dove-porta/

http://www.bartlebycafe.com/tag/il-libro-rosso/

www.youtube.com/watch?v=dhBU3009ZQk

www.youtube.com/watch?v=8FHCPdAazhM

a seguire in youtube gli altri interventi relativi al Libro rosso

.

psicologia-dello-yoga-kundalini

Carl G. Jung, La psicologia del Kundalini-Yoga. Seminario tenuto nel 1932- Bollati Boringhieri-2004

 

Annunci

4 pensieri su “C.G.Jung – La Psicologia del Kundalini Yoga- Seminario 1932 e Libro rosso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...