ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: note di lettura su Primum vivere di Stefano Prandini

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Molte  sono le componenti, le stelle fisse ardenti dentro il corpo, non solo nel cielo, esterne ed interiori illuminano il nostro cammino e sono elementi della scena in cui ci troviamo immersi fin dalla nascita, che poi risulta chiaro essere una nascita continua, con la consapevolezza dei disastri che a volte, o altre troppo spesso, costruiamo lasciando rovine in chi incontriamo. C’è una consapevolezza profonda in Prandini, che si guarda senza offuscare le sue inquadrature ma anzi aprendo, abbattendo i muri di ritrosia per una salvezza che si sente inutile, se  frodata dell’unica qualità e caratteristica che la rende davvero una via di praticabilità e comprensione della nostra vita. Non facile il percorso perché nel cammino gli altri, i nostri specchi, i nostri complementi, non sono stanze vuote, hanno la caratteristica di riverberare ciò che, soli, non percepiamo con i sensi. Il libro apre con una serie di figure femminili, tra cui la madre, la moglie e anche la figlia, a cui il poeta rivolge il suo ringraziamento sentendosi fortemente con-pro-messo da queste persone. Con, perché sono con lui, in lui, non le ha perdute e perché è consapevole che tutti coloro che incontriamo, la folla che compone la nostra anima e muove le sue acque tra le nostre piccole radici, ci fa comprendere quanto sia grande quello scorrere di ombre, in cui poco per volta ci riconosciamo per poi, subito dopo, dileguarci. Pro, a favore di un cammino che si fa messaggio e missione di tutti coloro che vi partecipano. I Paesaggi con figure, sezione i cui testi aprono il libro, si trasformano poi, in Rovine, in terra di meditazione per allargarsi ancora, come in una lente  e ci mostra e ci fa apprendere di quale pasta siamo fatti. La storia, con le sue crudezze, l’incongruente ferocia, la dissipazione del bene più prezioso che è appunto vivere e ci rende partecipi di una evoluzione, che parte dall’io, per abbracciare un noi estesissimo che comprende tutta la tragedia della storia umana, i troppi massacri, gli inghiottitoi del nostro carsico percorso fino a condurci ad un Punto di fuga, ad un orizzonte in cui infinito e finito, ciascuno di noi, vede qualcosa che chiude il cerchio aperto all’inizio.  L’argine, il fiume, lo scorrere delle sue acque, abissali sempre, non sono solo superfici specchianti, non divorano la memoria, non franano, non allagano come potrebbe sembrare ma ci indicano un percorso che, pur andando nella direzione del mare, di fatto è un andare verso la sorgente, sempre.

Primum vivere, dunque, deinde philosophari, come ci ricorda Thomas Hobbes, è qui ripresa con quel partire da sé stessi, per es-tendere, attraverso la selva oscura, la ricerca della via che si credeva smarrita ma ha le sue trame in noi, luoghi tra i più difficili e impervi da percorrere.

fernanda ferraresso

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Da Primum vivere, di Stefano Prandini

sez. PAESAGGIO CON FIGURA-

Dovereprandini poesia

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Segni del temprandini 2

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A mia moglie

testo

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Note relative all’autore

Stefano Prandini  – Nato a Mantova ne 1963, risiede a Sabbioneta. E’ insegnante di Storia e Filosofia presso il Liceo Classico di Casalmaggiore. Alla professione affianca attività nel campo cinematografico e l’organizzazione di rassegne di poesia. Ha pubblicato le raccolte poetiche “Monodia crepuscolare” (1998), “Eclisse” (2005) e “Primum vivere” (2012). Sue opere sono comparse in numerose antologie nazionali e nell’antologia italo-greca “Acqua del canto” (2011). Inoltre alcune sue poesie sono presenti nell’opera “La camera vuota” di M. E. Sacchini (2012). Della sua opera così ha scritto il poeta Alberto Cappi: “Il testo è spesso, inciso, istoriato; i suoi modi sono l’eccedenza dello sguardo, il giudizio fatale, lo scavo della perdita, il vento della solitudine, la similitudine di sonno e morte. Il tratto che rimanda al pensiero, all’icona, al sentire, balugina intermittente e la traccia è nel lampo del racconto, più da scovare che da seguire lungo il teatro della vita. Lì il poeta è naufrago.”

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prandini cover

Stefano Prandini, Primum vivere- Lampi di stampa 2012

 

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