ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: note di lettura su CRONACHE DA UN’IMPOSSIBILITA’ di Mia Lecomte

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Tutto il libro merita una lettura partecipe e attenta, perché è una continua vigilia di senso da dare alla vita mentre è la vita che ci viene incontro e da tutto traendo auspici e lezione per un vivere più ricco e solerte nei confronti dei luoghi e delle persone perché tutto e tutti si fanno interiori, si sostanziano in noi e di noi e niente è possibile cancellare, annullare nell’indifferenza con cui noi stessi ci guardiamo nascosti dietro a make up che ci rendono sempre più uguali in superficie e nel profondo, annullando l’ampiezza dei mondi che ognuno di noi è. Per questo nulla deve andare perduto e si perde, di fatto, poiché ognuno di noi è un tratto di memoria della scatola nera che raccoglie l’intero volo. Chi-amare qualcuno è un segno, tanto quanto le epigrafi che Mia richiama ad ogni racconto, in memoria e comunione, un netto bisogno di vicinanza, forse anche quel chiamare, anche se  sembra paradossale, anzi quel chiamarsi al telefono per avere una risposta è una segnalazione chiara di Mia Lecomte per dirci che è verso noi che dobbiamo ridisegnare e ricostruire il primo tratto di congiunzione, è verso di noi  alla volta di un mondo che apre le porte a tutti gli altri, che dobbiamo viaggiare senza bagaglio se non la presenza, ogni volta viva e diversa, attenta e, nostro compagno di viaggio, l’amore, per ora anch’esso spaesato, impaurito, spelacchiato, ingrigito o arso vivo, tra le tante faccende che ci fanno scordare cosa sia davvero importante ed esplode spesso con modalità incomprensibili e terribili, proprio per svegliarci da quel torpore denso dentro cui siamo immersi da troppo tempo.Anche se non è semplice, niente lo è, nè nascere né morire, né tanto meno vivere, è questo nostro progredire, insieme, il tratto più forte, l’epicentro del terremoto che trasforma le nostre vite se è amore a promuoverlo.
Traggo dalla bellissima raccolta, che porto come dono di Natale un racconto: La salvezza (pag 53-59). Il libro, edito da quarup, è freschissimo di stampa e verde la sua parola è un agrifoglio brillante di lettura.

Mia Lecomte, poetessa e scrittrice, è nata a Milano nel 1966 e vive attualmente tra Roma e Parigi. Presente in numerose riviste e antologie in Italia e all’estero, fra le pubblicazioni si ricordano le raccolte poetiche Terra di risulta (2009), Intanto il tempo (2012) e For the Maintenance of Landscape (collected poems, 2012).
Studiosa di letteratura transnazionale italofona, è ideatrice e membro della Compagnia delle poete (http://www.compagniadellepoete.com/).
È redattrice del semestrale di poesia comparata «Semicerchio» e di alcune riviste letterarie online,  e collabora all’edizione italiana de «Le Monde Diplomatique».

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Da  CRONACHE DA UN’IMPOSSIBILITA’, La salvezza- Mia Lecomte

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cover Mia

Mia Lecomte, Cronache da un’impossibilità- quarup editore 2015

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5 pensieri su “ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: note di lettura su CRONACHE DA UN’IMPOSSIBILITA’ di Mia Lecomte

  1. Grazie di cuore, cara Fernanda, della tua preziosa nota di lettura sul più recente libro della cara Mia Lecomte.

    Colgo volentieri l’occasione per inviare a te e alla redazione di CARTESENSIBILI i più sentiti auguri per l’Anno Nuovo, con un affettuoso saluto,

    Mariella (Bettarini)

  2. Sempre gentile, generosa e attenta Mariella carissima.Ricambio a mio nome e del nostro gruppo gli Auguri per un nuovo anno ricco di cambiamento e un tempo decisamente migliore,oltre lo sprofondo non può continuare il baratro…si affiorerebbe da un’altra parte comunque. Auguri e un abbraccio. f

  3. da quei due ampi gradini – la Rosselli e la Genesi – con un po’ di timore, eppure poi d’un colpo, si salpa, risucchiati, alti subito, e mobili in questo corpo che scrive e di cui si può quasi percepire la voce. un naufragio nella terra di tutti che si fa corpo e mistero – che indica senza dire quel *mistero non ancora svelato*, che resta lì, davanti, muto.

    Molto!

  4. a me è piaciuta la continua interferenza e il cambio che in sé si produce scivolando su una parola che è chiave di volta e di volta in volta frana e si fa nuova, una svolta per poi chiudere il cappio senza lasciare via di fuga.

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