ISTANTANEE- Anna Maria Farabbi su Maddalena Lotter e Verticale

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5 PORDENONE

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Merita attenzione la collanina gialla di Lietocolle. L’iniziativa editoriale si innesta con il festival Pordenonelegge, diretto dal poeta Gianmario Villalta, nello scopo di scegliere, promuovere e diffondere l’opera di giovani autori. Lietocolle pubblica il libro mentre Pordenonelegge  cura la versione elettronica e la presentazione.

Con notevole tenacia, ormai da molti anni, Lietocolle persegue una politica editoriale orientata a rigenerare le vene della poesia italiana, cercando la qualità di talenti rigorosi.

Maddalena Lotter è nata e vive a Venezia, con una formazione umanistica musicale diplomandosi al Conservatorio per flauto traverso, e in lettere antiche. Questa è la sua opera prima. Ho citato le due scuole poiché il tessuto lirico di Maddalena Lotter ha nutrimento colto elaborato con personalità originale e interessante capacità di sintesi e ironia.

L’opera si ritma in tre volti interni, l’ultimo dei quali articolati in ulteriori tre. Ho apprezzato molto il titolo Verticale che, tra l’altro si rifrange internamente,  perché annuncia l’essenzialità perpendicolare del verso, la sua leggerezza esatta che cade a picco nell’interiorità sempre relazionata al mondo.  Mi piace pure che Maddalena Lotter abbia accolto estratti di maestri come pietre miliari, brevissime incisioni d’inchiostro e di vita tra le pagine  della sua opera.

Augusto Pivanti cura il progetto della collana.

anna maria farabbi

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anna alzetta-pordenone land art

Anna-Alzetta-land art pordenone

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Da VERTICALE di Maddalena Lotter

I. Da dove veniamo

 

Bolgheri

Più il vento mi spingeva verso il largo
più mi incantavo a cercare
la luce del fondo.

Umberto Fiori

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Notizie

Il signore del posto calpesta le spighe
al suo passaggio è un ritiro di lucertole;
per ogni specie d’albero o arbusto
il suo richiamo
nel vento morbido del pomeriggio.
Anche quest’anno
la fiaccolata che si fa ogni anno.
Una notte invece i cinghiali
hanno mangiato tutti i meloni dell’orto,
se ne parla a Bolgheri e a Castagneto.

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*

More
I piccoli volevano andare alla secca delle more
che si chiama così perché c’era un torrente.
Ora bisogna badare agli scorpioni,
camminare con il bastone avanti
nel deserto di scheletri d’insetto.
Ma i piccoli sono diventati padri
e alla secca non ci va più nessuno
non si raccolgono le more nel roveto,
non è nemmeno un cimitero
ormai forse è scomparsa in un imbuto.

*

Fratelli
Mi arrampicavo sull’albero di fico
e un giorno l’odore repellente
della sua malattia mi spaventò;
noi della compagnia gli abbiamo tolto
lo sporco con un legno ed urlavamo
che la linfa sapeva di fegato
e il gioco era di spingervi addosso
il più debole di tutti.
Il pianto muto di quei rami
solo alcuni lo hanno avvertito;
covavo in quel tempo la mia malattia.

.

 

**

 

 

Maddalena Lotter, Verticale – Collana Pordenonelegge/ Lietocolle 2015

 

 

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