Juana Castro, poesie da Del color de los Rios- Traduzioni di Daniela Raimondi

 

loui jover

Loui Jover

 

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Dal libro: Del color de los Ríos, Juana Castro,

Collección Esquío de Poesía, Spagna, 2000

 

Traduzioni di Daniela Raimondi

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Il maschio

Sono il maschio, perché morì mia madre.
Mi diedero indumenti da maschio per vestirmi:
camicia, pantaloni di panno
e delle scarpe rustiche che mi affaticano il passo.
Porto come me una fionda, un bastone ricurvo, e curo le pecore
mentre apro la bisaccia e lascio l’impronta dei denti
nell’oscura durezza del pane
e nella mezza forma di formaggio venata di grasso.
Mi fanno compagnia il mio cane e la paura
perché il giorno è immenso,
il campo infinito, e i miei sopracalzoni di cuoio
mi pesano come pietre sulla carne.

*

Le trecce

Mia zia mi ha tagliato le trecce.
Lei dice
che un ragazzo si deve pettinare in fretta.
E spingo la mula, e raccolgo ghiande,
e trascino i sacchi di avena sul petto,
e ho mani
coperte di calli, nere
come il corpo di mio padre e gli occhi
dei rospi che saltano
nella pioggia e nel pozzo.

*

Il puledro bianco

Ha ragione lei, e lo specchio
che stasera ha riflesso la mia immagine.

………….Guardati, tu non sei un uomo.

Gli uomini non hanno mai
questa febbre negli occhi, né le cosce
gli fioriscono rotonde, né sul seno
gli crescono due bottoni
eretti come isole dietro la camicia.

E io mi guardo,
mentre mi denudo
togliendomi di dosso i tristi indumenti da lavoro.

E allora il mio corpo appare, senza che io lo convochi,
uguale al giglio
di sole e alla radiante mela della carne,
come nel miracolo
del primo puledro bianco mentre esce
dal corpo di sua madre.

*

Nudità

 

Mi ha spogliato completamente.  Non lui.  Lei.
Non so più se è mia madre,
mia sorella, o la mia fidanzata.
Con le sue dita percorre
il mondo e il primo solco.
Sa più geografia
di tutti i miei fratelli, e con la lingua
mi nomina montagne e fiumi e umide terre.
Gioisco della sua allegria.  E al suo ventre
mi inchino, e brindiamo alla dolce
ghiottoneria dell’erba.
La sua bocca ha l’aroma della salvia.
*

Fiore di geranio

Mi guardano con la libidine negli occhi.  Io lavoro.
Aggancio le due mule, porto
gli agnelli alle pecore, afferro
la falce, impreco
penso ai tori, metto la sella
al cavallo.  Mi guardano con la libidine
negli occhi.  Io lavoro.

Però di notte, lei
mi da il suo specchio bianco
e scopro che il giorno
mi ha messo fra le gambe
un fiore di geranio.
Come il vino, così tenero.

**

castro foto

Juana Castro

è nata a Villanueva de Cordoba, Spagna, nel 1945.  È una delle voci più significative della poesia spagnola contemporanea.  Professoressa specializzata in educazione infantile, è Membro della Real Academia de Cordoba de Ciencias, Bellas Letras y Nobles Artes.  Collabora a diverse riviste letterarie con articoli e critica letteraria.  È inoltre traduttrice dall’italiano.  Ha ottenuto importanti premi nel campo della poesia e della narrativa, fra questi il Premio Juan Alcaide; il Premio Juan Ramón Jiménez; il Premio Carmen Conde e il Premio San Juan de la Cruz.   In Italia, suoi testi sono stati pubblicati nella rivista Poesia, e nei volumi antologici Memoria della Luce (Levante Editore, 1996 a cura di Emilio Coco) e Calice e Altre Poesie (Via del Vento 2001).

 

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Riferimento in rete: http://juanacastro.es/poemas.html

7 pensieri su “Juana Castro, poesie da Del color de los Rios- Traduzioni di Daniela Raimondi

  1. Grazie, Fernanda, per aver dato una vetrina a questa poeta spagnola dal linguaggio forte, lirico e coraggioso. Le poesie che ho tradotto provengono da uno dei suoi libri che preferisco. Un caro saluto.

  2. Pingback: Juana Castro, poesie da Del color de los Rios- ...

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