ISTANTANEE- Anna Maria Farabbi su Francesco Roat, Desiderare invano.Il mito di Faust in Goethe e altrove-Proposta di rilettura

alexey terenin

Alexey Terenin

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Conosciamo Francesco Roat narratore, qui più volte recensito, così come la sua qualità di traduttore e saggista. Confermo il desiderio – tanto per riprendere ironicamente il sottotitolo – di riproporlo nella luce sensibile di queste carte, perché trovo preziosa la sua capacità colta della sua estensione di studio che, in un registro rigoroso, procede nella doverosa contestualizzazione e nella maglia relazionale entro cui ogni punto della mappa interagisce con l’altro.
Ricordo il suo viaggio nel tappeto lirico delle elegie duinesi di Rilke, in cui la sua lente d’ingrandimento ha colto la bellezza del paesaggio difficile della poesia, ridistribuendola godibilmente ai lettori.
Qui il lavoro è più ambizioso, più intrecciato, più teso, stringente e si sparge in una sottile filigrana a raggera: dalla centralità ignea del Faust di Goethe, Roat arpeggia le corde del mito, della Bibbia, della letteratura, della musica, della psicanalisi, della mistica, compiendo un’intensa e densa orchestrazione secolare.

Continua qui: https://cartesensibili.wordpress.com/2015/08/25/istantanee-anna-maria-farabbi-su-francesco-roat-desiderare-invano-il-mito-di-faust-in-goethe-e-altrove/

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