HUMAN: che cosa ci rende umani?- Invito alla visione e all’ascolto. Fernanda Ferraresso

human-film di yann arthus bertrand

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Che cosa  ci rende umani: ciò che  amiamo, che combattiamo?E che cosa significa amare e odiare? Per quale motivo si ride e cosa ci fa piangere? La nostra curiosità dove ci spinge? La ricerca è fatta per la scoperta?
Il regista  Yann Arthus-Bertrand, spinto da tutte queste domande,  ha trascorso tre anni raccogliendo le storie di vita realmente vissuta di 2.000 persone, tra uomini e donne, in 60 paesi. Lavorando con un team di traduttori, giornalisti e cameramen, Yann è riuscito a cogliere nel profondo cosa ci vive, ha fatto davvero i conti, personali ed emotivi,attraverso tutti gli argomenti che ci uniscono; la lotta contro la povertà, la guerra, l’omofobia, e il futuro del nostro pianeta,… mescolandoli con momenti di amore e di felicità.

Il suo lavoro è raccolto in 3 volumi che costituiscono la sostanza del film e l’esperienza vissuta da persone che sono nostri compagni in questo lunghissimo viaggio tra le ere.

Buona visione!

fernanda ferraresso

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8 pensieri su “HUMAN: che cosa ci rende umani?- Invito alla visione e all’ascolto. Fernanda Ferraresso

  1. bellissimo questo lavoro
    credo sia davvero un viaggio nell’umanità. Cercherò di guardarlo per scoprire le essenze del mondo!

  2. ognuno porta un pezzetto che ha un grande peso eppure è l’unico peso che ci solleva dall’indifferenza che ci uccide e tutto quanto portano dicendo la loro esperienza ci fa capire che tutto appartiene anche agli altri, a tutti noi, come fossimo una sola persona che si guarda in migliaia di specchi.Un grande cammino dentro ciò che non possiamo de-finire.Ancora serviranno i futuri, gli altri noi che ancora si moltiplicheranno

  3. Ho visto il primo film e mi riprometto di guardare gli altri due. Stupendo. Una profonda riflessione su noi stessi, sulla nostra ricchezza e sui nostri limiti. Sui cambiamenti che ciascuno dovrebbe affrontare senza pudori, pregiudizi o timori. Grazie per aver pubblicato non un post ma una vera occasione di profonda riflessione.

  4. ho appena finito di vedere il primo film. stupendo per le immagini e per le storie raccontate da ogni persona (nonostante il mio inglese scolastico sono riuscito a comprendere quasi tutto) molto toccanti sia per la semplicità che per la crudezza del racconto di vita. ho riconosciuto negli ultimi frammenti il presidente uraguayo, come sempre ha dimostrato di essere un grande uomo. ti ringrazio per questo regalo guarderò sicuramente anche gli altri due film sempre di domenica mattina quando è ancora buio come stamattina e tutti dormono tranquilli nei loro letti mentre intorno il mondo continua a girare nell’indifferenza della maggior parte di noi.
    Una sottolineatura: mi sono sciolto completamente nei fotogrammi sulla steppa mongola (ho volutamente immaginato siano i monti della luna e il fiume azzurro che ho letto in un libro su Temucin Khan)- Fausto

  5. quando penso all’Africa penso a grande estensioni dove i fiumi poderosi riescono a fiorire i semi di tutta una magnifica vegetazione e danno ospizio alle specie che noi studiamo solo nei libri di scienze.La stessa cosa avviene per le terre del nord, le grandi estensioni dove le mandrie pascolano senza avere confini se non il gelo, la neve, il ghiaccio e le stagioni segnano davvero il ciclo dell’esistenza, dove animali e uomini si aiutano non si massacrano.
    Ascoltare le voci del film mi attanaglia in una (in)civiltà dove i mostri sono gli uomini stessi, dove la città è realmente il luogo della stirpe di Caino mai estirpato, mai cancellato dalla faccia della terra.Ed è questa genia che traffica con la sua viltà, con la prepotenza con la sua ferocia sulla gran parte della terra. Allora mi domando se basterebbe eliminare le città, farne tabula rasa per fare franare i centri di un potere che offre solo la sua malvagità in ogni angolo, in ogni via e comparto delle sue metropoli che sono le metastasi esposte della sua violenza tracotante.

  6. un grandissimo film-documento, la traduzione di cosa è l’amore in lingue diverse in persone diverse in popolazioni diverse a latitudini diverse.Ho iniziato il primo film e ( come per il falconieredelbosco, ho *qualche*[leggi:tanta!] difficoltà con l’inglese ma. Ma.
    L’intensità dei volti, il vero degli sguardi, e le parole che ho potuto capire, mi hanno aperto il cuore da subito.
    Tengo caro questo post, Fernanda, torno e ritorno di sicuro e ti ringrazio di tutto cuore per il tuo lavoro prezioso, per quanto sei instancabile e appassionata nel desiderare la comunicazione – comunione-azione – nel tenerci sempre accesi e SVEGLI, nel porgerci il modo per toccare la bellezza, l’amore.

    Grazie. Ti bacio, ti stringo, ti voglio bene.

  7. tu senti e come te vorrei che tutti sentissero oltre ogni distanza o conflitto con l’unico interesse di scoprire davvero cosa sia essere:umani.

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