Tracy K. Smith e un suo poemetto- Traduzione di Daniela Raimondi.

Anna Ådén

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Tracy K. Smith è nata nel Massachusetts nel 1972. Si è laureata all’Università di Harvard ottenendo poi un Master in Scrittura Creativa presso la Columbia University. Smith è autrice di tre libri di poesia: ‘The Body Question’ (2003), vincitore del Cave Canem Prize per l’Opera Prima di un autore afro-americano; ‘Duende’ (2007), che ha ottenuto i Premi James Laughlin e Essense Literary Award; e ‘Life on Mars’ (2011),con il quale ha vinto il Premio Pulitzer nel 2012. Nel 2014 le è stato conferito The Academy of American Poets Fellowship.

Smith insegna scrittura creativa al Princeton University e vive a Brooklyn. Nessuno dei suoi libri è stato tradotto in italiano. Il poemetto che segue è tratto dalla sua ultima raccolta, vincitrice del Premio Pulitzer.

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TE LO SEI MAI CHIESTO?

1.

Dopo il buio, stelle che brillano come ghiaccio, mentre la distanza fra loro
Nasconde qualcosa di elementare. Non esattamente Dio. Piuttosto
Qualche esile, lucente creatura simile a David Bowie, uomo delle stelle
O genio cosmico che fluttua, ondeggia, morendo dalla voglia di farsi notare da noi,
E cosa faremmo, allora, io e te, se vedessimo con assoluta certezza

Che c’è un essere là, che ci osserva di sbieco fra la polvere,
In silenzio, perduto, che ogni cosa vive solo nell’attesa
Che qualcuno la reclami indietro con tutte le forze? Tu allora, andresti
Anche solo per qualche notte, in quell’altra vita dove tu,
E la prima che lei ha amato, eravate ignare del futuro, e felici?

Potrei infilarmi la giacca e tornare in cucina dove
Mia madre e mio padre mi aspettano seduti, la cena tenuta in caldo sul fornello?
Bowie non morirà mai. Niente di male lo raggiungerà nel sonno
O lo attaccherà dentro le vene. Mai si trasformerà in un vecchio,
Proprio come la donna che hai perduto, con i capelli eternamente scuri,

Le guance rosse, di corsa verso lo schermo elettronico
Che marca il passare dei minuti, le miglia ancora da percorrere. Proprio come quella vita
Dove io rimango per sempre la bambina che guarda dalla sua finestra il cielo della notte
E pensa che un giorno toccherà il mondo con a mani nude
Persino se scottasse.

2.

Lui non lascia tracce. Scivola via, veloce come un gatto. E’ Bowie.
Per te: il Papa del Pop, un falso modesto come Cristo. Dramma
Dentro un altro dramma, più unico che raro. Le ore

Gocciolano come acqua da una finestra con l’aria condizionata. Trasudano da noi.
Dobbiamo imparare la pazienza dell’attesa. Silenziose, prima o poi arriva il crollo.
Ma non così per Bowie. Lui reclina la testa, ti regala uno di quei suoi maliziosi sorrisi.

Il tempo non si ferma mai, ma ha una fine? E quante vite
Prima di decollare, prima di ritrovarci
Oltre il limite del nostro essere, risplendenti di carisma, tutte brillantini e oro?

Il futuro non è più quello di una volta. Persino Bowie brama
Qualcosa di buono e distante. I jet lampeggiano attraversando il cielo
Come anime che migrano.

3.

Bowie si trova in mezzo a noi. Giusto qui
In New York City. In un berretto da baseball
E jeans di marca. Eccolo che china la testa
Su un banco di gastronomia. Tutti quei denti in bella mostra
Per il portiere, mentre ritorna di sopra.
O eccolo che ferma un taxi a Lafayette
Mentre le nuvole si addensano al tramonto.
Non ha nessuna fretta. Non ha i sentimenti
Che uno potrebbe immaginarsi.
Non cammina impettito, né si gongola. Racconta barzellette.

Ho vissuto qui tanti di quegli anni
E mai che lo abbia visto. È come non riconoscere
Una cometa da una stella cadente,
ma scommetto che lui brucia, tutta una luce,
trascinando dietro di sé una coda bianca e incandescente
come certi tipi che si portano via tracce di carta igienica
dal sedile del WC. Tiene
il mondo intero sotto il suo piede,
e noi piccoli, al suo lato,
Sebbene a volte

Quando un uomo della sua statura incrocia
Il tuo sguardo per un millesimo di secondo
E percepisci che il suo pensiero è RISPLENDI,
RISPLENDI, RISPLENDI, RISPLENDI, RISPLENDI
Ficcatelo bene in testa, Bowie,
Io voglio credere in te. Voglio sentire
Il tuo potere come il vento prima della pioggia.
Come qualcosa che semplicemente ubbidisce,
trascinata in quella danza ipnotica
come se qualcosa, con l’autorità di parlare
avesse lanciato un’occhiata e detto:

……………………………………….Va pure
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Tracy K. Smith

da Don’t you Wonder, Sometimes? (Life on Mars. Copyright© 2011 by Tracy K. Smith)
Traduzione: Daniela Raimondi

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Don’t You Wonder, Sometimes?
BY TRACY K. SMITH
1.

After dark, stars glisten like ice, and the distance they span
Hides something elemental. Not God, exactly. More like
Some thin-hipped glittering Bowie-being—a Starman
Or cosmic ace hovering, swaying, aching to make us see.
And what would we do, you and I, if we could know for sure

That someone was there squinting through the dust,
Saying nothing is lost, that everything lives on waiting only
To be wanted back badly enough? Would you go then,
Even for a few nights, into that other life where you
And that first she loved, blind to the future once, and happy?

Would I put on my coat and return to the kitchen where my
Mother and father sit waiting, dinner keeping warm on the stove?
Bowie will never die. Nothing will come for him in his sleep
Or charging through his veins. And he’ll never grow old,
Just like the woman you lost, who will always be dark-haired

And flush-faced, running toward an electronic screen
That clocks the minutes, the miles left to go. Just like the life
In which I’m forever a child looking out my window at the night sky
Thinking one day I’ll touch the world with bare hands
Even if it burns.

2.

He leaves no tracks. Slips past, quick as a cat. That’s Bowie
For you: the Pope of Pop, coy as Christ. Like a play
Within a play, he’s trademarked twice. The hours

Plink past like water from a window A/C. We sweat it out,
Teach ourselves to wait. Silently, lazily, collapse happens.
But not for Bowie. He cocks his head, grins that wicked grin.

Time never stops, but does it end? And how many lives
Before take-off, before we find ourselves
Beyond ourselves, all glam-glow, all twinkle and gold?

The future isn’t what it used to be. Even Bowie thirsts
For something good and cold. Jets blink across the sky
Like migratory souls.

3.

Bowie is among us. Right here
In New York City. In a baseball cap
And expensive jeans. Ducking into
A deli. Flashing all those teeth
At the doorman on his way back up.
Or he’s hailing a taxi on Lafayette
As the sky clouds over at dusk.
He’s in no rush. Doesn’t feel
The way you’d think he feels.
Doesn’t strut or gloat. Tells jokes.

I’ve lived here all these years
And never seen him. Like not knowing
A comet from a shooting star.
But I’ll bet he burns bright,
Dragging a tail of white-hot matter
The way some of us track tissue
Back from the toilet stall. He’s got
The whole world under his foot,
And we are small alongside,
Though there are occasions

When a man his size can meet
Your eyes for just a blip of time
And send a thought like SHINE
SHINE SHINE SHINE SHINE
Straight to your mind. Bowie,
I want to believe you. Want to feel
Your will like the wind before rain.
The kind everything simply obeys,
Swept up in that hypnotic dance
As if something with the power to do so
Had looked its way and said:
………………………………………Go ahead.

 

Tracy K. Smith

da Don’t you Wonder, Sometimes?

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Tracy K. Smith, a creative writing professor at Princeton University, poses in her Brooklyn apartment after winning the Pulitzer Prize for poetry her poetry collection

Tracy K. Smith

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