GROUNDUNDERTHIRTY- Veevera: leggera lievissima quasi senti l’aria di settembre

susanna bauer

susanna bauer Moon+ll+detail

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Quando arriva l’autunno e tutto si tinge di toni diversi, di ocre e terra d’ombra, di bruciati e verdi oliva, quando la terra emana un profumo diverso e la pioggia coltiva tutto quanto se ne vuole stare in silenzio, sommesso.
I lavori di questa particolare artista mi riportano sia alla fragilità che all’autunno. Uniti insieme anche nella metafora che rappresenta la nostra umanità, la filigrana che ci compone, che ci sostanzia.
Ho trovato come sempre girovagando i suoi lavori e poi sono andata dritta al suo sito:
http://www.susannabauer.com/leaves-2d/
Avete immediatamente l’immagine degli attrezzi di lavoro di cui fa uso.

 Bellissimi e fragilissimi, cose di pochissimo conto eppure dotate di grande fascino, eleganza, raffinatezza. Esprimono trame che sanno costruire getti tra luoghi diversi. Anche dove non ci si aspetta la tenuta.

susanna bauer

Transplant+No+7_web

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La precisione delle sue microchirurgie impressiona per l’esattezza e l’eleganza, un merletto dove la sostanza secca delle foglie potrebbe far presagire una rottura e invece: meraviglia. Il filo entra preciso e  preciso risolve trame di unione dei lembi, crea giunzioni, trapianta pelli di colore diverso mostrando l’eguaglianza dello specchio.
Niente sbavature niente eccessi, il minimo per ottenere quadrature d’insieme che solleticano l’idea di poter attuare gli stessi legami tra noi, umani, caduchi quanto le foglie, di cui fa uso l’artista, per esprimere il poco, il niente che siamo e la forza dell’insieme, anche solo con piccole cuciture.

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susanna bauer

Common+Ground+ll.

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Lavoro con oggetti trovati in natura: foglie, sassi, pezzi di legno . Cose che riteniamo effimere, facilmente usurabili e per questo trascurabili. Il suo strumento nel comporre è l’uncinetto, con cui crea, alla fine, insieme che si possono considerare plastici. L’equilibrio che si viene a creare nelle composizioni riguarda la tensione tra la forza e la fragilità, un po’ come nel caso di tensioni emotive e tenerezza, tra l’effimera vacuità delle cose tutte, e la bellezza sottesa nel corpo di queste stesse cose, soggette a finire.Vulnerabilità e resistenza non sono anch’esse avulse dalle sue composizioni tanto quanto dalla nostre storie, dalla nostra vita e le nostre relazioni. Questo genere di intervento, lento, meticoloso, ripetitivo, porta a pensare ai passi di una meditazione, al filo che la conduce.
Non c’è imitazione, nelle sue opere c’è l’innesto, proprio come qualsiasi intervento l’uomo compie in natura, ma la misura, minima, dell’intervento, produce comunque effetti di tale fascino che non si resta fermi, lo sguardo e la mente si mettono in movimento, per cogliere cosa sta dentro quelle componenti. E’ un richiamo, un segno, un gesto, netto, in cui l’avvicinamento all’altro, quel ricucirlo a sé, attraverso un filo e un atto di rispetto e attenzione, dicono qualcosa che, spesso, tante parole non riesco a tradurre.

veevera

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susanna bauer

Close+small

Drum+Tree

Dwelling+(detail+left)

Core+ll+(side+view)

susanna bauer

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3 pensieri su “GROUNDUNDERTHIRTY- Veevera: leggera lievissima quasi senti l’aria di settembre

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