LA PAROLA ALLE RAGAZZE – ANNASSIM – Il posto delle melegrane- VITTORIA RAVAGLI

 

myrtille henrion picco

Bohémia -myrtille henrion picco

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Ogni volta che organizziamo iniziative, Lella di Marco, il riferimento costante e forte di Annassim, è sempre con noi. Ci ha accomunato all’inizio del nostro  rapporto, tanti anni fa, l’interesse per la storia legata alla Dea Madre, a Marija Gimbutas, ma anche il ricordo vivo  che abbiamo più volte reso pubblico, di Joyce Lussu e della sua vita avventurosa, della sua instancabile attività di donna impegnata attivamente nella società. Poi, ogni anno,  l’attività con i ragazzi delle scuole contro  la violenza sulle le donne, le bambine.  Oggi propongo, dopo  una scheda di Annassim che illustra le attività dell’Associazione,  scritti relativi ad un progetto coordinato da Maria De Donno,  laureanda che fa tirocinio presso Annassim, ma che intende rimanere per proseguire la sua attività di volontariato con le donne.

Vittoria Ravagli

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myrtille henrion picco

Ex-Voto, Myrtille Henrion-Picco 130x97

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 Scrive Lella di Marco:

ANNASSIM- ASSOCIAZIONE di volontariato costituita da native e donne migranti.

Attiva sul territorio da oltre un decennio, ha realizzato pratiche sociali  e prodotto idee , relativamente all’esclusione sociale  delle donne migranti (soprattutto area Mghreb), ai diritti delle donne, alla funzione genitoriale, all’identità in transito, ai conflitti nei paesi di provenienza, sessismo e razzismo. Attualmente è impegnata sulle seconde generazioni , soprattutto al femminile, e sulla trasformazione della presa di coscienza nel percorso  migratorio.

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Annassim Luogo- non luogo da “abitare”  per

Scoprire l’altro-a

Condividere

Realizzare nuove conoscenze

Consolidare radici e volare alto…

Vivere situazioni di convivialità

PRODURRE CULTURA  SCOPRENDO E VALORIZZANDO  ALTRE CULTURE

fausto amelli – LE RAGAZZE DELLE MELEGRANE AD ANNASSIM 

Fausto Amelli - LE RAGAZZE DELLE MELEGRANE AD ANNASSIM

 Fausto Ameli – Resp. Centro Zonarelli presso cui lavora Annassim

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Di seguito, i versi di Fatiha Morchid da Casablanca  scritti in arabo e tradotti liberamente in italiano, esprimono le aspettative  di un agire assieme fra donne. In lingua araba annassim  significa brezza del mattino,  una allegoria come  auspicio,  all’inizio di un nuovo percorso con donne – come  l’aria fresca del mattino prelude ad una nuova giornata piena di  aspettative  e di  vita.

 

Brezza del mattino di  Fatiha Morchid

A te il mio saluto.
Il mio amore

 

Brezza del mattino
Parla con me
Tu che mi inviti alla salute
Sii la mia medicina,
sii la luce che indica la strada
sii la sicurezza e la speranza
delle donne che ti si affidano
pronte a superare ogni ostacolo.

Brezza del mattino
La tua strada è lunga
Ma sai accogliere tutte le scommesse
Perché sei parte di tutte le culture

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elena shlegel

Handing Gardens (2011), Elena Shlegel

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Il posto delle melegrane: LA PAROLA ALLE RAGAZZE!  – Maria De Donno

La melagrana è un frutto dalla buccia spessa e resistente che racchiude al suo interno tanti piccoli semini dal colore rosso splendente. Un frutto che, grazie alle sue proprietà benefiche, è stato, ed è tuttora, utilizzato dalle più svariate culture.

Quale frutto allora può meglio descrivere la ricchezza, la forza e la passione delle ragazze che hanno preso parte al progetto “Il posto delle melegrane”?

Tanti piccoli semini che possiamo riconoscere nelle sfumature che ognuna di noi racchiude al suo interno e che ha donato all’altro, quelle caratteristiche che fanno del meticciato un’opportunità da non farci scappare, l’occasione di riempire le nostre anime e le nostre teste per una rivoluzione culturale, che abbia luogo, in primis, nel nostro modo di vedere e pensare quello che abbiamo intorno.

E’ un processo, questo, che abbiamo tentato di realizzare insieme alle ragazze. Tutte si sono messe in gioco, gettandosi con impegno e curiosità nelle più disparate attività. Un entusiasmo che ribalta i luoghi comuni che per troppo tempo hanno etichettato i più giovani come esseri passivi privi di qualsiasi forma di entusiasmo e partecipazione.

Lavorando, ma anche parlando e confrontandosi con il gruppo, quello che emerge è il desiderio di prendere parte alla costruzione di un progetto comune, partecipare alla vita della propria città passando dal quartiere. Conoscersi e passare del tempo insieme….

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Donne ed educazione

I testi che seguono sono soltanto frammenti di nostre riflessioni all’interno del  progetto Il posto delle Melegrane, che da qualche tempo stiamo realizzando all’interno del Centro Interculturale Zonarelli a Bologna, coordinato da ANNASSIM , associazione di donne native e migranti.

In particolare negli ultimi incontri si è discusso molto di educazione e del rapporto che lega donne ed educazione.

La riflessione sullo studio scaturisce soprattutto dagli eventi a cui abbiamo tutti assistito negli ultimi tempi:  il premio Nobel alla studentessa Malala, che molto si è battuta per i diritti civili e per il diritto all’istruzione, le studentesse nigeriane rapite, il 25 novembre a Sasso (invitate da Vittoria Ravagli del Gruppo M. Gimbutas).
Ecco quindi, siamo qui per dare un segno e  per sottolineare l’importanza che ha lo studio, oggi, nella nostra società,  per lo sviluppo e la crescita di ogni essere umano. Per le ragazze e le donne in particolare, non è così scontato appropriarsi del sapere riconosciuto accademicamente,  rivendicare il  diritto all’istruzione.
A loro, in tutte le realtà storico-geografiche, l’accesso alla cultura è stato ed a volte  è ancora negato, come il godimento dei diritti umani.
Ma noi non ci arrendiamo,  abbiamo capito,  grazie alle nostre nonne e alle nostre mamme, che senza cultura, senza conoscenza, non si sa neppure di avere dei diritti, e che non ci può essere liberazione-possibile.

Le ragazze che hanno partecipato al progetto e che hanno scritto  provengono da un altro paese, ma anche quelle nate in Italia, cosidette immigrate di seconda generazione, non sono padronissime della lingua italiana:  pur essendo di madre lingua araba, cinese, ucraino, tigrigno… hanno capito che la conoscenza di una lingua straniera non può essere disgiunta dalla conoscenza dello sviluppo culturale di quel paese. Tra lingua e cultura c’è un legame profondo, e per questo studiano e partecipano, con entusiasmo,  ad ogni attività culturale che il territorio offre loro.

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james chia han lee

idea colori

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Alcuni contributi delle ragazze che partecipano al progetto

 

Mariem
italo egiziana

Iqra, studia, leggi, impara, conosci: è un insegnamento del corano.

Io ogni giorno se non studio e non scrivo sto male.
E’ come se non vivessi o sprecassi la mia vita.
Purtroppo nella storia dell’umanità è sempre mancata la parità di diritto alla cultura, inteso come sapere tra uomo e donna.
In molte zone del mondo poco sviluppate, ancora oggi, andare a scuola, studiare, conoscere, non è un diritto acquisito. Ci sono realtà in cui alle ragazze l’accesso all’istruzione è negato e il livello complessivo di alfabetizzazione è molto basso. La scarsa scolarizzazione, l’ignoranza, è una delle peggiori malattie sociali.
Si nasce uguali, con un cervello che va tenuto allenato, messo in azione con strumenti culturali adeguati, ma non tutti hanno la possibilità di farlo.
A molti tale diritto è negato, donne e ragazze diventano dunque macchine da riproduzione senza diritto di pensiero e di scelta.

La cultura rende liberi.
Liberi di decidere con consapevolezza della propria vita.
Liberi di conoscere e godere dei propri diritti.
Liberi di pensare ed esprimere il proprio pensiero.
Liberi di essere liberi.

 

Naomi
gran bretagna

Come ricercatrice all’università, lo studio è diventato la mia vita e per questo penso in modo conscio sul valore dello studio. Ho scelto questo lavoro per passione e per il piacere dell’apprendimento e di nuove conoscenze.
E passando la mia vita a studiare, mi rendo conto sempre più delle tante cose che ancora non conosco e che ancora devo studiare.
Studiare le lingue significa per me non solo la capacità di comunicare ma anche scoprire nuove forme di conoscenza.
Per me lo studio significa tutto: l’autonomia, il lavoro, il piacere, il viaggio, la ricerca. Mi rendo conto di quanto sono stata fortunata nel poter perseguire questa strada.

 

Mariana
ucraina

Siamo fortunate a vivere in un paese e in un periodo dove l’istruzione è a portata di tutti perché fino a qualche secolo fa solo persone ricche potevano permettersi di studiare, in prevalenza maschi.
In Ucraina, il paese da dove vengo, ad esempio, fino all’800 alle donne non era permesso studiare. Con l’arrivo dell’unione sovietica uomini e donne dovevano studiare fino a una certa età e credo che dovrebbe essere cosi in ogni paese.
A mio parere è importante studiare. Personalmente devo ancora studiare molto. So che è e sarà difficile ma ne varrà la pena per avere un futuro migliore, sia per me che per la società a cui appartengo.

Se ignorante non vuoi restare vedi di studiare..”

 

Shaiu
cina

In Cina, per legge, se la prima nata è femmina si lascia in ospedale in attesa di un maschio.
Io sono nata femmina e per prima. I miei, che all’epoca erano ricchi, hanno pagato una tassa che ha permesso loro di tenermi.
Sapendo questo, per tutta la vita ho cercato di dimostrare loro quanto valgo.
A 18 anni mi sono trasferita negli Stati Uniti dove ho conseguito una laurea in lingua inglese, per due anni mi sono specializzata in Giappone.
Adesso frequento un master in Italia, in economia aziendale e sto cercando di organizzare una scuola di lingua e cultura cinese.
Oggi ho 26 anni e conosco 5 lingue.
Ho sempre lavorato e studiato, per sapere, conoscere ed essere riconosciuta. Rispettata. Avere strumenti di autodifesa e un posto autorevole nel mondo.

 

Cao
cina

Senza lo studio di questi anni di scuola sarei un’adulta più debole socialmente, più dipendente da mio marito e con meno autorevolezza nei confronti dei miei figli. Sarei relegata in casa, alle sole faccende domestiche e alla cura dei familiari. Senza leggere e scrivere e poter conoscere il mondo.
La cultura rende una persona libera. Purtroppo nella società attuale cultura e istruzione sono più carenti nelle donne che negli uomini. Sono ancora molti i paesi che non garantiscono lo stesso diritto di istruzione alle donne, lasciandole nell’ignoranza: la peggiore malattia della società.
Donna non può essere sinonimo di casalinga. Tutto questo deve cambiare.

 

Arsema
eritrea

Se non fossi andata a scuola sarei restata ignorante, senza saper ne leggere ne scrivere.
Sarei stata derisa da tutti e sarei stata esclusa dalla vita sociale.
Restare ignorante vuol dire non avere un protagonismo reale ne in famiglia ne fuori.
Vuol dire non poter scoprire le origini e il senso delle cose.
Senza lo studio la mia stessa vita non avrebbe senso.

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james chia han lee

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