Non copiare dagli occhi. Disegni, appunti, versi. Per un omaggio a Francesco Balsamo – Lettura di Antonio Devicienti- PROPOSTA DI RILETTURA

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Si chiude con una significativa “nota dell’autore- editore” il libro Ortografia della neve diFrancesco Balsamo: “(…) Stasera vi leggerò delle poesie che ho scritto, o disegnato per chi è fissato che io faccia le due cose insieme. Adesso, proprio in questo preciso istante, credo fermamente che mi stia a cuore solo scrivere, che io abbia fatto sempre solo questo, ma lo dico adesso che per l’appunto sto scrivendo. (…) Le parole sono sempre ilretro qualcosa. Forse la faccia nascosta della mia volontà. O sono per alcuni di noi la sola volontà possibile. La parola, che non penso singolare, le , quando si mettono sulla carta quasi non si può fare a meno di rovistarle, solo allora fanno un disegno possoriguardare che mi riguarda, a quel punto m’importa poco la distinzione tra scrivere e disegnare, m’importa solo di avere dei fogli con dei segni sopra”. Ed io stesso, che qui sulle Cartesensibili ò di accostarmi al Francesco Balsamo disegnatore e al Francesco Balsamo poeta, credo di scorgervi concomitanze ed interscambi o quello che chiamerei un bilinguismo ‘artista siciliano che può così tessere i suoi sogni ad occhi aperti servendosi della matita o del carboncino per disegnare e, mi piace pensare, di quella stessa matita per comporre versi. Non copiare dagli occhi è pregnante titolo per un libro di grande formato dalla copertina rigida legata alle pagine interne tramite un dorso di tela. La soglia del libro è una fotografia stampata su due pagine intere che ritrae probabilmente il tavolo di lavoro dell’artista colmo di strumenti per il disegno e l’incisione e traboccante di libri. Questa è un’indicazione precisa: lettura, cultura e disegno si nutrono a vicenda, ma non basta, perché sovrapposte al margine in alto a sinistra della foto si leggono due citazioni. La prima è di John Berger: La mia impressione è che il disegno sia un’attività manuale il cui fine è abolire il principio della sparizione, seconda del regista Dziga Vertov: Non copiare dagli occhi.

Sfogliare allora le pagine del libro, guardare e lasciare germogliare pensieri nella mente. Il germogliare dei pensieri nella mente: raro privilegio ormai, forse, che comporta gratuità (una forma di eresia, penso) e lo spreco del tempo. Scrivo a ragion veduta “spreco”: siccome tutto (anche il tempo) dev’essere “investito” e “fatto fruttare” e messo “a profitto” stare seduti a contemplare un’immagine è spreco e perdita ed inutile ozio. Per me, infatti, Non copiare dagli occhi è un bel modo di sfruttare l’aria, l’ossigeno vitale per la mente ed approdo ad un’ortografia della neve, un modo per rimanere fuori dalla massa che celebra i riti dello “shopping” prefestivo e festivo.

CONTINUA QUI: https://cartesensibili.wordpress.com/2015/01/28/non-copiare-dagli-occhi-disegni-appunti-versi-per-un-omaggio-a-francesco-balsamo-lettura-di-antonio-devicienti/

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