La Corrente di Miroslav Holub – Cristiana Pagliarusco

jacek yerka

Jacek Yerka

.La salvezza è nel movimento.
Patti Smith

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Miroslav Holub (1923-1998) è stato un poeta, un patologo e immunologo Ceco. Conosciuto per le sue riflessioni liriche su temi umanistici e scientifici, pubblica le sue prime poesie nel 1947. Dai primi anni ’50, è associato al gruppo di giovani scrittori che partecipano alla redazione Květen, una rivista letteraria che si opponeva al Realismo Socialista promosso dai governanti comunisti della Cecoslovacchia..
La prima raccolta di versi è Denní služba (Day Duty, 1958). Scrive altre dieci raccolte fino al 1971 tra le quali Achilles a želva (Achilles and the Tortoise, 1960), Tak zvané srdce (The So-Called Heart, 1963), e Ačkoli (Although, 1969).
Verso la fine degli anni ’60 la sua poesia tradotta in inglese è pubblicata in Selected Poems (1967), introdotta da Al Alvarez e tradotta da Ian Milner e George Theiner; altre raccolte seguiranno con Notes of a Clay Pigeon (1977), On the Contrary and Other Poems (1984), Poems Before & After (1990), Intensive Care: Selected and New Poems (1996), e infine The Rampage (1997). Conosciuto all’estero e in patria, Holub viaggia molto ed è anche autore di prosa. Tra le sue opere spiccano Anděl na kolečkách: poloreportáž z USA (Angel on Wheels: Sketches from the U.S.A., 1963) e Žit v New Yorku (To Live in New York, 1969).

Nonostante la sua produzione letteraria sia ampia, Holub ha sempre considerato la scienza sua occupazione primaria. Anche in questo ambito è stato infatti prolifico autore con più di centoventi pubblicazioni scientifiche con il suo nome.
La sua formazione medica traspare in molta della sua poesia, come evidenzia la raccolta del 1980 Sagitální řez (Sagittal Section).
In un articolo pubblicato nel 2007, il collega immunologo Ceco Jaroslav Svoboda loda il lavoro di Holub per le sue idee sempre pionieristiche in qualsiasi ambito, scientifico o letterario, perché seppur ritenute troppo all’avanguardia per il suo tempo si sono presto rivelate corrette in epoca contemporanea. Lo conferma la continua ristampa della raccolta di saggi The Dimension of the Present Moment.

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Holub Miroslav Holub

Opere tradotte in Inglese: Vanishing Lung Syndrome, tradotta da David Young e Dana Habova (Oberlin College Press, 1990); Intensive Care: Selected and New Poems, a cura di David Young (Oberlin College Press, 1996); The Rampage, tradotta da David Young, Dana Hábová, Rebekah Bloyd con l’autore (Faber and Faber 1997); Poems Before and After: Collected English Translations (Bloodaxe Books; 2nd ed. (2006).

Holub scrive Dveře – Jdi a otevři dveře (La Porta) nel 1961 dove da una parte si inizia a scoprire e ad aprirsi all’universo con le prime missioni spaziali, e dall’altra a Berlino si costruisce un muro di mattoni e pensieri d’odio nella stessa terra, tra la stessa gente.
La storia di Holub, scienziato, umanista, viaggiatore, scrittore dalle parole semplici, facilmente traducibile, colpisce in questi giorni quando il mondo sembra voler parlare lingue diverse pur usando la stessa lingua; mentre ritorna una giovane donna dopo duecento giorno nello spazio, sui confini di molte nazioni si pensa a ergere muri per proteggere il nostro agio e falso benessere da chi non ha manco il fiato per respirare e occhi per vedere.

La Porta di Miroslav Holub oltre a sottintendere un forte pensiero politico anti-stalinista, offre una prospettiva ottimista che solo il cambiamento può promettere. A dominare i versi della poesia è proprio questo atteggiamento di propensione al cambiamento, o almeno di propensione a osservare la vita da più di una prospettiva. La forza positiva che emana da questa volontà di apertura vince anche i momenti di temporanea “nebbia” che spesso accompagnano la nostra visione. Il poeta ci invita ad “aprire la porta”, senza avere paura di ciò che potrebbe stare al di là. Potrebbe lasciar entrare non solo lievi e miti brezze ma anche forti correnti. Anche se non è possibile prevedere cosa ci aspetta, almeno avremo fatto un tentativo. Anche i fatti più tragici e negativi portano crescita e beneficio all’individuo e a lungo termine ricompenseranno la fatica a dispetto dell’immobilità e paralisi stagnante.
Tra paterni imperativi e sagge scelte lessicali di parole che sfiorano i regni delle possibilità, Holub ci chiama comunque all’azione lasciandoci immaginare scenari bellissimi “un albero/o un bosco/ un giardino/ o una magica città”. Il cambiamento, il passo, l’azione sono sempre forme di fertile arricchimento. Il mistero dello sconosciuto è magia dell’imprevedibile comune a ogni essere vivente, dal cane che rovista tra i resti nella strada, all’occhio che impara a vedere nella difficoltà. Holub ci invita non solo quindi ad aprire la nostra porta, ma ci insegna a cambiare i punti di vista: non sempre chi abita un luogo al contempo (ci) vive.

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Cristiana Pagliarusco

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RIFERIMENTI-

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Holub

Miroslav Holub , Poesie con un saggio di Seamus Heaney– Ediars 1997

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ALTRI RIFERIMENTI

http://www.greasy.com/anacoana/miroslav_holub_science_poetry.html#.VYghN1JrsqE

http://www.poetryfoundation.org/bio/miroslav-holub

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