ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso : durante il viaggio…Zbigniew Herbert, poesie

nankliang

nankliang.

In viaggio di solito si portano romanzi, personalmente porto tutta la poesia che posso.Durante l’anno sono sommersa da tutto, i gironi dell’inferno e del lavoro premono, fino a scuoiarti, fino a strapparti il cuore e gli occhi.Allora in vacanza niente è più rigenerante della poesia, soprattutto quella che chiama ad una corrisposndenza, con un sé collettivo ormai emarginato, anch’esso de-collato, che non ha più testa e solo una lunghissima coda, compresa quella di paglia dietro a cui ci si nasconde, per sentirsi al riparo dalla propria voce più intima, la stessa che la poesia invece non dimentica.

La proposta riguarda un autore straniero,  Zbigniew Herbert,  di cui ricordiamo due testi interessanti e da leggere, per la forza di quanto in essi è amore, per la terra, per l’uomo,per le opere che egli compie, per la vita e anche per la poesia.

fernanda ferraresso

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zdzislaw beksinski

zdzislaw beksinski.

Nulla di speciale
Cartelloni colori
Chiodi colla
Carta spago

Il signor artista
Costruisce un mondo
Non dagli atomi
Ma da quel che avanza

Zbigniew Herbert

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La nostra paura
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La nostra paura
non porta camicia da notte
non ha occhi di civetta
non solleva il coperchio della bara
non spegne la candela

non ha neppure la faccia d’un morto

la nostra paura
è un biglietto
trovato in tasca
“avvertire Wójcik
il nascondiglio di via Dluga scotta”

la nostra paura
non vola sulle ali della tempesta
non si posa sulla torre d’una chiesa
è terraterra

ha la forma d’un fagotto
avvoltolato in fretta
con indumenti caldi
provviste
e un’arma

la nostra paura
non ha il viso d’un morto
i morti per noi sono benevoli

li portiamo sulle spalle
dormiamo sotto la stessa coperta
chiudiamo loro gli occhi
gli aggiustiamo la bocca

da  Rapporto dalla città assediata -Adelphi

*

Due gocce.
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I boschi bruciavano –
e loro
s’intrecciavano le mani intorno al collo
come mazzi di rose

la gente correva nei rifugi –
lui diceva mia moglie ha capelli
in cui ci si può nascondere

avvolti nella stessa coperta
sussurravano parole prive di vergogna
litania d’innamorati

Quando il pericolo era grande
si saltavano negli occhi
chiudendoli forte

così forte da non sentire il fuoco
che gli arrivava alle ciglia

fino alla fine coraggiosi
fino alla fine fedeli
fino alla fine somiglianti
come due gocce
sospese sull’orlo d’un viso

da  Rapporto dalla città assediata -Adelphi

Nel risvolto di copertina del libro di Zbigniew Herbert, Rapporto dalla Città assediata-Adelphi 1993 (2^ediz.), si trova riportata una lettera di Brodskij ai lettori italiani

– La crudele Natura, scrive Brodskij nella appassionata Lettera al lettore italiano che apre questo libro, «con un minimo intervallo di tempo ha affibbiato alla Polonia non solo Czesław Miłosz ma anche Zbigniew Herbert. Che cosa ha cercato di fare, che cosa aveva in mente? Preparare la nazione al suo fosco avvenire, in modo che i polacchi potessero reggerlo?». Di fatto, la compresenza di due poeti di tale altezza – un’altezza dove «non c’è più gerarchia» – in una terra devastata sembra accennare a qualcosa. Lo scoprirà il lettore italiano, incontrando in queste pagine per la prima volta l’essenziale dell’opera di Herbert. Ma che specie di poeta è Herbert? Nessuno può rispondere meglio di come ha fatto Brodskij nella sua introduzione: «È un poeta di straordinaria economia. Nei suoi versi non c’è niente di retorico o di esortativo, il loro tessuto è quanto mai funzionale: è brusco piuttosto che “ricco”. La mia impressione complessiva delle sue poesie è sempre stata quella di una nitida figura geometrica (un triangolo? un romboide? un trapezio?) incuneata a forza nella gelatina della mia materia cerebrale. Più che ricordare i suoi versi, il lettore se li ritrova marchiati nella mente con la loro glaciale lucidità. Né gli succederà di recitarli: le cadenze del tuo linguaggio cedono, semplicemente, al timbro piano, quasi neutro, di Herbert, alla tonalità della sua discrezione.-

*
 

Zbigniew Herbert, Rapporto dalla Città assediata- Adelphi 1993
A cura di Pietro Marchesani

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zdzislaw beksinski

zdzislaw_beksinski_1979_3

Sempre dello stesso poeta una seconda raccolta, edita da Il Ponte del Sale, Rovigo  nel 2008.

Lupi

a Maria Oberc

Poiché vissero con legge di lupo
la storia li copre d’un cupo silenzio
di loro restò nella neve fitta
urina giallastra e una traccia di lupo

più rapida dello sparo in schiena traditore
colpì il cuore la disperazione vendicativa
bevvero vodka scadente mangiarono miseria
così cercarono di tener testa al destino
ormai non diventerà agronomo
“lo Scuro” – né ragioniere “il Chiaro” non diventerà madre “Marusia”
né “il Fulmine” poeta – incanutisce la neve
le loro giovani teste

Elettra non li pianse
non li seppellì Antigone
così per sempre nella neve fonda
durerà eterna la loro agonia

persero la loro casa in una bianca selva
donde turbinando viene la friabile neve
non sta a noi – scribacchini – compiangerli
e accarezzarne il pelame scompigliato

poiché vissero con legge di lupo
la storia li copre d’un cupo silenzio
restò per sempre nella neve mite
urina giallastra e una pesta di lupo

da Rovigo- Zbigniev Herbert

*

Rovigo1

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Zbigniew Herbert,  Rovigo- Il Ponte del Sale  Editore 2008

Prefazione di Jaroslaw Mikolajewski
Postfazione e cura di Andrea Ceccherelli
Traduzioni di Andrea Ceccherelli e Alessandro Niero

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6 pensieri su “ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso : durante il viaggio…Zbigniew Herbert, poesie

  1. grande poeta,Herbert, in Italia non troppo conosciuto e apprezzato come stramerita! Grazie Fernanda e buonissima vacanza non solo poetica!

  2. Grazie a te Narda carissima e buone ferie anche a te, credo che tutti si abbia bisogno di un periodo di silenzio e di -vacanza- assenza dalla turbolenza in cui la vita di oggi ci catapulta e ci conficca, la testa sempre nel ribollire del caos, fino al vaneggiamento.
    Mi fermo/ci fermiamo a fine giugno e il blog sarà percorribile a ritroso qui o negli archivi de l’analfabeta https://analfabetiere.wordpress.com/
    ancora qualche giorno e arrivederci a presto. f

  3. Bella pagina di poesia e immagini, come sempre d’altra parte in questa tua casa :)
    Grazie

    avremo modo di salutarci
    intanto
    ti auguro una buonanotte

    .marta

  4. …buon giorno Marta! Appena finito i preparativi per il pranzo:tra vegani, onnivori, persone in dieta…divento matta ad accontentare tutti..vorrei che se lo preparassero loro, ogni tanto e io farei festa!!!!!! Ciao a risentirci. f

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