Tutti dicono di lei …..ma Anna Maria Ortese dove stava…dove sta? Ricordando la sua storia e rileggendo la sua intricata sceneggiata parola-Fernanda Ferraresso

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I libri, la scrittura, l’invenzione… sono ricordi e malattie dell’intimo. I libri sono ferite dell’anima. L’ostrica costruisce perle vere, io forse no, le mie sono forse perle false. Però questo so fare. La perla è la malattia dell’ostrica. Scrivere è una malattia; mi costano molto queste cose luccicanti che cerco di costruire.” Anna Maria Ortese.

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Resistere, mi dico, come si fa a resistere al consumo, quando tra tutte le cose anche il tuo corpo, la tua vita si consuma. Accesa, in una notte senza fine, ogni vita è quell’embrione, che non matura, non matura mai abbastanza, mai quel tanto che serve per (ac)cedere ad un po’ più di tempo, averne un po’ di più dentro, come una perla viva che respira. Muore, la vita, contro un niente, il suo guscio, della stessa sostanza di cui è fatta, che sempre ci sfugge anche se da tutti rincorsa. Inermi noi e lei inerte, una sabbia sospesa,che pesa tutto, un infinito dormitorio, in cui si addensa un sogno, che ciascuno crede falsamente diverso ma è, sempre e solo, lo stesso sogno.
Padri e  madri come i figli, fragili, esseri come piccole bestie che  guadano l’acqua del ventre, che è il sogno di nascere  e si credono, per un attimo brevissimo, altro, re regine mentre invece sono topi, usciti come gli altri, tutti gli altri, dallo stesso buco, un ventre chiuso, un piccolo budello senza altre stelle che scintille di niente, dove il mondo, un unico orfanotrofio, gli rincalza una coperta di paura che credono un desiderio, e ancora li spinge, sempre dallo stesso buco, fino al capo di questo stesso mondo, in qualsiasi punto del mondo si trovi, come un vizio, nella forma, o un circuito corto che pulsa, quella ferita rossa dove il mondo esplode  se stesso.

 fernanda ferraresso

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juie lili

julie lili

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3 pensieri su “Tutti dicono di lei …..ma Anna Maria Ortese dove stava…dove sta? Ricordando la sua storia e rileggendo la sua intricata sceneggiata parola-Fernanda Ferraresso

  1. bellissimo dolente pezzo Fernanda, come dolenti e bellissime sono le storie di Anna Maria Ortese. La cosa che mi sorprende è che ieri per vie traverse ero arrivata all’intervista Di Anna Maria Ortese da cui vengono le parole che citi e avevo pensato di segnalartela, cioè avevo pensato a te. Poi non l’ho fatto. Forse l’avrei fatto oggi.
    Poi ti ho letto e … che sorpresa, che meraviglia, capirsi così, senza vedersi, senza parlarsi!
    Attraverso quali sconosciute strade comunichiamo (quando riusciamo a farlo)?

  2. credo ci sia una rete magnifica una trama di respiri in cui noi bruciamo, letteralmente vivi, cioè vivendo la dimensione autentica di cui siamo fatti, che supera la corpo-reità con cui ci crediamo misurati ma di fatto in cui ci re-cludiamo, ci addomestichiamo a non sentire l’oltre, che è ancora noi. Grazie Adriana. ferni

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