IL GIARDINO DELL’EDEN NON È PER CUORI DI LATTA- Ancora dalla Biennale d’arte si Venezia- Cristiana Pagliarusco

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I cuori non saranno mai una cosa pratica,
Finché non ne inventeranno di infrangibili.
Lyman Frank Baum- da Il Mago di Oz

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interno del padiglione

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dettaglio

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Immagina l’idea della luce capovolta, dove sono i fiori a illuminare le stelle.
Questa è la sensazione che ti percorre entrando nel buio del padiglione Swatch a La Biennale d’Arte di Venezia 2015.
Sai che il viaggio è breve, e se anche ti intimorisce entrare in quel cuore di latta dalle sembianze ambigue, un po’ roulotte e un po’ astronave, la curiosità di spiare un mondo seppur fermo e orizzontalmente parallelo è troppo forte.
Non trattenerti.
Entra.
Senti subito che ti sei fatto del bene.
Ti accoglie un strada di fiori di stoffa, fibre ottiche che si mescolano a petali dai colori in continuo cambiamento. Non c’è vento, non c’è luce, eppure si muovono, eppure si colorano.
Viaggio onirico, percorso coraggioso.
Ti trovi a camminare nel vuoto, senza scarpette d’argento e senza un sentiero di mattoni gialli che ti riporti a casa.
Cammini sospeso nel blu di una notte perfetta e ti rendi conto che Lyman Frank Baum aveva proprio ragione:
“Il blu è proprio il colore più adatto agli occhi.”
Cammina piano. Non calpestare con troppo peso questo giardino di velluto.
Lasciati guidare dal ronzio di un’ape nascosta tra le pieghe dei petali.
Musica senza note che muove la notte.
Musica senza toni che colora lo spazio.
Intravedi la porta dell’uscita.
Sei arrivata, sei arrivato, e vorresti tornare indietro, ricominciare ancora, un’altra notte:

La cosa più superba è la notte
quando cadono gli ultimi spaventi
e l’anima si getta all’avventura.

Alda Merini da Superba è la notte

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JOANA VASCONCELOS (1971) nasce a Parigi ma è di origine portoghese. Dopo la sua partecipazione alla 51a Biennale di Venezia nel 2005, il suo lavoro è stato conosciuto in tutto il mondo. Joana è stata la prima donna e la più giovane artista a esporre al Castello di Versailles nel 2012 suscitando reazioni opposte e pure qualche resistenza per l’audacia ritenuta eccessiva in quegli ambienti. Le sue installazioni e partecipazioni sono vastissime, dalla mostra collettiva di ‘The World Belongs to You’ a Palazzo Grassi/François Pinault Foundation, nel 2011 alla sua prima retrospettiva nel 2010 tenuta presso il Museu Coleção Berardo di Lisbona dove ora vive e lavora.

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La sua opera è presente in collezioni private e pubbliche: Amorepacific Museum of Art, Caixa Geral de Depósitos, Câmara Municipal de Lisboa, Centro de Artes Visuales Fundación Helga de Alvear, Domaine Pommery, FRAC Bourgogne, Fondation Louis Vuitton pour la création, Pinault Collection, e in molti altri luoghi.
Il processo creativo di Joana Vasconcelos si basa sulla sua abilità di sovvertire il reale quotidiano. Joana se ne appropria e lo decontestualizza. La routine si trasforma in colore e grandezza, movimento e sospensione. Dislocando, spostando, ingigantendo, Joana inventa una nuova grammatica del Nouveau Réalisme e del Pop. Ci rende per forza complici nel vedere e ci apre gli occhi a un’analisi più critica della società contemporanea. La forza della sua opera è proprio questo suo desiderio di collettività, di inclusione in un’osservazione più attenta delle tematiche sociali che riguardano la condizione della donna, delle discriminazioni sociali e delle identità transnazionali. Lo fa mettendo a confronto mondi opposti: la produzione artigianale e quella industriale, il pubblico e il privato, la tradizione e la modernità, la cultura popolare e quella intellettuale, scoprendone non solo le differenze ma proprio le affinità attraverso le quali è possibile trovare il modo di rinnovarsi e dare un senso alla nostro vivere contemporaneo.

JONAS RUNA è un musicista, compositore e interprete portoghese nato a Lisbona nel 1981. Appassionato pioniere di musica elettronica, insegna presso la scuola di musica ESTAL. Runa ha studiato fisica e matematica, ma ha sempre continuato a suonare il violino in conservatorio. Ha condotto le sue ricerche anche a Venezia presso il conservatorio Benedetto Marcello e ora sta concludendo un dottorato in musica informatica con una tesi sull’estetica della musica informatica stessa.
Sempre interessato alla prospettiva interdisciplinare di ogni materia e arte, ha pubblicato numerosi articoli in riviste nazionali e internazionali.

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Cristiana Pagliarusco

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RIFERIMENTI IN RETE:
http://www.joanavasconcelos.com/menu_en.aspx

http://www.joanavasconcelos.com/det_en.aspx?f=8784&o=3684

http://estal.pt/noticia270.html

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