NELLA CRUNA DI UNA TESI CON… Anna Maria Pagliarulo – Intervista di Anna Maria Farabbi

silvia maglione-ritrovando il filo del discorso-sito maria lai

Silvia Maglione.

Anna Maria Pagliarulo ci permette un’altra occasione per far nascere un cono di luce su una delle più importante maestre da cui imparare: Maria Lai.
L’incontriamo dopo aver studiato la sua tesi di diploma Accademico di 1° livello in arti visive e discipline dello spettacolo, indirizzo grafica d’arte, tenutosi nell’anno accademico 2013/2014 presso l’Accademia di Belle arti di Venezia.

Il titolo della tesi
PENSIERO PAROLA IMMAGINE IN
MARIA LAI

Laureanda: Anna Maria Pagliarulo

Docente corso arti visive e discipline dello spettacolo,
indirizzo grafica d’arte:    Prof.ssa Diana Ferrara 
Docente relatore: Prof. Riccardo Caldura.

Anno Accademico 2013/2014

Accademia di Belle arti di Venezia
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paolo sartori- ritrovando il filo del discorso- sito maria lai

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In che cosa consiste il percorso di studi che ha dato luogo alla tua tesi di laurea? Quanti anni e quali materie prevede?

Il percorso di studi presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, pur privilegiando l’attività di laboratorio come incisione, xilografia, disegno, anatomia artistica, pittura, dà ampio spazio di seguire argomenti relativi alla storia dell’arte e aspetti critici e fenomenologici delle arti. L’approfondimento personale di questi ultimi aspetti mi ha portata alla tesi di laurea sull’artista Maria Lai.
Il corso di primo livello prevede tre anni di studio, mentre il secondo livello prevede ulteriori due anni.

Chi ha scelto l’argomento della tua tesi dedicata a Maria Lai?

Una serie di eventi mi hanno portata a scegliere l’argomento di tesi su questa artista che avevo incontrato, in più occasioni, in Sardegna. Innanzitutto i professori di storia dell’arte, in genere, apprezzano l’opera e la personalità di Maria Lai, artista che si è inizialmente formata proprio presso l’Accademia di Venezia, sotto la guida dello scultore Arturo Martini.
Notai, durante il corso tenuto dal professore e critico Simi De Burgis, che durante una lezione su Maria Lai, l’argomento affascinava sia adulti che giovani studenti. Pensai che avrei potuto scrivere una tesi su Maria Lai, artista recentemente mancata (aprile 2013). Solo però nel corso del terzo anno, maturai l’argomento della tesi. Durante il corso di “Parola ed Immagine”, il professore Riccardo Caldura affrontò la tematica della poesia visiva, sottolineando che Maria Lai, contemporanea a Mirella Bentivoglio e Ketty La Rocca, era stata sicuramente sfiorata dal movimento ma non ne aveva mai fatto parte perché troppo indipendente. Decisi di parlarne con il docente perché interessata ad approfondire la tematica di “Parola ed Immagine” in Maria Lai, dato che le sue espressioni artistiche rimandano ad immagini che sottendono parole, miti, leggende, racconti. Aggiunsi la parola “Pensiero” perché in Maria Lai è determinante per capire il suo percorso umano ed artistico.

Scandisci il tuo lavoro di ricerca in tre percorsi. Affrontiamone uno alla volta. La biografia: narri la vita di questa artista, anche attraverso le sue parole e i suoi racconti. Ce la puoi sintetizzare riportando i nodi salienti dei suoi incontri, dei suoi maestri, dei suoi spostamenti?

Maria Lai, seconda di 5 figli, nacque ad Ulassai (OG), un paesino arroccato su un costone di montagna il 27 settembre 1919. Cagionevole di salute, fu affidata agli zii, che vivevano in una zona con clima più salubre. Sin da bambina può tracciare sulle pareti bianche della sua stanza, ogni tanto i muri vengono tirati a calce, forme e figure che scaturiscono dalla sua fervida immaginazione. Questo fu l’inizio del suo viaggio nel mondo della fantasia e creatività.
Determinante fu anche l’incontro con l’insegnate-scrittore Salvatore Cambuso (Cagliari) che la fece entrare nel mondo della poesia e quello con lo scultore Arturo Martini –presso l’Accademia di Venezia.
Successivamente si trasferì a Roma dove incontrerà artisti, poeti e scrittori come Giuseppe Dessi, con il quale intreccerà una profonda amicizia. Nel ’80 ritorna in Sardegna e nel 1981 realizza l’opera “Legarsi alla Montagna” opera ambientale attuata con la partecipazione degli abitanti di Ulassai. Opera che la farà conoscere a livello nazionale e internazionale.
Molte opere importanti dal ’90 in poi saranno legate al territorio della Sardegna. Nel 2004 le verrà conferita la Laurea Honoris Causa in Lettere da parte dell’Università degli studi di Cagliari.
Il 16 aprile 2013 Maria Lai muore a Cardeddu paese dove visse gli ultimi decenni della sua vita.

Tu pensi che spostarsi in realtà culturali così diverse e frequentando personalità maestre differenti, abbia intensificato la capacità creativa di Maria Lai?

Sicuramente conoscere realtà culturali diverse, come Roma e Venezia e venire a contatto con maestri quali il poeta Dessi, lo scultore Arturo Martini e movimenti come quello della “Poesia Visiva” -1960- ha permesso a Maria Lai di ampliare il suo mondo creativo. Troverà però soprattutto nell’infanzia, nella libertà creativa, la forza di spingersi oltre la realtà e la ragione.
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maria lai- terra e cielo- tela jeans e filo–2006

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Secondo te in che cosa consiste, se c’è, l’identità sarda di Maria Lai e della sua opera?

L’artista ha colto della Sardegna la parte più autentica (miti e leggende, la tessitura e i pani delle feste), riuscendo però a coniugarla con la parte più contemporanea.
L’identità sarda c’è in quasi tutte le sue opere, ma esiste anche un’identità universale che va oltre il modo sardo.

Il secondo percorso che tu hai proposto si è approfondito sull’opera e, in particolar modo, sulla relazione parola-immagine. Puoi sintetizzarci questo arco tematico con quei riferimenti e citazioni che ritieni più importanti?

L’attività dell’artista si esplica in molteplici campi espressivi: dal disegno, alla scultura, ai libri d’artista, agli interventi ambientali. L’artista trova un punto focale di interesse artistico nei libri cuciti. Le tele cucite generano scritture apparentemente illeggibili ma evocative di stati d’animo e pensieri.
Lai intreccia storie parole ed immagini dando vita a forme di nuova lettura e significati nel contempo antichi.
“Legarsi alla montagna”, spettacolare opera collettiva realizzata ad Ulassai, ha un valore simbolico forse ancora più forte della parola. E’ l’immagine di un nastro azzurro sostenuto dalle parole che, da racconto, da memoria, diventa poesia (v. il sito internet www.marialai.com).
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maria lai- ricucire il mondo-2008

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Quali sono le opere che, secondo te, presentano una fortissima, rivoluzionaria, singolarità?

L’opera più significativa è “Legarsi alla montagna”. Maria Lai ha creato un’opera sociale in un paese chiuso ed isolato come Ulassai, riuscendo ha coinvolgere gli abitanti a tal punto che ancor oggi e ben presente nell’animo delle persone. L’arte moderna entrò in luogo che non si immaginava all’ora potesse diventare un riferimento importante per l’arte e la didattica artistica futura.
Altre opere singolari sono “Le Geografie” e “I Libri Cuciti” che trasportano chi le guarda in un altro mondo, un “altrove”, un infinito di cui, secondo Maria Lai, l’uomo ha necessità per vivere.

L’ultima parte del tuo lavoro è dedicato alle interviste su persone che hanno conosciuto affettivamente o professionalmente Maria Lai? Ci puoi narrare in sintesi quali hai scelto e quali domande hai posto?

Ho scelto di intervistare sia persone che vivono tuttora a Ulassai che artisti e galleristi che l’avevano incontrata in varie occasioni con l’intento di cogliere, come e quanto, le sue parole, le sue fiabe e le opere li avessero colpiti o influenzati. Ho diversificato le domande rivolte agli abitanti di Ulassai da quelle degli artisti, ma l’intento era comune, cioè capire quali segni ed emoziono avesse lasciato Maria Lai.

Che impressioni si ricevono dalle loro parole?

L’ultima domanda era per tutti la stessa: “Quale emozione, parola, immagine associa a Maria Lai?”
Gli intervistati hanno colto soprattutto la dimensione poetica dell’artista. Sottolinea Loretta Cappanera, artista udinese: “Mi è difficile associare Maria Lai ad una sola emozione; gioia per il sorriso luminoso con quale ti accoglieva, tenerezza per il calore della mano che stringeva la tua, ansia d’infinito per lo sguardo che con fermezza ti indicava le stelle nel cielo di velluto… –Le Geografie-. Infinito è la parola che mi fa pensare a Maria Lai, la tensione continua verso l’infinito attraverso la bellezza, l’armonia, la poesia”

Perché, secondo te, Maria Lai agisce così emozionalmente in ciascuno di noi? Con quali forze, scaturendo quali strati inconsci?

Maria Lai coinvolge perché induce le persone ad entrare in contatto non solo con lei e le sue opere ma con se stesse. L’artista riesce ad attivare la relazione, è autentica nel rapporto e di questo tutti noi abbiamo bisogno.

Tu stessa l’hai conosciuta. Raccontaci, soffermandoti, sulla particolarità della sua voce.

Ho conosciuto personalmente vari artisti, ma nessuno mi ha colpito emozionalmente come Maria Lai. Lei amava parlare, raccontare ed io ero affascinata non solo dalle opere, così suggestive e cariche di significati, ma dalla persona che mi ha indotto a riflettere sulla complessità dell’arte e della vita. Ricordo non solo la sua immagine ma la particolarità della sua voce, dal timbro forte e nel contempo fresco, soprattutto quando raccontava fiabe, miti, storie, poesie. La sua voce rispecchiava la sua personalità: forte ma con tracce di spontaneità proprie dell’infanzia.

Secondo te perché Maria Lai non ha ancora quel riconoscimento ufficiale da parte della critica canonica maschile?

Forse perché aveva un modo di procedere libero. Libertà interiore che l’ha portata anche a momenti di solitudine. Il rischio della libertà è quello di non essere inizialmente compresi. Fu una donna gallerista ed editrice di libri d’arte, Angela Grilletti, a farla conoscere negli ambienti artistici quando Maria Lai era poco conosciuta e non più giovane. Angela Grilletti la incontrò nel 1974 e frequentò spesso la sua casa-studio di Roma, rimanendo ogni volta colpita dalle sue opere e dalla sua personalità. La Grilletti nell’intervista sottolinea: “Il percorso artistico di Maria Lai è tra i più affascinanti dell’arte contemporanea italiana. L’artista non allineata a correnti e mode è singolare per la varietà dei materiali usati e per la sua poetica della visione del mondo”.

anna maria farabbi

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maria lai- le magie di maria pietra-1999
Maria-Lai-Le-magie-di-Maria-Pietra-11-1994.

Riferimenti in cartesensibili:

https://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/13/tempiquieti-maria-laitracce-di-un-dio-distratto-di-cinzia-castelluccio-e-chiara-maria-colombari/

https://cartesensibili.wordpress.com/2009/11/12/l%E2%80%99isola-dei-miei-naufragi-di-maria-lai/

https://cartesensibili.wordpress.com/2015/04/18/a-proposito-di-maria-lai-tela-tela-io-lavato-lavato-io-la-stazione-e-il-viaggio-nel-viaggiato-re-il-valore-del-ritmo-delle-parole-che-portano-al-silenzio-fernanda-ferraresso/

https://cartesensibili.wordpress.com/2015/04/18/telegramma-mittente-maria-lai/

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5 pensieri su “NELLA CRUNA DI UNA TESI CON… Anna Maria Pagliarulo – Intervista di Anna Maria Farabbi

  1. Ringrazio per questa nuova inquadratura dell’artista che non conoscevo e qui ho trovato in queste molte finestre aperte sulla sua opera.

  2. Grazie sempre, cara Anna Maria (Farabbi, naturalmente) per questi tuoi magnifici, periodici “doni” di viva creatività e cultura. E auguri e complimenti anche ad Anna Maria (Pagliarulo, in questo caso).

    Un affettuoso saluto da

    Mariella (Bettarini)

  3. Aggiungo che non mi stanco mai di leggere gli scritti ben pensati su Maria Lai, di rivedere le sue opere. Il suo rigore, l’onestà, la necessità dell’arte come nesso tra gli uomini ed il cielo. Dell’importanza della creatività per farci sentire vivi. E’ una ispirazione costante. Una volta parlando con lei dei miei progetti artistici mi disse solo due parole: fallo! Mi spinge ancora! Mi aiuta quando voglio essere pigra, che noi artiste abbiamo un compito da svolgere.
    KIT

  4. Credo sia stata una donna magnifica perché ha mantenuto la saggezza della sua bambina-guida, credo che la sua forza derivi da quella genuina osservazione e dalla carica che solo a quell’età si ha. Lei l’ha avuta fino all’ultimo giorno.

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