ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: Donne senza uomini di Shahrnush Parsipur

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Shahrnush Parsipur, nata nel 1946 a Teheran è un’autrice che ha iniziato in giovanissima età a scrivere. A 16 pubblica infatti la sua prima opera. Eppure triste è la sua esperienza nel suo paese perché per ben  quattro volte viene incarcerata durante il regime dello shah ma anche dalla Repubblica Islamica.
Trasferitasi in esilio negli Stati Uniti  ha rilasciato molte interviste tra le quali ricordiamo quella a Catalina Rossini, giornalista spagnola, da cui riporto alcuni passi, visto che ancora oggi il problema della violenza sulle donne non sembra diminuire o accennare ad una tregua. Il libro della Parsipur, è lei stessa a spiegarlo, doveva contenere dodici storie di donne diverse che venivano a relazionarsi tra loro, come infatti accade nel libro pubblicato, mentre però in questo solo cinque sono le figure di donna chi si delineano legando tra loro le storie di cui sono protagoniste. – Scrissi queste storie separatamente e mentre mi dedicavo a quella di Faizeh mi resi conto che Munes era sua amica, quindi cercai di imparentarle. In seguito decisi di mettere in relazione tutte queste donne.La mia idea originale era di scrivere di 12 donne, ma era l’inizio della rivoluzione islamica e la letteratura non aveva più nessun senso. Quindi decisi di limitarmi a 5 donne, con l’intenzione di pubblicare il più presto possibile.-

Parsipur non ha dubbi sul fatto che la rivoluzione islamica è di fatto una rivoluzione contro le donne. Ci furono numerosissime esecuzioni capitali relativamente alle prostitute. E lei afferma che questo le era insopportabile e che a causa di quanto accadeva voleva schierarsi scrivendo contro questo genere di persecuzione, frutto di una falsa giustizia, e mettere in evidenza lo stato di inciviltà che si stava vivendo. Le impedirono però di pubblicare incarcerandola e innescando in lei, di contra, una forte ribellione a questo stato di cose che si stava inasprendo. Infatti, è sempre lei a dirlo,quando la liberarono, era ancora più decisa a pubblicare.

Alla giornalista l’autrice spiega i motivi della sua carcerazione, legata al ritrovamento di pubblicazioni con contenuto politico nell’auto della madre ma appartenenti alla moglie del fratello. In questo modo tutta la famiglia subì l’arresto. Questo fatto è raccontato  in dettaglio nel  libro Memorie della prigione , che è stato proibito in Iran. Pur non nessendo un’attivista politica la scrittrice trascorse di fatto più di quattro anni in prigione, senza che nessuna accusa le fosse spiegata. Lei pensa che questo fosse anche legato al fatto che non pregava e, così sostiene nell’intervista, questo gesto non lo compiva per rispetto alla religione e perchè non voleva che nessuno partecipasse alla sua preghiera.
Addirittura aggiunge: – Quando mi chiedevano perché non pregavo rispondevo che avevo letto tutti i suoi libri e che non credevo che Dio fosse un uomo e, per questo, non capivo perché dovessi usare un velo per pregare. Dio non ha genere, ma se lo avesse, sarebbe una donna.
Legato alla donna è certamente il tema della verginità e tutte le storie e  i miti che su questo ruotano, compresi gli elementi della sessualità. Morale,  famiglia, educazione, stato sociale, onore, conoscenza del proprio corpo eccetto il piacere, che pare non appartenere alla figura femminile, come se si potesse escludere che le donne possano avere desideri sessuali e desiderare il piacere derivante.
Shahrnush Parsipur  spiega che i tradizionalisti, in Iran, pensano che le donne non abbiano tale genere di desideri, le donne sono solo lo strumento per produrre figli, anche se poi  non hanno un ruolo nella creazione di questi, sono il luogo  in cui tenere il nascituro.
Se una donna mostra desiderio è una prostituta, quindi in Iran le ragazze nascondono la loro attrazione per gli uomini, però a volte, cercano di sposarsi il più in fretta possibile, perché hanno paura del peccato.
Certo a quell’epoca, il 1953, in cui le storie sono ambientate,  le donne erano molto tradizionaliste ma l’attualità non consente loro passi verso un futuro diverso.

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Le letture che hanno influenzato il suo modo di vedere le cose, dice l’autrice, sono state certamente Dostoevskij, letto ad appena 12 anni, ma anche una lunghissima serie di scrittori e registi cinematografici che hanno contribuito a formare il suo sguardo interiore e la sua attenzione alla vita. In Iran, Sadeq Hedayat, è il suo autore prediletto, per la sua opera  che si intitola Urlo cieco e lei ritiene magnifica. Nelle sue pagine, dice, si può trovare una fonte di realismo che è magico. Altro grande esempio per lei è stato Gabriel García Márquez, ma più di tutto un libro, davvero grandioso,è certamente le Mille e una notte, che ha influenzato le sue storie, con i suoi personaggi che hanno tutti nomi iraniani. In Iran, inoltre, ci sono molte donne che hanno il nome di Shehrazad, e molti altri nomi di donna gli somigliano. L’autrice, continua nell’intervista, si dice assolutamente sicura del fatto che sia stata una donna a scrivere il libro, per giunta un’autrice di origine iraniana, perché  i racconti iraniani sono come conformazione molti vicini e simili alla scrittura delle Mille e una notte: sono storie dentro altre storie e queste sono all’interno di ulteriori altre,  quasi a formare una maglia complessa come quella di un labirinto di storie articolate dentro una sola.

Altri suoi libri, scritti dopo periodi di prigionia abbastanza lunghi e senza nessuna accusa a carcio, sono il romanzo Tuba e il senso della notte. Iniziato durante la prigionia fu distrutto dalla stessa autrice che ne stese poi un’altra versione dopo essere stata liberata. La risonanza del libro fu davvero notevole. E’ stato a seguito di questo primo libro, con esito felice, che uscì  Donne senza uomini. Ma il governo la attaccò attraverso la stampa ufficiale e subì per ben due volte il carcere. I libri vennero proibiti con conseguente impossibilità per l’autrice di potersi sostenere e mantenere da sola. Fu questo il motivo che la portò all’estero,  negli Stati Uniti, dove si fermò e continuò a scivere , anche se in Iran i suoi libri si trovano solo al mercato nero, sono candestini. Mi piace a chiusura riportare, dall’intervista di Marta Mazzolari, un passaggio in cui l’autrice spiega con estrema chiarezza cosa pensa degli estremismi, visti i molti che viviamo dovunque, non sono a oriente ma in tutto l’occidente. L’intervistatrice chiede se lei pensa che in occidente l’idea che le persone hanno dell’Iran sia il risultato una visione corretta. Lei risponde così:- Oggi i nordamericani hanno un po’ più di confidenza con gli iraniani perché molti vivono qui e, in qualche modo, sono rappresentanti della nostra cultura. Per colpa del governo iraniano, molte volte si giudicano male gli iraniani. Inoltre, quando si parla di Islam, non bisogna pensare che si tratti di una sola cultura. L’Iran è molto diverso dall’Arabia Saudita, e l’Indonesia è molto diversa da entrambi. Abbiamo una grande varietà di culture sotto il nome di Islam. Dall’11 settembre del 2001, i mezzi di comunicazione dell’Occidente mostrano sempre gli estremisti. Per quanto mi riguarda non sono credente, però tendo a difendere i musulmani in nome di mio padre e mia madre. Loro erano buoni musulmani, pregavano, però ballavano anche e bevevano vino. Quel tipo di musulmano è scomparso, i mezzi di comunicazione li vogliono mostrare solo come selvaggi. Oggi è il mondo cristiano quello che porta la bandiera della barbarie. Durante le due guerre mondiali uccisero 80 milioni di persone, 12 milioni solo nei campi tedeschi e russi. Tuttavia io non giudico i cristiani per questi numeri, so che i cristiani sono buone persone, ma i loro estremisti sono paragonabili agli estremisti musulmani.-
Credo che quanto sottolinea sia la situazione che ancora oggi le donne, e le nazioni intere, soffrano  e sia necessario togliere il velo a quanto è la leva che muove ogni orrore.

fernanda ferraresso

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Shahrnush Parsipur, Donne senza uomini

Riferimenti in rete

http://www.lettermagazine.it/libri/donne-senza-uomini/

http://www.cultframe.com/2010/03/donne-senza-uomini-intervista-artista-regista-shirin-neshat/

http://www.laundrymag.com/2013/11/shirin-neshat-e-le-donne-senza-uomini/
http://guide.supereva.it/letteratura_e_poesia_contemporanea/interventi/2010/02/donne-senza-uomini-intervista-a-shahrnush-parsipur

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