Zattere 417- Venezia- CARTOLINA dalla BIENNALE D’ARTE 2015- Cristiana Pagliarusco

shurooq amin- pollutoland- we’ll build this city on art and love

Shurooq Amin- we'll build this city on Art and Love- Pollutoland.

IN THE EYE OF THE THUNDERSTORM: EFFERVESCENT PRACTICES FROM THE ARAB WORLD AND ASIA
NELL’OCCHIO DEL CICLONE: EFFERVESCENTI ESERCIZI DAL MONDO ARABO E DALL’ASIA

.

Con un suono di corno
il vento arrivò, scosse l’erba;
un verde brivido diaccio
così sinistro passò nel caldo
che sbarrammo le porte e le finestre
quasi entrasse uno spettro di smeraldo:
e fu certo l’elettrico
segnale del Giudizio.
Una bizzarra turba di ansimanti
alberi, siepi alla deriva
e case in fuga nei fiumi
è ciò che videro i vivi.
Tocchi del campanile desolato
mulinavano le ultime nuove.
Quanto può giungere,
quanto può andarsene,
in un mondo che non si muove!

Emily Dickinson- La Tempesta

Traduzione Eugenio Montale

.

.

Tra i 44 eventi collaterali della 56a Biennale Arte di Venezia, è difficile sfuggire al magnetismo dei nove artisti di ‘In the Eye of the Thunderstorm: Effervescent Practices from the Arab World’. Magistralmente riuniti dalla curatrice Martina Corgnati, e commissionati da Omar Donia per Contemporary Practices: Visual Arts from the Middle East, gli artisti, attraverso progetti multimediali, pittura, scultura, e linguaggi ecfrastici, ci trascinano, proprio nell’idea del titolo del percorso espositivo, dentro l’occhio del ciclone, al centro dell’uragano della contemporaneità, permettendoci, per un po’, di vedere il caos drammatico che ci circonda con l’occhio dell’artista.
Come scrive la curatrice Corgnati, “gli artisti sono completamente “all’interno,” incorporati nel nucleo delle questioni, pur rimanendo “al di fuori.” L’arte e l’artista, al centro delle turbolenze, nelle stanze degli eventi violenti e catastrofici che li attaccano e coinvolgono nelle loro pratiche artistiche spesso estreme,” sono come l’Angelus Novus (1920) di Paul Klee, nella lettura di Walter Benjamin che tesse la trama di tutta la 56° Biennale di Okwui Enwezor. Stanno con “occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese…il viso rivolto al passato. …Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle [loro] ali, ed è così forte che [non possono] chiuderle. Questa tempesta … spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volgono le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a [loro] al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta” (Walter Benjamin, On the Concept of History, 1940). È vero, le macerie della storia rimangono a segnare il presente, a corrompere lo sguardo ma l’artista, nell’occhio del ciclone, sotto lo sguardo spietato e giudicante, riesce ancora a progettare visioni future.
Con Martina Corgnati, gli artisti di “In the Eye of the Thunderstorm” intrepretano alla perfezione il senso di questa Biennale, indossando ali dipinte da un angelo immaginario pop e falsamente ottimista, e nel turbinio indotto dal ciclone documentano guerra, scenari di distopiche dittature, ecologie in bilico, femminismo ri-velato, quasi a volerci raccontare da un angolo privato, come da una stanza Dickinsoniana, tutta la verità sì, ma per molte ragioni, di sbieco (Tell
Gli artisti selezionati, che hanno tutti in comune il fatto di appartenere al “mondo di lingua araba”, dal Bahrain all’Egitto, dal Kuwait all’Iraq, decidono di raccontare la complessità e la varietà della loro esperienza attraversando territori e linguaggi diversi per nutrire conversazioni globali che includano tutti i mondi e modi espressivi. Si percorrono allora le stanze del numero 417 delle Zattere a Dorsoduro, Venezia, tra pareti grigio piombo e atmosfere di parole appese al soffitto, in cerca di una libertà fatta donna nell’artista Simeen Farhat. Si attraversano ere di dittature cadute e rinate nel mondo distopico di Mahmoud Obaidi, per traghettare avanti osservati dagli occhi di donne nei dipinti velati di Alia Al Farsi, o trasportati in un viaggio commovente e senza tempo nella barca di Ali, Ali’s Boat di Sadik Alfraji.
.

sadik kwaish alfraji- ali’s boat, video installazione- 2015

Sadik-Kwaish-Alfraji-Alis-Boat-video-still-2015-video-installation-1200x760.

alia al farsi- faces- 2014

Alia Al Farsi- Faces- 2014 -faces-series,-2014,-Mixed-media-on-canvas.-100x100cm.-Courtesy-of-the-artist.

simeen farhat- word swam- 2014

Simeen Farhat, Word Swam, 2014.

khaled afez-tomb sonata in three military movement

Khaled-Hafez.-2.

Khaled-Hafez.

TOMB-SONATA-2_630.

La navigazione tra narrazioni di strati sovrapposti (ancora Benjamin qui e L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica del 1936) nelle opere dell’artista egiziano Khaled Hafez e l’ortodossia del colore verde attraverso datati videogiochi decostruiti da Ahmed Elshaer conducono nella stanza per eccellenza più vicina a Emily Dickinson, quella dell’artista Kuwaiti-Siriana Shurooq Amin, già ospite in Italia lo scorso Ottobre all’Università di Trento, per un Convegno sulle intersezioni d’arte e poesia. Amin, sulle note ricostruite di un pianoforte che canta e denuncia i taboo e le contraddizioni della sua terra araba, materializza quell’Angelus Novus di Klee nelle piccole giovani creature che abitano i suoi dipinti, qui proiezioni eteree nelle pareti di piombo. Amin non può che raccontarci la verità di un mondo che piano piano deve essere rimesso in piedi, ripulito, ricreato grazie alla laboriosità, l’impegno, la coscienza da s-velare delle nuove generazioni. Con tre installazioni tridimensionali originate dall’ultima sua serie di dipinti a tecnica mista “We’ll Build This City on Art and Love,” già esposti a Dubai e a Londra, Shurooq Amin crede ancora che “ricostruiremo questa Città con l’arte e l’amore,” motori fondamentali di quella tempesta che dobbiamo lasciare urlare e placare.
.

shurooq amin- we’ll build this city on art and love- MARA7=7ARAM – london 2014.

We'll Build this City on Art and Love. MARA7-7ARAM -Mixed media on canvas. Ayyam Gallery, Dubai - London  2014..

“In the Eye of the Thunderstorm” resterà aperto al pubblico dal 6 maggio al 15 novembre 2015.
.

mahmoud obaidi-the replacement- 2014

Mahmoud Obaidi, “The Replacement”, 2014.

Mahmoud-Obaidi1

.

RIFERIMENTI IN RETE

http://www.eyethunderstorm.com/index.html

Shurooq Amin, http://www.shurooqamin.com/
……………………http://www.shurooqamin.com/gallery.html
Alia Al Farsi, http://www.aliafarsi.com/
Rashid Al Khalifa, http://rashidalkhalifa.me/main/
Sadik Alfraji, http://www.sadik.nl/
…………………http://www.shubbak.co.uk/sadik-alfraji-artists-talk-and-book-launch/
Ahmed Elshaer, http://www.ahmedelshaer.com/
Simeen Farhat, http://www.myartguides.com/sharjah-biennial-12-dubai-art-week/exhibitions/item/4101-simeen-farhat
Khaled Hafez, http://www.khaledhafez.net/
…………………..http://revolutionartnow.altervista.org/le-dicotomie-di-khaled-hafez/
Haytham Nawar, http://www.haythamnawar.com/
Mahmoud Obaidi, http://www.obaidiart.com/
                            https://www.artsy.net/artist/mahmoud-obaidi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...